Carraro: «Necessaria un’Agenzia regionale per attrarre gli investimenti»

Il presidente di Confindustria Veneto: «Silicon Box sarebbe stata una grande occasione per il territorio. Emilia Romagna, Lombardia e Toscana hanno già istituito delle strutture ad hoc di promozione»
Giorgio Barbieri
Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto
Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto

«La presenza di Silicon Box in Veneto sarebbe stata una grande occasione di crescita per il nostro sistema delle piccole e medie imprese. Queste grandi realtà infatti permettono lo sviluppo delle filiere dei fornitori, attraggono eccellenze professionali e trattengono gli studenti. Ora bisogno rimettersi al lavoro per convincere altri grandi gruppi, magari del mondo dell’automotive, a investire nel nostro territorio». Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto, non sembra stupito dal fatto che Silicon Box abbia scelto Novara e non la veronese Vigasio per il suo investimento da 3,2 miliardi. Tuttavia invita tutti a rimboccarsi le maniche e a utilizzare questa esperienza per rendere la regione più appetibile per i grandi gruppi. In primis con l’istituzione di un’Agenzia regionale per l’attrazione degli investimenti e la promozione del territorio. «In Emilia Romagna, in Lombardia e Toscana le hanno istituite», sottolinea Carraro, «in Veneto invece come Confindustria abbiamo formulato la proposta nel 2021 e ad oggi deve ancora essere esaminata dalla Terza Commissione del Consiglio regionale».

Sarebbe stata utile per convincere Silicon Box?

«Avrebbe certamente aiutato, dando all’investitore estero la sensazione che sul territorio esiste un certo tipo di sensibilità. In Piemonte ad esempio, oltre ad una normativa regionale per l’attrazione degli investimenti, esiste l’agenzia “Invest in Torino-Piemonte” con un focus strategico su Automotive e aerospazio».

Perché il Veneto non si sta dotando di un’agenzia analoga?

«Qui sono state privilegiate le piccole e medie imprese locali e, va detto, i risultati si sono visti. I problemi emergono quando si tratta di dover alzare l’asticella. La prima cosa che interessa a giganti come Silicon Box o Intel è ad esempio lo snellimento amministrativo. Per cui sarebbe stato molto utile poter mettere a disposizione professionalità per aiutarle ad affrontare la burocrazia italiana».

Il Veneto però era riuscito a convincere Intel a portare il suo stabilimento a Vigasio.

«In questo caso la multinazionale ha deciso di modificare il suo modello di sviluppo e sono convinto che un ruolo fondamentale l’abbia avuto il Chips Act firmato nel 2022 dal presidente Biden e che ha messo a disposizione 36 miliardi di sussidi finalizzati a promuovere la produzione di semiconduttori negli Stati Uniti».

Ora il Veneto e il Nord Est restano nuovamente a bocca asciutta, vedendo sfumare oltre tre miliardi di investimenti e 1.600 posti di lavoro. A pesare sulla decisione dell’azienda di Singapore sono state le valutazioni sulle infrastrutture ferroviarie e stradali.

«Prima di tutto bisogna premettere che non è importante in quale regione atterrino questo genere di investimenti. È un bene che vengano in Italia perché attirano tecnologie e sviluppo per tutto il Paese. Quando le imprese vanno all’estero guardano prima di tutto alle cose di cui hanno bisogno e, nel caso specifico, il Piemonte dava evidentemente migliori garanzie».

Dalla Regione non hanno voluto commentare ma ipotizzano che a Roma qualcuno possa aver messo della sabbia negli ingranaggi. La ritiene una lettura possibile?

«Assolutamente no. Questo genere di aziende, quando progettano investimenti di tale rilevanza, non si lasciano certo pilotare dalla politica ma decidono essenzialmente in base alle loro esigenze. Per cui se Silicon Box ha deciso di andare in Piemonte è perché ritiene che lì ci siano le condizioni migliori. Noi in Veneto dobbiamo lavorare per fare altrettanto».

Come?

«Creando le condizioni per attrarre gli investimenti delle grandi aziende che, quando arrivano sul territorio, si trasformano in uno straordinario boost per le piccole e medie imprese della filiera».

E in quali settori il Veneto e il Nord Est potrebbero giocare la loro partita?

«Penso al settore dell’aerospazio che vede tra i protagonisti tante nostre imprese. Penso al settore dell’automotive. Perché non mettersi al lavoro per cercare di attrarre produttori di auto cinesi, verso i quali bisogna guardare con spirito costruttivo? Le opportunità dunque ci sono, sta a noi realizzare tutte le

Riproduzione riservata © il Nord Est