Il gruppo Heca della famiglia Sangoi acquisisce la bellunese Imap

L’azienda è attiva nella refrigerazione industriale. Claudia Sangoi in cda

Stefano Vietina

 

I bellunesi Flavio Mares e Michele Faggioli vendono la loro Imap, attiva nel segmento della refrigerazione industriale, al gruppo friulano Heca Italia spa, holding di partecipazioni industriali della famiglia Sangoi. Ma ne restano alla guida rispettivamente come amministratore delegato e presidente; con loro nel nuovo consiglio siedono come consiglieri Claudia Sangoi, amministratrice delegata di Heca e alla guida di Bcf Italia, un’altra delle imprese di famiglia, nonché Alessandra Deusciti, responsabile della gestione del personale del gruppo friulano.

«Ce lo ha chiesto la nuova proprietà», spiega Flavio Mares, «evidentemente confidando nella nostra professionalità e anche nei risultati che sono costantemente in crescita. E di lavoro ne abbiamo veramente tanto anche in questi mesi. Perché allora abbiamo venduto? Per un naturale problema di ricambio generazionale e per dare continuità all’attività produttiva. Io ho 65 anni e non ho eredi interessati a prendere in mano l’azienda fondata da mio padre Renzo, classe 1934, nel 1978. Ci è capitata allora questa opportunità che abbiamo accolto con favore perché, avendo Heca acquistato anche la parte immobiliare, ci garantisce di mantenere le nostre due sedi e di salvaguardare quindi tutti i collaboratori».

Imap è attiva soprattutto come terzista per alcuni dei più importanti marchi europei del distretto bellunese e nazionale della refrigerazione industriale. Con la produzione di pannelli isolanti, mobili frigoriferi per il settore professionale, ed anche di macchine frigoriferi funzionanti con l’applicazione di un motore. Opera a Sedico, 11.000 metri quadri, e Paderno di San Gregorio nelle Alpi, 5.000 metri quadri, con 155 collaboratori, di cui il 40% stranieri. «Un bell’esempio di integrazione e di fidelizzazione perché chi arriva qui poi di solito rimane», commenta Flavio Mares, classe 1961, che in Assindustria Belluno Dolomiti ha la delega per il sociale.

Il closing dell’operazione, supportata dai capitali del gruppo friulano e da CrediFriuli, è avvenuto il 29 luglio e un comunicato congiunto definisce questo come un progetto «di natura industriale a lungo termine, che punta a realizzare sinergie fra le società coinvolte e a sostenere l’ulteriore crescita di tutte le singole realtà aziendali, che resteranno autonome seppur coordinate a livello di capogruppo. Vengono così, da un lato, valorizzate le peculiarità industriali e le proiezioni di continuità di Imap e della controllata Ax professional, che conta circa 20 milioni di euro di fatturato attesi, mentre, dall’altro, viene confermata la strategia di crescita anche per linee esterne del gruppo Heca di Rivignano Teor, che detiene già Bcf Italia, Bcf Europe e Cms metalli, tutte operanti nel segmento della commercializzazione e lavorazione industriale del rame; e conta a livello consolidato 340 risorse impiegate in tre siti produttivi e due commerciali tra Italia e Slovacchia, 75 milioni di euro di fatturato complessivi.

Imap nasce come una classica azienda familiare per la estrusione di materie plastiche per l’edilizia e per la refrigerazione industriale; nel 2000 si avvia poi un nuovo reparto interno dedicato alle lamiere, con macchine automatizzate per la lavorazione dell’acciaio inox. «Lavoriamo direttamente con gli uffici tecnici delle aziende clienti», prosegue Mares, «e ci proponiamo per risolvere i loro problemi. Per la storia che abbiamo alle spalle, e per quanto realizzato finora, non abbiamo mai fatto fatica a trovare nuovi clienti, perché offriamo prodotti customizzati e un servizio particolarmente apprezzato. Negli ultimi anni ha preso piede il settore medicale e delle macchine da laboratorio».

 

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