Ascopiave, Kepler rivede il rating. «Da un cambio di gestione rischi sulla strategia»
La banca d’affari ha abbassato la raccomandazione da “buy” a “hold”, incrementando al contempo il target price a 4,20 euro per azione

Kepler Cheuvreux rivede il rating di Ascopiave. La banca d’affari francese ha abbassato la raccomandazione da “buy” a “hold”, segnalando il «rischio di un cambio di gestione, che potrebbe influire sulla credibilità dell'attuale piano industriale», pubblicato appena un mese fa.
Dopo una forte performance del titolo (+16% da inizio anno, +34% negli ultimi 12 mesi), legata a quella che gli analisti definiscono una «convincente strategia del management» e all'accelerazione del tasso di crescita nella distribuzione del gas, Kepler ha aggiornato il target price da 4,1 euro a 4,2 euro, dopo aver applicato uno sconto del 5% a causa del rischio di un cambio di gestione.
Il riferimento è alle modifiche allo statuto chieste dall’azionista di controllo Asco Holding che, tra le altre cose, prevedono il divieto per il direttore generale di ricoprire la carica di amministratore, indebolendo la posizione dell’attuale presidente, ad e direttore generale Nicola Cecconato. Il report della società sottolinea come «questa centralizzazione dei ruoli avrebbe creato un notevole malcontento, probabilmente anche a causa di alcuni cambiamenti nell'equilibrio politico tra i numerosi comuni soci (e all'interno della Lega Nord, il partito di riferimento degli azionisti)».
Gli analisti scrivono che la performance record dell'esercizio 2025 conferma la creazione di valore strutturale, «anche grazie alla plusvalenza e ai dividendi ricevuti e alla cessione della partecipazione in EstEnergy, che rappresenta un'efficace cristallizzazione del valore di un asset non strategico». L'espansione del perimetro attraverso le attività di distribuzione gas di A2a, inoltre, supporta la crescita e le sinergie a breve termine.
Tuttavia, «il rischio di un cambiamento nella gestione è in aumento e potrebbe influire sulla strategia della società, appena aggiornata con il piano industriale 2029 a metà febbraio». Da qui la decisione di rivedere la raccomandazione.
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