Il colosso tedesco Duisport nuovo socio dell’Interporto riscrive gli equilibri europei

La fumata bianca dopo una visita riservata di Staake, ad del terminal intermodale di terra più grande al mondo, nell’ufficio di D’Agostino. Imminente l’acquisto del 16% delle quote 

la trattativa

In autunno il terminal intermodale di terra più grande del mondo metterà definitivamente piede a Trieste. Dopo il confronto avviato l’anno scorso e momentaneamente interrotto dal coronavirus, i tedeschi di Duisport hanno confermato la disponibilità a rilevare il 16% dell’Interporto di Trieste, entrando nella compagine societaria dell’ente che gestisce le aree di Fernetti, Bagnoli della Rosandra e Cervignano.

La fumata bianca è arrivata nel corso di una visita riservata organizzata dall’Autorità portuale, durante la quale il presidente Zeno D’Agostino ha incontrato Erich Staake, amministratore delegato del Duisburger Hafen, che già nelle scorse settimane ha chiuso la due diligence per valutare il valore dell’Interporto. L’accordo avrà un peso finanziario modesto per i tedeschi, che con una cifra tra i 2,5 e i tre milioni dovrebbero rilevare il 16% delle quote detenute da Friulia nell’Interporto. Non sono previsti aumenti di capitale, ma una riduzione della presenza della finanziaria regionale, che scenderebbe al 28%.

Duisport farà il suo ingresso con una quota di minoranza, secondo una strategia che vede i teutonici inserirsi in diverse realtà della logistica mondiale, per essere presenti nei processi decisionali e offrire alternative ai propri clienti. Nel caso della rete intermodale del Friuli Venezia Giulia, si tratta di poter mettere a disposizione una via d’accesso da Sud all’Europa centrorientale. A fare gola sono la collocazione geografica di Trieste, i fondali profondi, il ruolo di primo porto italiano per treni movimentati e la presenza di Cervignano, considerato dai tedeschi come un terminal ferroviario dal grande potenziale. A pesare sulla scelta è anche l’ipotesi – ancora ferma al palo – di applicazione del regime di Porto franco alle lavorazioni industriali: punto sui cui i tedeschi sono all’avanguardia nel campo del confezionamento e della distribuzione.

D’Agostino conferma incontro e accordo: «Parliamo di un soggetto leader mondiale e di un guru della logistica come Staake, che ha preso un’area abbandonata e inquinata della Germania, facendone un centro logistico fondamentale. L’investimento in programma significa che abbiamo le carte in regola per creare un sistema importante: fino a ieri il Nord Europa non si interessava all’accesso da Sud e questa attenzione è il segnale di un cambio epocale nei baricentri logistici europei».

Il rapporto tra D’Agostino e Staake si è tradotto in un primo accordo stretto nel 2017 per incrementare i collegamenti ferroviari fra Duisburg e l’Adriatico. L’ingresso nell’Interporto assume ora un’altra valenza e rafforza il ruolo dello scalo a servizio dell’area centroeuropea: basti pensare alla collaborazione che Duisport ha in atto nell’interporto di Furnitz-Villaco con le Ferrovie austriache, anch’esse interessate a rafforzare la presenza sulle sponde triestine, a cominciare dalla realizzazione del terminal nell’area della Ferriera in cooperazione con la Piattaforma logistica.

Le prossime settimane vedranno i tedeschi trattare con Friulia il valore delle quote: Duisport invierà a giorni la propria responsabile finanziaria a Trieste. L’assetto finale vedrà Staake assumere una partecipazione di minoranza, che non si tradurrà nell’ingresso di tedeschi nel management, anche se l’Autorità prevede un incremento delle figure dirigenziali a causa di nuove funzioni da gestire. L’idea delle parti è consolidare l’operazione entro settembre e poi concentrarsi a FreeEste sulla creazione del magazzino refrigerato, necessario per avviare il progetto di export del vino in Cina. —



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