Addio a Francesco Canella, l’uomo che inventò il casolìn

Il Gruppo Alì e quella formula magica dei piccoli passi. In cinquant’anni ha dato vita ad un gruppo miliardario nella distribuzione alimentare: inventò il banco della gastronomia 

Francesco Canella nel giorno della laurea ad honorem all'Università di Padova
Francesco Canella nel giorno della laurea ad honorem all'Università di Padova

A cominciare dal nome, tutti avevano nomi difficili lui invece scelse la cosa più semplice: Alì, che sta per alimentari. Francesco Canella, fondatore e presidente del gruppo miliardario della grande distribuzione organizzata, la chiamava la filosofia dei piccoli passi. Era la sua formula magica.

Gli altri cercavano di espandersi coprendo più territori possibili, lui faceva lo stesso ma nell’iper locale. Essere il primo nella sua terra: il Veneto. Il radicamento territoriale, anche nell’era della diversificazione geografica ad ogni costo, era la sua ragion d’essere.

Con il suo modello distributivo a corto raggio il gruppo è cresciuto negli anni. Alla base una regola aurea, sempre la stessa: punti vendita non lontani più di 100 chilometri dall’hub logistico. La formula magica è il localismo unito alla filosofia dei piccoli passi: poche aperture, una crescita misurata, ma costante.

E un’unica sfida, essere i migliori sulla piazza di riferimento: il Veneto. Poi negli anni l’espansione in l’Emilia Romagna. Francesco Canella, come i grandi patriarchi della sua generazione di imprenditori made in Veneto, rivendicava le origini umili del suo successo. «Ho rilevato negli anni Cinquanta un piccolo supermercato -raccontò diversi anni fa in una intervista - quello che qui chiamiamo casolìn». La tipica bottega di quartiere se l’è inventata lui.

E dopo più di cinquant’anni, il primo supermercato è stato aperto nel 1971, la formula è rimasta la stessa. Metrature gestibili, il banco del fresco (salumi e formaggi), il reparto frutta e verdura, ma sugli scaffali anche i prodotti confezionati delle più conosciute marche dell’industria alimentare.

«Sono stato in America, a Boston - raccontava Canella - ho visto come facevano lì. E ho portato il banco tradizionale della piccola bottega di quartiere su scala più ampia». Per riuscire a mantenere salvo questo modello territoriale, tuttavia, il raggio d’azione si deve fermare alla regola aurea dei 100 chilometri.

«Abbiamo magazzini che lavorano 24 ore al giorno, ogni mattina partono i camion con i prodotti freschi, che carichiamo dalle 2 alle 6 della mattina. Se avessimo punti vendita che superano questa distanza non riusciremmo a consegnare i prodotti che ci arrivano da contadini e cooperative il pomeriggio, entro la mattina del giorno dopo» raccontava ancora una decina di anni fa.

Quella dei piccoli passi resta, con il presidio geografico, una ricetta immutata. Da quando nel 1958 Canella si comprò una piccola rivendita alimentare a Padova, portando il modello del banco del fresco nei negozi di quartiere così come nei super store. Un’idea semplice, come la genesi dell’insegna: «Alì sta per alimentari raccontava l’imprenditore - a quei tempi c’erano tutti questi nomi stranieri, noi ne abbiamo scelto uno che fosse facilmente comprensibile dalla gente».

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