Cgi investe nell’energia: piano da 130 milioni

Presentato a Milano il nuovo progetto industriale quadriennale del gruppo. Entro il 2030 punta a raggiungere i 100 milioni di euro di Ebitda. Gervasio (Bluenergy): «Ci rafforzeremo nei servizi energetici avanzati»

Maura Delle Case

 

Cento milioni di euro di Ebitda, 500 clienti e 130 milioni di investimenti. Sono gli obiettivi del piano industriale 2026-2030 del Gruppo Cgi, presentato ieri mattina alla Fondazione Luigi Rovati, a Milano, dal management della compagnia insieme alla famiglia Curti, cui fa capo la proprietà.

Il contesto in cui si inserisce il nuovo progetto industriale quadriennale è quello di un mercato in evoluzione, come più volte ricordato ieri, segnato da un'importante volatilità dei prezzi dell’energia, dall’ingresso di nuovi concorrenti e da clienti sempre più attenti alla spesa. In questo scenario, la partita per le società del settore, Cgi compresa, si gioca sulla capacità di rispondere alla domanda per contenere i consumi e i costi, andando però oltre la semplice fornitura di gas ed energia elettrica. Ed è su questa trasformazione che il player piacentino, fortemente radicato a Nordest, dove ha mosso i suoi primi passi e dove conta sulla presenza dell'udinese Bluenergy, la sua società più grande, intende costruire la prossima fase di sviluppo. L’ambizione è consolidarsi tra i primi venti operatori del settore, sia nella fornitura di energia sia nei servizi tecnologici. Con un elemento distintivo: il capitale del gruppo è interamente privato.

Il piano si sviluppa lungo cinque direttrici: evoluzione dell’offerta, rafforzamento del modello commerciale omnicanale, efficientamento e digitalizzazione dei processi, sviluppo di una utility integrata con investimenti sui territori e acquisizioni mirate. Direttrici alle quali si affianca la diversificazione delle attività, tra l'altro nella robotica mobile per l’industria e il mondo della logistica e nelle biotecnologie applicate alla sanità, «ambito in cui vediamo significative opportunità di innovazione e di impatto per le comunità», ha dichiarato Giuseppe Bongiorni, dg di Cgi Holding.

Venendo ai numeri, la presentazione di ieri si è concentrata principalmente sulla marginalità, senza indicare obiettivi puntuali sui ricavi, fortemente influenzati dalla volatilità dei prezzi. L’Ebitda del gruppo, pari a circa 75 milioni nel 2025, dovrebbe raggiungere quota 100 entro l’arco di piano.

La crescita sarà sostenuta dall’aumento della base clienti, destinata a passare da 400 mila a 500 mila punti di fornitura, e da una politica di acquisizioni nel segmento Tech services. Le prime due operazioni m&a sono in programma per il 2027 e consentiranno di ampliare le competenze e la presenza sul mercato di Cgi, rafforzando un’offerta rivolta soprattutto a imprese, pubblica amministrazione, terziario e condomini.

«È l’evoluzione naturale di un gruppo con 59 anni di storia che ha saputo nel tempo affrontare i cambiamenti del mercato e adattarsi alle nuove necessità dei clienti, ampliando progressivamente la propria value proposition» ha dichiarato Alberta Gervasio, ad di Bluenergy Group, commentando il piano, con il quale «puntiamo a rafforzare in modo significativo la nostra posizione nei servizi energetici avanzati, accrescendo anche la nostra dimensione competitiva, attraverso l’integrazione dell’offerta, l’innovazione e lo sviluppo di competenze specialistiche».

L’offerta comprenderà fotovoltaico, sistemi di accumulo, impianti termici e riqualificazione energetica degli edifici. Il gruppo intende inoltre rafforzare il modello commerciale omnicanale e i canali digitali, anche attraverso l’intelligenza artificiale, e ampliare i servizi rivolti ai clienti con proposte come connettività, assicurazioni e assistenza per la casa. La crescita organica si concentrerà soprattutto nelle aree strategiche del Nord Italia, con un’estensione selettiva al Centro e al Sud.

Chiamato a tirare le conclusioni della giornata, il fondatore Gianfranco Curti, affiancato dalle figlie Elisabetta e Susanna, ha richiamato il legame con le comunità e la capacità del gruppo di evolvere nel tempo: «Vogliamo continuare su questa strada, facendo leva sulla solidità costruita negli anni per investire nell’innovazione, nei servizi e nelle energie rinnovabili e accompagnare la transizione energetica con la stessa concretezza che ha caratterizzato la storia del gruppo».

 

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