Dalla gavetta con papà al vertice: i fratelli Bovolini spingono Nord Laser sui mercati esteri
Dopo la scomparsa del fondatore nel 2020, Marco e Matteo continuano a puntare su export e innovazione

È nata nel 1984 a Reana del Rojale come officina artigiana di carpenteria metallica. Sul libro paga del fondatore, Alessandro Bovolini, c’erano solo due dipendenti e la moglie Tiziana Castenetto, braccio destro in ufficio. In dieci anni la bottega era già diventata industria. E il nome iniziale, Bovolini snc, lasciò il nome alla Nord Laser, un’impresa che oggi conta 110 dipendenti e un fatturato di 18 milioni, ammiraglia di un gruppo (Nord Group) che comprende anche una controllata in Albania, specializzata nella produzione di concentrato di cromo, e due in Friuli, Gabin Food e Canali System, attive nella ristorazione e nella vendita di macchine per il fitness.
Ma il core business, a Reana, resta la carpenteria metallica. «Realizziamo componenti e macchine per moltissimi settori, dall’industria del condizionamento a quella dell’alluminio, dal tessile al legno», spiega Marco Bovolini, presidente dopo la morte del padre, scomparso nel 2020 all’età di 68 anni. Dal padre al figlio. Anzi ai figli, perché a fianco di Marco, classe 1981, studi di economia ma soprattutto tanta gavetta con il padre, c’è il fratello Matteo, vicepresidente e ingegnere gestionale, con altrettanta gavetta alle spalle. Se la morte del padre arrivò improvvisa, quando il fondatore era ancora al timone dell’azienda, i figli erano pronti al passaggio del testimone, grazie al loro lungo pedigree. A sostenerli nella sfida un manager d’esperienza come l’amministratore delegato Andrea Montich, coinvolto anche come socio. «Quasi uno di famiglia anche lui», spiega Marco.
Tante cose sono cambiate da quel lontano 1984, ma non la sede, Reana, né il Dna, che resta quello tipico di un’impresa familiare, anche se la crescita fu rapida: già alla fine degli anni Novanta la bottega degli inizi si era trasformata in una sede con due capannoni e 50 mila metri quadri di superficie, di cui 15 mila coperti, con il segno particolare di una Tour Eiffel in miniatura sul lato strada, quasi un biglietto da visita di Nord Group, un marchio di fabbrica.
«Siamo cresciuti un passo alla volta, come fece mio padre, che incominciò a lavorare da ragazzino, come apprendista nell’officina dello zio, a Ospedaletto di Gemona, il suo paese natale. Da Gemona emigrò in Germania, a Colonia, dove lavorò per due anni alla Ford, prima di rientrare in Italia e riprendere gli studi frequentando le serali al Malignani fino al diploma di perito industriale. Affinate ulteriormente le sue capacità tecniche alle dipendenze della Corbellini, un’azienda che operava nell’impiantistica industriale, decise che era tempo di mettersi in proprio. E nel 1980, assieme a un socio, aprì la sua prima officina meccanica a Colugna, alle porte di Udine». Da lì il trasferimento a Reana e l’avvio della Bovolini snc.
Sempre con la politica dei piccoli passi, Nord Laser è stata in grado di sostenere con le proprie forze ingenti investimenti. «Non solo nell’innovazione delle linee produttive, ma anche nell’organizzazione e nella rete commerciale», spiega Marco. E l’azienda di oggi può vantare un portafoglio ordini estremamente diversificato, garanzia di stabilità anche in tempi di profonda incertezza e di pesanti rincari dell’energia: «Il momento non è facile, ma credo che chiuderemo il 2026 con un fatturato vicino ai 19 milioni, in crescita sul 2025. Lavorare per uno spettro di settori molto diversificato ed esclusivamente conto terzi, senza prodotti a marchio nostro, rappresenta sicuramente un punto di forza, soprattutto in una fase come questa». L’altro punto di forza è una spiccata vocazione all’export, che vale oltre un terzo del portafoglio ordini. Quella Tour Eiffel, forse, è un biglietto da visita che porta bene anche oltre confine.
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