Mps, anche Malvestio vota a favore di Intesa
Il finanziere trevigiano detiene lo 0,72% della banca senese. Per Lovaglio strada sempre più in salita

Il piano di Luigi Lovaglio si fa sempre più complicato. Caltagirone è orientato a opporsi alle operazioni proposte da Mps, Edizione ha annunciato l’intenzione di aderire all’offerta di Intesa Sanpaolo e Crédit Agricole non conferirà le proprie azioni Banco Bpm alla proposta del Monte. In vista dell’assemblea del 29 ottobre, la strategia con cui l’amministratore delegato di Siena punta a difendere l’autonomia della banca incontra ostacoli tra i soci e negli istituti che vuole acquisire. E anche il finanziere trevigiano Massimo Malvestio, tramite la società di gestione maltese Praude Asset Management, ha annunciato che conferirà il suo 0,72% a Intesa.
Il consiglio di Fgc, holding del gruppo Caltagirone, ha deliberato ieri all’unanimità di votare contro i cinque punti della parte straordinaria dell’assemblea, recependo le valutazioni degli amministratori indipendenti. La decisione riguarda la fusione con Mediobanca, le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali e le misure collegate. Il no al piano non equivale però a un impegno formale a consegnare le azioni a Intesa.
Edizione intende invece conferire all’Opas l’intera partecipazione dell’1,45% in Mps e diventare azionista stabile di Intesa. Alessandro Benetton, presidente della holding, ha espresso apprezzamento per l’impostazione dell’operazione rispetto alla stabilità dell’azionariato e all’indipendenza di Generali, centrale nella partita attraverso la quota detenuta da Mediobanca. Edizione segue Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio, che con il 17,6% è il primo socio di Mps e si è impegnata ad aderire all’offerta di Intesa e a votare in coerenza con le sue condizioni.
Lovaglio dovrà cercare tra gli investitori istituzionali i consensi alle operazioni straordinarie, per le quali serve il voto favorevole dei due terzi del capitale rappresentato in assemblea, ma a questo punto il traguardo appare come un vero e proprio miraggio. Un altro ostacolo arriva da Crédit Agricole. L’amministratore delegato Olivier Gavalda ha annunciato che il gruppo francese non conferirà il proprio 29,3% di Banco Bpm all’offerta di Mps. Anche un via libera dei soci senesi non eliminerebbe quindi la contrarietà del principale azionista della banca milanese. Voterà poi contro il piano di Lovaglio e aderirà all’Opas anche la Praude Asset Management di Malvestio. Astenutasi sul rinnovo del consiglio, Praude considera l’offerta di Intesa «equa», pur riconoscendo i «grandi meriti di Luigi Lovaglio».
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