Colombini: «Rilanceremo Snaidero e potenzieremo il sito di Majano»
Al gruppo dell’arredamento di San Marino va il 70% dell’azienda friulana. Closing a fine agosto, poi via al piano industriale con 15 milioni di investimenti. «In fabbrica andremo a installare nuove linee anche per le nostre produzioni»

Dopo otto anni passati in mano alla finanza, la proprietà di Snaidero torna all’industria. I rumors che da mesi circolano nell’ambiente dei cucinieri, ieri hanno trovato infine conferma: Colombini Group, uno dei maggiori player italiani nel mondo dell’arredamento – con Febal e Bontempi tra i suoi marchi, 290 milioni di ricavi nel 2025 e un Ebitda del 12% – ha rilevato il 70% della galassia arancione, in particolare la holding e la controllata Snaidero UK, mentre resta fuori dal perimetro dell’operazione la società francese del gruppo. L’obiettivo dichiarato da Colombini è rilanciare il marchio friulano delle cucine, che ha chiuso dal canto suo il 2024 (i dati 2025 non sono ancora disponibili) con 49,2 milioni di ricavi e una perdita di 6,8 milioni, e portare a Majano parte della sua produzione, valorizzando il sito industriale che nell’ultimo anno ha lavorato a singhiozzo per mancanza di volumi.
Accanto a Colombini, in minoranza restano tutti i vecchi azionisti, che si diluiscono al 30%: dai tre soci pubblici – Invitalia, Friulia e Amco – al fondo Green Arrow Capital (che ha acquisito DeA Capital) fino alla famiglia Snaidero. Resta anche il management, a partire dal Chief operating officer Dante Giacomelli, che sarà affiancato nel futuro a breve da figure di riferimento del gruppo Colombini.
Ad anticiparlo è lo stesso presidente del gruppo sammarinese, Emanuel Colombini, che raggiunto al telefono illustra le linee guida del piano industriale, pronto a prendere corpo da settembre, «dopo il closing atteso per la fine di agosto». Due le direttrici. «Da un lato», spiega Colombini, «andremo a investire sul marchio, sulla rete commerciale e sulla ricerca e sviluppo, perché Snaidero possa crescere come realtà autonoma e tornare ai vecchi fasti. Dall’altro intendiamo sviluppare a Majano produzioni aggiuntive, grazie alle dimensioni dello stabilimento, dove installeremo nuove linee per un investimento stimato intorno ai 15 milioni».
Più che sull’acquisizione, Colombini insiste sul progetto industriale. «Snaidero è un marchio storico», continua l’imprenditore sammarinese, «riconosciuto in Italia e all’estero, con un patrimonio di prodotto, design e competenze che intendiamo valorizzare. Come Gruppo Colombini, parte della nostra mission è preservare la storia del design e diffonderne la cultura. Per questo il nostro obiettivo è far crescere i brand nel rispetto della loro identità, del territorio e delle persone che ne rappresentano il valore». Gli fa eco l’amministratore delegato di Colombini Group, Giovanni Battista Vacchi, rimarcando come «l’ingresso di Snaidero in Colombini Group ci consente di rafforzare in modo significativo la business unit cucine, completando la nostra offerta nella fascia alta del mercato e ampliando la presenza internazionale. L’operazione ha una chiara matrice industriale: vogliamo sostenere lo sviluppo di Snaidero e delle altre società, attraverso investimenti mirati, la valorizzazione delle sinergie commerciali e produttive e la creazione delle condizioni per una crescita solida e sostenibile nel lungo periodo. Preservando l’autonomia delle aziende e delle reti distributive».
«Per me è un’ottima notizia» commenta l’operazione Edi Snaidero, presidente del gruppo e figlio del fondatore, «conosco Colombini e la sua azienda da tanti anni. Dopo l’importante sostegno che Snaidero ha ricevuto dal fondo DeA Capital, da Invitalia e da Friulia, si apre ora una nuova fase, caratterizzata da un vero progetto industriale e da una regia con competenze, tecnologie e know-how fondamentali nel nostro settore. È il modo migliore per festeggiare gli ottant’anni dell’azienda».
Un plauso arriva anche dal sindacato: «Era una conferma che aspettavamo. Finalmente c’è un piano industriale e si torna a investire sulla produzione. Attendiamo di confrontarci presto con la nuova proprietà», ha dichiarato il segretario regionale della Feneal Uil, Massimo Minen, desideroso di poter rassicurare sul futuro le 250 maestranze, in solidarietà fino a febbraio 2027.
Ai lavoratori pensa pure Colombini. «Se abbiamo acquisito Snaidero è anche grazie alle competenze dei lavoratori, che sono sempre più difficili da trovare e dunque preziose», dice. «Sarà una maratona, non uno sprint. E se nella fase iniziale ci sarà ancora la necessità di ricorrere agli ammortizzatori sociali», conclude, «l’obiettivo è far crescere l’azienda e confermare tutte le maestranze».
Riproduzione riservata © il Nord Est








