La corsa di Andrea Franceschi dagli affitti brevi agli alberghi, «Dopo il Cadore, il Trentino»
L’ex sindaco di Cortina con il suo gruppo di hotel management è partito nel 2014 con tre appartamenti, oggi possiede l’Hotel Auronzo ad Auronzo di Cadore e collabora con i più importanti marchi internazionali di hotellerie

Dai “letti freddi” di Cortina d'Ampezzo all’hotellerie brandizzata: ecco tutte le mosse di Stay. «Siamo partiti nel 2014 con la gestione di tre appartamenti», spiega Andrea Franceschi, titolare del gruppo, «senza avere nemmeno troppo chiaro quello che sarebbe stato il futuro, quindi gli short rent erano un’attività, diciamo, integrativa. Poi le cose sono andate avanti abbastanza in fretta anche perché all'epoca a Cortina c’erano molti letti freddi, come si dice, nel senso che in molti facevano ormai fatica ad affittare stagionalmente, annualmente, quindi c’è stata subito una grossa risposta, tanto che siamo arrivati nel giro di poco ad avere in gestione una cinquantina di appartamenti, quindi quasi 300 posti letto in locazioni di pregio. Poi abbiamo iniziato ad aggiungere la parte dell’hotellerie con una crescita significativa fino al periodo del Covid, che ci ha colto mentre stavamo facendo un notevole sforzo per affermarci. Avevamo aperto quattro alberghi proprio all’inizio di febbraio del 2020, con strutture in gestione nel Lazio, in Lombardia, in Toscana, sul Lago di Garda. Allora abbiamo deciso di attuare una riorganizzazione, e mi sono riconcentrato più sull’asse, Milano-Cortina, ben prima delle Olimpiadi dello scorso inverno, ci sono nato e ho fatto anche il sindaco, e a Milano ho studiato alla Bocconi e mi sono laureato in Economia con una tesi sui mercati finanziari».
Quindi adesso cosa rappresenta Stay?
«Siamo una società ampezzana specializzata in soluzioni di hotel management e abbiamo chiuso il 2025 in attivo con un fatturato complessivo di oltre 14 milioni di euro, con un più 40 per cento sul 2024. In aumento di oltre il 30 per cento anche l’ebitda, salito a 2,7 milioni dai 2 milioni dell’anno precedente, mentre l’utile è passato da 1,3 milioni del 2024 agli 1,6 milioni del 2025».
Come si raggiungono questi risultati?
«Con una analisi attenta del mercato e una gran voglia di fare. In appena 12 anni di attività abbiamo saputo costruire la nostra solidità stringendo accordi di franchising con alcune tra le più rinomate catene alberghiere del mondo. Soltanto negli ultimi 12 mesi, l’azienda ha brandizzato Best Western l’Hotel Nevada di San Vito di Cadore, alle porte di Cortina, ha acquistato l’Hotel Auronzo ad Auronzo di Cadore, a sua volta brandizzato come Affiliated by Melià, e a marzo abbiamo annunciato la finalizzazione, in collaborazione con Cbre (advisor internazionale nel settore real estate, ndr) di un’ulteriore partnership per l’affiliazione a Melià dello storico Hotel Trento di Pozza di Fassa, nel cuore delle Dolomiti Trentine. Questa intesa prevede anche un imponente piano di riqualificazione e riposizionamento a 4 stelle della struttura entro l’avvio della stagione invernale 2026-27, con un investimento programmato di oltre 1,5 milioni di euro».
Cosa altro avete in portafoglio?
«Sono entrati nelle attività del nostro gruppo il Golden Park Resort, sempre in Val di Fassa, e l’Hotel Astoria in pieno centro a Torino. E per il 2026 le prospettive sono ottime con un primo trimestre estremamente positivo trainato dall’effetto Olimpiadi».
Perché il nome Stay?
«In origine era Stay in Cortina, poi abbiamo ampliato l'orizzonte. La sede della società è comunque qui e la direzione amministrativa è a Padova».
Socio unico?
«Sì».
Quanti collaboratori?
«Siamo quasi a 150, con picchi superiori in stagione, due terzi donne».
Prospettive per il 2026?
«L’aspettativa è alta, in netta crescita sul 2025: dovremmo superare i 15-16 milioni di fatturato e fare un Ebitda di 4 milioni e un utile superiore ai 2 milioni».
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