Clivet, 29 milioni a Feltre e punta sui data center
Ricavi oltre quota 381 milioni, più che triplicati in dieci anni con Midea. Stefano Bellò: «L’obiettivo è crescere del 10% annuo nei prossimi 3-5 anni». Ottanta addetti nel nuovo impianto, altre assunzioni legate alla domanda

Il taglio del nastro dello Stabilimento 800 di Clivet (che produce pompe di calore su 14.000 metri quadrati e con 80 addetti) è l’occasione per i vertici dell’azienda feltrina per fare il bilancio di dieci anni di alleanza con i cinesi di Midea e di parlare dei progetti futuri, internazionali ma con solide radici nel Bellunese. Lo ha detto il fondatore di Clivet, Bruno Bellò, che ha creato l’azienda nel lontanto 1989 e che ha cominciato a produrre pompe di calore quando ancora se ne parlava poco o nulla: «Dieci anni fa ci siamo aperti al mondo, ma non è stato facile. Con Midea avevamo una promessa di integrazione nel rispetto delle identità locali. E tutto è avvenuto a un livello superiore alle nostre aspettative. Siamo riusciti a sfatare molti luoghi comuni, secondo cui i cinesi avrebbero portato via la produzione, avremmo perso il nostro marchio».
I numeri
I dati su fatturato e addetti raccontano una storia molto diversa rispetto alle preoccupazioni iniziali: nel 2016 Clivet registrava un fatturato di 113,4 milioni di euro, di cui 57,9 generati in Italia e 55.5 all’estero. Nel 2025 il fatturato complessivo ha raggiunto i 381,7 milioni (+237%), oltre il triplo rispetto a 10 anni fa. In Italia il fatturato è arrivato a 215,5 milioni e l’export ha toccato quota 166,2 milioni di euro (+200%). Per quanto riguarda l’occupazione, dai 592 addetti del 2016 (di cui 462 in Italia e 130 all’estero) si è arrivati nel 2025 a 974 (di cui 807 in Italia) con un aumento del 64 per cento. E i dati nel 2026 sono ancora più alti, superando i mille collaboratori.
L’ad Bellò
«Lavorare con i cinesi», ha raccontato l’amministratore delegato Stefano Bellò, «è come lavorare con mio padre: imprenditorialità pura, cioè decidere e fare. Dieci anni fa ci siamo aperti al mondo senza dimenticare le nostre radici. Abbiamo dato corpo a una idea pensata allora ma che ora ha un impatto ancora più grosso».
Sia il fondatore che l’amministratore delegato hanno puntato molto sul valore delle risorse umane, delle persone: «Abbiamo un basso tournover. Abbiamo maestri del lavoro che hanno ricevuto riconoscimenti che stanno passando il loro sapere ai più giovani. Ci dicevano: vedrete, la produzione andrà in Cina, è accaduto esattamente il contrario: abbiamo portato qui produzioni che non c’erano e in Italia faremo investimenti su ricerca e sviluppo», ha aggiunto Stefano Bellò.
«Anche il marchio si è rafforzato ed è conosciuto ormai in tutta Europa, mentre continuano e si sviluppano le collaborazioni con l’università e con gli Istituti superiori locali, con visite e tirocini».
«I risultati di questi dieci anni», continua Bellò, «raccontano la storia di una convergenza di strategie e di competenze che funziona. L’alleanza strategica con Midea ha rappresentato una svolta decisiva e ci ha consentito di continuare a presidiare nuove frontiere tecnologiche con l’ingresso strategico nel settore dei Data Center sui cui abbiamo iniziato a investire e operare».
Si è parlato molto anche della House of Brands Mbt Climate, che unisce le eccellenze tecnologiche e industriali europee con l’innovazione globale della cinese Midea: «Stiamo rafforzando la rete di vendita in Italia, integrando quelle di Clivet e di Sabiana, con lo scopo di aumentare il fatturato del 10 per cento in un arco tra 3 e 5 anni».
Clivet esporta in 80 paesi nel mondo e ha otto filiali (anche in Russia, India e Emirati). In Italia ha una presenza capillare con 36 agenzie, 185 centri di assistenza e ben 290 rivenditori e partner.
Il sindaco
Il sindaco Fusaro ha sottolineato l’importanza di iadustrie così strutturate per un territorio soggetto a spopolamento, aziende in grado di attirare giovani e nuove famiglie. «Non è scontato che una azienda continui ad investire nel territorio e nel futuro», ha detto.
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