Dall’India al Messico, gli altoatesini di Hti costruiscono funivie nel mondo

Il colosso di Vipiteno in campo per alleggerire il traffico delle metropoli. Il fatturato raggiunto dal gruppo nel 2025 ammonta a 1,6 miliardi più 15,8% sul 2024

Stefano Vietina

A Varanasi è in costruzione la prima funivia urbana dell'India, che entrerà in funzione entro l'anno. Collegherà la stazione ferroviaria di Varanasi Cantt al quartiere dei templi di Godowlia Chowk con 148 cabine su un percorso di 3.660 metri, cinque stazioni e 29 piloni.

«Con una capacità fino a 3 mila persone all'ora per ciascuna direzione – spiega Anton Seeber, presidente del Gruppo Hti di Vipiteno - alleggerirà notevolmente il traffico cittadino. Per noi si tratta di scoprire un nuovo mondo, come l'India, dalle dimensioni impensabili e di portarci la nostra tecnologia e la nostra esperienza, sempre più utili anche in contesti cittadini congestionati. È un ottimo inizio d'anno dopo i record che siamo riusciti a raggiungere».

Il fatturato 2025 è infatti giunto alla quota di 1,622 miliardi, con un più 15,8% rispetto al 2024 che aveva invece registrato una sostanziale tenuta sull’anno precedente.

Ma Seeber, da buon imprenditore, guarda avanti e l'India rappresenta un mercato molto ambito per un gruppo attivo a livello mondiale nel settore degli impianti a fune (Leitner, Poma, Bartholet); dei battipista, veicoli cingolati e gestione della vegetazione (Prinoth e Jarraff); dell’innevamento programmato e sistemi di abbattimento polveri (Demaclenko, Hkd e Wlp); dell’energia eolica (Leitwind); dell’idroelettrico (Troyer) e della gestione digitalizzata dei comprensori sciistici (Skadii).

Tanti i progetti rilevanti in corso: in Italia Cervino The One, una delle infrastrutture targate Leitner più importanti delle Alpi (quasi 6 chilometri di lunghezza) che sorgerà nel comprensorio sciistico Cervino Ski Paradise in Valle d’Aosta e che collegherà Cervinia al Plateau Rosa.

In Messico sono addirittura quattro i cantieri: Morelia, Naucalpan e due nuove linee del Cablebus a Città del Messico. In Vietnam, Poma completerà un impianto trifune. A Varanasi, invece, l'operazione sarà gestita da Bartholet. Il 43% del fatturato 2025 proviene dall’arco alpino, il 26% dal Nordamerica, l’11% dall'Asia e il 9,5 % in Centro e Sud America. Guida il settore funiviario con il 60% del fatturato di gruppo.

Complessivamente lo scorso anno sono stati installati oltre 80 nuovi impianti a fune, venduti oltre mille battipista e veicoli cingolati e oltre 2 mila generatori neve. Intanto i collaboratori hanno raggiunto la soglia dei 5 mila, distribuiti in tutto il mondo; gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno superato i 42,5 milioni; 3,3 milioni sono stati destinati alla formazione del personale.

«La nostra strategia - prosegue Seeber - si basa su tre pilastri fondamentali: diversificazione, internazionalizzazione e innovazione. Ma soprattutto sui nostri collaboratori. Proprio nell’ultimo anno abbiamo dimostrato di essere flessibili e capaci di adattarci al mercato».

Il 2025 è stato innanzitutto un anno di nuovi impianti targati Leitner, con un forte ritorno del mercato italiano. Ben 18 le opere inaugurate nella recente stagione sciistica, per un piano complessivo di modernizzazione da 85 milioni di euro, dall’Abruzzo alla Valle d’Aosta, passando per Emilia Romagna, Piemonte, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, dove invece difficilmente verrà portato a termine l’accidentato progetto dell’ovovia di Trieste.

La stagione invernale passata ha visto anche l’impegno ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina con la realizzazione dell’ascensore inclinato “IE20 Predazzo” accanto al trampolino di salto e la modernizzazione dell'impianto di innevamento programmato da parte di Demaclenko. Sempre nell’ambito delle competizioni sportive, il maggio scorso a Interalpin il gruppo ha presentato la maxi commessa di 53 milioni di euro per i Campionati Mondiali norvegesi di Sci Alpino a Narvik nel 2029, con Leitner, Prinoth e Demaclenko che offriranno il meglio della tecnologia invernale.

Per Prinoth quello scorso è stato anche l’anno della missione estrema in Antartide con la nascita di Panther XL, il veicolo cingolato progettato per funzionare nelle condizioni più difficili al mondo che sta supportando l’Istituto Polare Norvegese nel potenziamento della storica stazione di ricerca a Troll. Mentre per Skadii l’estate 2025 è stata all’insegna di una vera e propria rivoluzione: dalle stazioni sciistiche la tecnologia proprietaria ora è anche al servizio delle destinazioni turistiche.

Tornando in ambito funiviario, Leitner in collaborazione con Melinda in Trentino ha dato vita alla Funivia delle Mele; Leitner Poma of America ha realizzato ben 16 nuovi impianti a fune in Nord America e Poma, nell’autunno scorso, ha creato una nuova forma di mobilità ad Ajaccio, in Corsica, con Angelo, il quarto impianto urbano di Francia. Altri impianti poi sono stati completati, tra gli altri, in Spagna, Norvegia, Argentina, Colombia, Cina, Giappone, Vietnam, Algeria, Madagascar.

Ma il 2025 ha visto anche sostanziali novità corporate con l’ingresso nel Gruppo di Hkd Snowmakers, azienda specializzata nel settore dell’innevamento programmato con sedi negli Usa e in Canada, ingresso che ha rafforzato così ulteriormente la presenza di Hti in Norda America. Nell’eolico, Leitwind quest’anno punterà i propri riflettori sulla Turchia con la prima turbina LTW90 da 2,0 mw al mondo, mentre Demaclenko ha da poco presentato il nuovo generatore neve Titan 5.0, in grado di produrre più neve con una qualità migliore, consumando al contempo significativamente meno energia. Prinoth, infine, ha lanciato di recente a Las Vegas il Panther T23r, il più grande e tecnologicamente avanzato trasportatore cingolato con torretta rotante del settore.

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