Louis Vuitton, ricavi in calo ma continua a investire

La controllata veneziana Manufacture de Souliers a 428 milioni di fatturato. La produzione scende del 4,5% e diminuisce il valore degli articoli venduti. Stanziati 5,7 milioni in impianti, al socio Lvmh Italia dividendo da 35 milioni

Roberta Paolini

 

Il passo del lusso si accorcia anche lungo la Riviera del Brenta. Manufacture de Souliers Louis Vuitton, la società di Fiesso d’Artico che progetta, sviluppa e produce le calzature della maison francese, chiude il 2025 con 427,9 milioni di ricavi, il 5,1% in meno rispetto all’anno precedente, e un utile di 27,8 milioni, in flessione del 16,2%. La fabbrica continua però a ricevere investimenti: il bilancio documenta interventi sulla copertura di “Fiesso 2”, sulla mensa e sugli impianti produttivi, insieme a lavori per il fotovoltaico. Nel complesso, gli acquisti di immobilizzazioni materiali e immateriali raggiungono 5,7 milioni, contro gli 8,3 milioni del 2024.

Una fotografia che acquista rilievo alla luce dei risultati dei primi nove mesi del 2026 di Lvmh. Il gruppo guidato da Bernard Arnault registra ricavi per 57,15 miliardi, in diminuzione del 2% a cambi correnti e in crescita del 2% su base organica, cioè a cambi e perimetro costanti. La divisione moda e pelletteria, cui appartiene Louis Vuitton, arretra a 26,39 miliardi: meno 4% dichiarato e meno 2% organico. Nel solo terzo trimestre la contrazione organica del comparto raggiunge il 5%, risentendo del rallentamento della domanda cinese, mentre il mercato statunitense sostiene le attività. Il consuntivo della manifattura veneta riguarda l’anno precedente e un perimetro più ristretto, ma restituisce un altro tassello della frenata che sta colpendo il cuore del sistema del lusso.

A Fiesso, la debolezza del 2025 si legge anzitutto nella produzione, diminuita del 4,5%. A questa si aggiunge una riduzione dello 0,3% del prezzo medio di vendita, che gli amministratori riconducono alla minore complessità del prodotto. È il prezzo praticato dalla manifattura lungo la catena industriale del gruppo, un dato che non consente di ricavare indicazioni sui listini delle boutique. Dei 427,9 milioni di fatturato, 402,5 milioni provengono dalla vendita di prodotti finiti, 6,2 milioni dalle merci e 19,2 milioni dalle prestazioni di servizi.

La gestione dei costi ha attutito il colpo. Il margine operativo lordo indicato dalla società si attesta a 47,7 milioni, contro i 49,4 milioni del 2024, e conserva un’incidenza sui ricavi superiore all’11%. Il risultato operativo civilistico passa da 41 a 39,6 milioni. Nel frattempo, il costo del lavoro cresce a 31,7 milioni, il 3,8% in più, con un organico medio di 480 persone, quattro in meno dell’esercizio precedente. Gli operai sono 290, contro 298 nel 2024.

Intorno alla sede veneta si articola una rete produttiva che raggiunge Marche e Campania. Manufacture de Souliers Louis Vuitton, a sua volta interamente controllata da Lvmh Italia, possiede il 100% di Manufacture de Souliers des Marches, con sede a Civitanova Marche, e di L.D. Manufacture, a Carinaro, in provincia di Caserta. La prima chiude il 2025 con un utile di 84.773 euro e un patrimonio netto di 2,15 milioni; la seconda presenta un risultato netto di 3,09 milioni e mezzi propri per 5,05 milioni.

Il contributo della società campana arriva anche nei conti di Fiesso: nel 2025 L.D. Manufacture ha distribuito alla propria controllante 2,6 milioni di dividendi, iscritti tra i proventi finanziari. Questa somma concorre al risultato prima delle imposte della società veneta, pari a 42,5 milioni, mentre resta fuori dal margine operativo della manifattura. I 427,9 milioni di ricavi riguardano dunque la sola società di Fiesso: il documento è un bilancio d’esercizio e non somma fatturato, costi e debiti delle due controllate. Sul versante industriale, gli investimenti proseguono con una dimensione più contenuta. La tecnologia entra nei reparti con tre tavoli da taglio automatici, acquistati per 497 mila euro, e un nuovo impianto di aspirazione per il laboratorio forme, La voce maggiore resta quella degli stampi di produzione: 3,4 milioni, capitalizzati e interamente ammortizzati nell’esercizio ai fini civilistici.

Una parte della spesa prepara anche lo sviluppo nelle Marche: 126 mila euro sono destinati alla progettazione di un secondo stabilimento a Civitanova. Un investimento che allarga l’orizzonte oltre la Riviera e si inserisce nella geografia produttiva delle società controllate, pur senza indicazioni nel documento sul costo complessivo o sul calendario di realizzazione della nuova fabbrica.

La manifattura resta infine una fonte di remunerazione per la controllante. Nel 2025 ha pagato a Lvmh Italia dividendi per 41,2 milioni; nell’aprile successivo l’assemblea ha deliberato un’altra distribuzione da 35 milioni, assorbendo l’intero utile dell’esercizio e attingendo per 7,2 milioni alla riserva straordinaria. Tra investimenti nei reparti, utili ricevuti dalla Campania e risorse distribuite al socio, Fiesso conserva un ruolo industriale e finanziario nella filiera della maison. Quanto dovrà attendere prima che la domanda torni ad allungare il passo?

 

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