Lufthansa crolla: utile dimezzato e stime al ribasso

Il secondo trimestre ha registrato un Ebit di 383 milioni. In Borsa è “panic selling”, poi chiusura in calo dell’8,2%. Spohr fiducioso: «Avanti su Ita, closing a inizio 2027»

Sara Bonifazio

 

Il piano di rilancio di Lufthansa si scontra con la crisi in Medio Oriente e il caro carburante e costringe la compagnia a tenere a freno le ambizioni. In Borsa è «panic selling», il titolo arriva a perdere l'11% e chiude in calo dell'8,2% a 8,47 euro. Il fatturato del secondo trimestre è cresciuto dell'8% a 11,1 miliardi di euro ma 750 milioni di costi aggiuntivi per il cherosene hanno impattato sull'utile operativo, che si dimezza a 383 milioni (-56%). I rendimenti più elevati, ottenuti dopo aver alzato i prezzi e ridotto la capacità di trasporto e aumentato il tasso di occupazione dei posti (che ha raggiunto l'82,4%) non sono stati sufficienti a compensare la temporanea cancellazione di singole rotte e gli scioperi di febbraio, marzo e aprile.

Lo scenario

Un trimestre «impegnativo, segnato ancora una volta da molteplici crisi geopolitiche e incertezze» sottolinea il presidente e ad Carsten Spohr. Le «incertezze rimangono elevate» e quindi, anche se la domanda è intatta e proseguono l'ottimizzazione della rete e la disciplina dei costi, il gruppo ha rivisto le proprie attese per il 2026. Il vettore aereo tedesco stima ora un utile operativo tra 1,7 e 2,2 miliardi dopo avere indicato in precedenza un risultato «significativamente» superiore ai 1,96 miliardi del 2025. Nei sei mesi i ricavi sono cresciuti dell'8% a 19,8 miliardi, l'ebit è negativo per 138 milioni e la perdita si è ridotta a 542 milioni di euro (da 665 del primo trimestre).

«La domanda è continua e forte, soprattutto nelle classi premium; gli investimenti in prodotti premium stanno iniziando a dare i loro frutti», così come il rinnovamento della flotta e continua il trend positivo nel settore cargo. Lufthansa ha anche messo in campo alcune misure «per razionalizzare i processi operativi più rapidamente di quanto inizialmente previsto», come l'eliminazione dei voli di Lufthansa CityLine, la dismissione dell'intera sottoflotta di 23 Canadair CR-9, nonché il ritiro anticipato di aeromobili a lungo raggio ad alto consumo di carburante come l'Airbus A340-600 e il temporaneo fermo a terra di due Boeing 747-400 dall'inizio del programma di volo invernale.

«Il nostro bilancio si mantiene costantemente solido, con una liquidità di 10,7 miliardi di euro - ribadisce il direttore finanziario Till Streichert -. Sebbene le incertezze per la seconda metà dell'anno rimangano elevate, siamo fiduciosi. Tuttavia, la crescente volatilità dei prezzi del carburante, rendono le previsioni sempre più difficili». Il motto di Spohr non cambia: «da un gruppo di compagnie aeree a un unico gruppo aereo» a partire dall'integrazione di Ita Airways e guardando alle prossime mosse con Tap Air Portugal. «A giugno abbiamo esercitato l'opzione per salire dal 41% al 90%» di Ita manca solo l'ok degli Usa e all'inizio del 2027 sarà pienamente integrata nel gruppo Lufthansa.

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