Intesa Sanpaolo lancia Opas totalitaria su Mps
Si rinfiamma il risiko bancario in Italia. Dopo la proposta di aggregazione di Banco Bpm a Mps, Intesa lancia un’offereta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sull’istituto senese. L’istituto guidato da Carlo Messina ha sottoscritto un accordo con Unipol che, una volta completata l’opas, rileverà da Intesa 635 filiali da fondere con Bper. Il titolo Mps vola in Borsa (+10%)

A meno di 24 ore dalla discesa in campo di Banco Bpm che ha rianimato il risiko bancario italiano con la proposta di fusione indirizzata a Banca Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo rilancia con un un'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni dell’istituto di credito più antico del mondo. Mps, oggetto della contesa tra Banco Bpm e Intesa Sanpaolo in cordata con Unipol, intanto vola in Borsa: in apertura di seduta il titolo segna un rialzo del 10% a 9,85 euro, trascinando con sé Mediobanca (+9,5% a 23,71 euro). Avanza anche Generali (+2,5% a 39,82 euro), oggetto delle mire di Intesa Sanpaolo, e Bper (+2,5%) che si candida a secondo polo con gli sportelli del Monte. Scivola invece Intesa (-3%) che sta lanciando un'opas a premio assieme a Unipol (-1,6% a 20,53 euro). Debole anche Banco Bpm (-1,1%).
L'offerta dell’istituto guidato da Carlo Messina, il cui avvio è subordinato al rilascio delle autorizzazioni preventive, avrà a oggetto un massimo di 3.036.151.673 azioni Mps e rappresenta un'operazione di «mercato rivolta direttamente a tutti gli azionisti dell'emittente, tale da garantire loro la possibilità di essere gli artefici, con l'adesione all'offerta stessa, di un'aggregazione tra l'offerente e l'emittente che permetta la piena valorizzazione delle potenzialità dei due gruppi».
L'Opas valorizza le azioni della banca senese a 10,091 euro l'una ed è strutturata con un corrispettivo in azioni di 1,6 azioni di Intesa Sanpaolo e una componente cash di 1 euro per ogni azione del Monte dei Paschi, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale del Monte in Borsa del 5 giugno. Il controvalore complessivo massimo dell'offerta, in caso di integrale adesione, sarà di circa 30,6 miliardi di euro, si legge in una nota.
Della partita è anche Unipol che ha sottoscritto un accordo vincolante con Intesa Sanpaolo, «in un’ottica di gestione proattiva di temi di natura antitrust» si legge nella nota diffusa dalla banca di Ca’ De Sass, per l'acquisizione di circa 635 filiali di Mps e della maggior parte delle strutture/attività entrali dell’istituto di Siena necessarie per operare come banca in modo indipendente, per un corrispettivo per cassa pari a circa 3, 3,5 miliardi di euro.
Una volta completata l'Opas lanciata da Ca' de Sass sul Monte dei Paschi, la compagnia presieduta da Carlo Cimbri, si legge ancora nella nota, proporrà a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione tra la stessa Bper e la banca ceduta da Intesa, con il gruppo post-fusione che prenderà il nome Banca Monte dei Paschi. A supporto dell'operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol assicurazioni fino a 2,5 miliardi di euro.
«L’accordo – si legge ancora nella nota - prevede che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di MPS e una componente limitata di strutture centrali (con relative attività e passività di MPS, complessivamente rappresentanti circa l’ 80% dell’utile netto 2025 di MPS + Mediobanca».
Un'operazione come quella tra Intesa Sanpaolo e Mps rappresenta «un'opportunità strategica chiave nel panorama bancario italiano ed europeo grazie al raggiungimento di elevate sinergie che coniugano scala, complementarità e basso rischio di esecuzione», evidenzia Intesa Sanpaolo. Una operazione che avrà anche l'obiettivo di consolidare le principali aree di business dei due gruppi, in particolare: il wealth management, protection & advisory, il corporate & investment banking, retail & commercial banking e il consumer finance.
Il cda di Intesa Sanpaolo, a seguito della decisione di promuovere l'offerta su Mps, ha approvato l'acquisto del 3,01% di Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione. «L’operazione ha natura meramente finanziaria, ha durata temporanea e comunque è funzionale ad assicurare che l’offerente possa mantenere, successivamente al buon esito dell’offerta, il trattamento contabile attualmente riservato alla partecipazione di Mediobanca in Assicuazioni Generali secondo il metodo del patrimonio netto»
Intesa Sanpaolo prevede che il gruppo risultante dall'operazione con Mps potrà distribuire circa 61 miliardi di euro per il 2025-2029 rispetto ai circa 50 miliardi previsti nel Piano di Impresa 2026-2029, con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi.
Prevista la conferma della politica di distribuzione indicata nel piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, che prevede un payout ratio pari al 95%, riferito all'utile netto contabile, per ciascun anno del 2026-2029, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback, e ulteriori distribuzioni da valutare anno per anno a partire dal 2027.
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