Mps, la settimana decisiva. Paletti Antitrust su Generali

Giovedì il voto sul piano Lovaglio sarà un referendum sull’offerta di Intesa. Il presidente dell’Authority: il Leone sia «investimento finanziario». Oggi attesa la scelta di Banco Bpm: tra le ipotesi astensione o assenza

Roberta Paolini

Il risiko bancario entra nella settimana decisiva. Giovedì 29 ottobre l’assemblea del Monte dei Paschi voterà sul piano di Luigi Lovaglio, dal quale dipende anche la sorte dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Siena. Mentre si allunga la lista di chi intende aderire all’offerta di Ca’ de Sass, oggi è attesa anche la decisione di Banco Bpm, titolare di una quota del 3,7% del Monte.

La banca dovrebbe esprimersi sulla posizione da assumere in assemblea: tra le ipotesi figurerebbero l’astensione e la mancata partecipazione. Intanto, l’Antitrust sta mettendo a fuoco il confine più delicato dell’operazione: la partecipazione in Generali che Intesa Sanpaolo acquisirebbe attraverso Mediobanca dovrebbe restare un «mero investimento finanziario», senza tradursi in un potere di influenza sulla compagnia triestina.

È il punto indicato nei giorni scorsi dal presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Saverio Valentino. Per assicurare questa separazione, Intesa potrebbe essere chiamata ad adottare misure correttive di natura comportamentale: vincoli alle modalità con cui esercitare il proprio ruolo di azionista. È «essenziale», aveva spiegato Valentino, evitare che il gruppo risultante dall’operazione acquisisca «qualsiasi potere di influenzare il comportamento» di Generali. Il passaggio investe direttamente la prospettiva delineata dal ceo di Intesa Carlo Messina, che la settimana scorsa, al Forum Coldiretti di Roma, aveva ribadito la sua posizione: «Mettere in sicurezza Mediobanca è strategico per il Paese e garantirà l’indipendenza assoluta di Generali. Nessuno potrà più acquisire Generali se Intesa Sanpaolo ha il 13,5%». La quota del Leone custodita da Piazzetta Cuccia diventerebbe così, nella lettura del banchiere, un presidio contro eventuali scalate.

L’Antitrust, tuttavia, deve misurarsi con le quote di mercato per garantire che la concorrenza resti tale e impedire che quel presidio si trasformi nella possibilità di condizionare un concorrente con cui Intesa stessa compete per la leadership del settore in Italia. Le indicazioni di Valentino delineano due piani di intervento. Su Generali si prospetterebbero restrizioni all’esercizio dell’influenza azionaria; nei territori dove la concentrazione bancaria ridurrebbe la concorrenza, il rimedio passa dalla vendita degli sportelli.

«Nelle aree commerciali dove vi è una significativa sovrapposizione tra le attività delle società», la cessione delle filiali rappresenta «la soluzione necessaria», ha precisato venerdì il presidente dell’Autorità. L’accordo di Intesa con Unipol prevede già il trasferimento del marchio Mps e di 635 filiali. Secondo quanto riportato da Mlex e ripreso dall’Ansa, 445 sportelli sono stati individuati in via definitiva e l’Antitrust li ha quindi esclusi dalla propria valutazione. Anche le altre 190 filiali dovrebbero essere cedute, ma la loro individuazione resta provvisoria e potrebbe cambiare proprio per risolvere le sovrapposizioni nei singoli mercati locali.

Le dichiarazioni non costituiscono ancora il provvedimento conclusivo dell’istruttoria. Precisano però il terreno sul quale si misurerà il via libera: quali sportelli dovranno uscire dal perimetro e quali facoltà potranno accompagnare la partecipazione indiretta nel Leone.

Messina, che nei giorni scorsi ha espresso «piena fiducia» nel lavoro dell’Autorità, ha accompagnato la promessa di indipendenza della compagnia con un’apertura ai suoi grandi soci. «Se riusciremo a concludere questa operazione sarà un piacere avere azionisti come Unicredit, Delfin, Caltagirone e Benetton che hanno contribuito a mantenere Generali così come è oggi». Sul fronte contrario al piano Lovaglio si è collocata anche Norges Bank, con circa il 3% del capitale. Resta attesa la decisione della Fondazione Mps, la cui deputazione amministratrice si riunirà il 28 ottobre.

Riproduzione riservata © il Nord Est