Benetton, i figli di Carlo puntano sugli hotel
Christian e Massimo annunciano operazioni sull’ospitalità di fascia alta. Investimenti per 37 milioni e a novembre riapre il Relais Monaco di Ponzano. Altri sei milioni sono destinati al Monaco & Grand Canal di Venezia

Le offerte per vendere il Monaco & Grand Canal erano arrivate. Da fondi e gruppi internazionali, per comprare il palazzo affacciato sul Canal Grande oppure rilevare la gestione dell’albergo.
«Le proposte erano anche molto generose», racconta Christian Benetton. Lui e il fratello Massimo hanno scelto di tenerlo. E di farne il punto di partenza di un’attività da seguire personalmente, fra conti, progetti e sopralluoghi nei cantieri. «Ci interessava molto, ci incuriosiva molto». Così i due figli di Carlo Benetton hanno deciso quale strada prendere con una parte del patrimonio di famiglia: gli alberghi, il recupero degli edifici storici, l’ospitalità.
Oggi quella scelta si misura con circa 37 milioni di euro di interventi fra Venezia, Firenze e Ponzano Veneto, questi ultimi condivisi con QC Spa of Wonders, e altri sei milioni programmati per il prossimo triennio nell’albergo veneziano. Ma il prossimo indirizzo lo stanno già cercando a Roma.
«Se vogliamo creare un polo di immobili di valore storico a uso alberghiero non possiamo che guardare a Roma. Stiamo valutando una serie di possibili immobili con questo obiettivo, ci auguriamo di finalizzare un acquisto nell’arco di un anno».
La capitale completerebbe il percorso con Firenze e Venezia, le tre tappe che ricorrono nei viaggi dei turisti stranieri in Italia. Prima, però, bisogna trovare l’edificio giusto e far tornare i numeri. «È fondamentale, in questo mestiere, che lo stiamo imparando anche noi, la location», dice Massimo. La ricerca riguarda palazzi che abbiano una posizione e una storia capaci di sostenere l’investimento. Sono arrivate proposte economicamente importanti, spiegano, ma in luoghi che non li convincevano. E non c’è fretta di chiudere a qualsiasi costo: fra una spa e un albergo da aprire, gli impegni sono già consistenti.
La divisione del lavoro fra i fratelli è piuttosto netta. «Io seguo un po’ più la parte progettuale, i layout, le finiture, i materiali», racconta Massimo, che ha lasciato lo studio di architettura per dedicarsi a questa attività. Nei confronti con i progettisti resta però un cliente del mestiere: prende righello, scalimetro e matita e rimette mano ai disegni. Christian guarda l’altro lato dell’impresa. «Mi occupo prevalentemente di numeri, sono più finanziario, nasco come controllo di gestione». Due formazioni diverse, che nei cantieri e nella conduzione degli alberghi hanno trovato un terreno comune.
Anche l’assetto societario distingue le funzioni. Quarta srl possiede gli immobili; Monaco Collection gestisce gli hotel di Venezia e Firenze. Entrambe fanno capo ai due fratelli attraverso le rispettive holding personali. Una sistemazione maturata dopo il riassetto del patrimonio familiare.
Il primo appuntamento sarà a novembre, a Ponzano Veneto. Villa Persico Guarnieri, conosciuta come Relais Monaco, riaprirà dopo oltre due anni di lavori, con la gestione affidata a QC Spa of Wonders. L’intervento vale circa 13 milioni, sostenuti per il 60% dalla proprietà e per il 40% dall’operatore del benessere. Cambiano la destinazione degli spazi e il pubblico: le aree dedicate agli incontri di lavoro diventano parte della spa, che si estende anche nel parco di 60 mila metri quadrati.
Per anni il Relais aveva lavorato con le aziende e ospitato le squadre del basket e della pallavolo. Poi quella domanda si è ridotta. «Dovevamo trovare qualcosa che desse di nuovo un po’ di vita a questa bellissima villa», spiega Massimo. Il passaggio al benessere porta con sé anche un aumento dell’occupazione: dai precedenti 20-24 addetti a circa sessanta.
A Firenze, invece, l’apertura del Volta dei Mercanti è prevista all’inizio del 2027. Qui l’investimento raggiunge circa 20 milioni e restituisce una funzione al palazzo dell’ex Borsa Merci, rimasto per anni inutilizzato, fra Piazza della Signoria e Ponte Vecchio. Un cantiere iniziato prima del Covid, fra vincoli, autorizzazioni e le difficoltà di lavorare nel cuore della città.
Il progetto, impostato da Massimo e sviluppato con l’architetto Flaviano Capriotti, comprende 46 camere, sette appartamenti e una penthouse.
È proprio Venezia a offrire il modello di ospitalità al quale i fratelli guardano. Al Monaco & Grand Canal, dove dal 2024 sono già stati investiti quattro milioni e altri sei sono previsti nel prossimo triennio.
La scelta commerciale è quella dei quattro stelle superior, con un livello di servizio e di cura degli interni che i proprietari vogliono avvicinare alla categoria più alta. L’attività alberghiera esprime oggi circa 20 milioni di ricavi; con Firenze a regime, il traguardo è di 25-26 milioni nell’arco di due o tre anni, esclusi gli affitti immobiliari.
Finora gli interventi sono stati sostenuti senza ricorrere al debito, grazie alle risorse disponibili e alla cassa generata dalle attività. Un nuovo acquisto di grandi dimensioni cambierebbe l’equilibrio: per un’operazione da 50-60 milioni, spiegano, una parte del finanziamento passerebbe dalle banche.
Riproduzione riservata © il Nord Est








