Ascopiave, +43% il margine grazie alle acquisizioni

Al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile netto è in crescita del 45,6%. Gli investimenti sono aumentati di 9 milioni rispetto ai primi 9 mesi 2025. Zoppas e Faè: «Guardiamo con fiducia alla chiusura dell’esercizio 2026»

Arianna Salvatori

 

Nei primi nove mesi del 2026, Ascopiave ha registrato una crescita del margine operativo lordo e dell’utile netto rispettivamente del 43,7% e del 45,6%, attestandosi a 118,7 e a 28,4 milioni di euro. Questo, però, al netto delle componenti non ricorrenti. Guardando ai valori non rettificati, infatti, il margine operativo lordo risulta in aumento solo dello 0,4% a 116,1 milioni di euro, mentre l’utile netto, pari a 26,5 milioni, è in calo del 64,9%.

Un divario che trova buona parte della sua spiegazione nelle partecipazioni cedute dalla società nel corso del 2025. Il 24 giugno e l’8 ottobre, infatti, sono state cedute al Gruppo Hera le partecipazioni di minoranza detenute rispettivamente in EstEnergy (25% del capitale sociale) ed Hera Comm (3% del capitale sociale).

Oltre alle cessioni, però, il gruppo ha portato a compimento anche importanti acquisizioni: quella di AP Reti Gas North (a luglio 2025), quella di Società Impianti Metano (a dicembre 2025), poi ridenominata AP Reti Gas Next Grids e incorporata in AP Reti Gas North a giugno 2026 e Reti Padova (ad aprile 2026). Operazioni che hanno consentito di ampliare il perimetro di consolidamento incrementando il margine operativo lordo adjusted di 33,1 milioni, il risultato operativo adjusted (pari a 58,8 milioni) di 19,1 milioni, e portando i ricavi consolidati del gruppo a quota 223,9 milioni, in aumento del 21,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

A parità di perimetro, invece, i ricavi tariffari della distribuzione gas hanno registrato una riduzione, pari a 6 milioni di euro, ma solo perché nel 2025 erano stati contabilizzati 8,6 milioni di conguagli di Arera relativi al periodo 2020-2024. Al netto di questa voce, la crescita dei tariffari è stata di 2,6 milioni. A registrare una riduzione sono stati invece i ricavi da titoli di efficienza energetica, calati di 7,4 milioni di euro principalmente per la diminuzione degli obiettivi a cui le società di distribuzione del gruppo sono assoggettate, e quelli generati dalla vendita di energia da fonti rinnovabili, che hanno evidenziato una flessione pari a 3,6 milioni a causa della minore regolarità delle precipitazioni piovose.

Saldo negativo anche per gli oneri finanziari netti: pari a 16,5 milioni di euro e in aumento di 4,8 milioni rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente per effetto dell’aumento dei debiti sostenuti per finanziare le acquisizioni del 2025 e del 2026.

Ad aumentare sono anche le imposte, che salgono a 15 milioni (+2,8 milioni), anche per l'incremento del 2% dell’aliquota Irap previsto dal DL Bollette per il 2026 e il 2027. Al netto delle voci straordinarie e dell'effetto Irap, il tax rate è stabile: 32% contro il 32,3% del 2025.

Nel corso dei nove mesi il gruppo ha realizzato investimenti in immobilizzazioni immateriali e materiali per 69,7 milioni di euro, in aumento di 9 milioni rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. L’incremento è dovuto ai maggiori investimenti effettuati nella distribuzione gas (+15,4

milioni), principalmente attribuibile all’ampliamento del perimetro di consolidamento (17,5 milioni) a fronte di minori investimenti effettuati dalle società attive nel settore delle energie rinnovabili (-4 milioni di euro) e di minori altri investimenti (-2,5 milioni di euro).

La posizione finanziaria netta risulta essere pari a 654,9 milioni: 42 milioni in più rispetto al 31 dicembre 2025.

L’obiettivo 2029 del gruppo è raggiungere un Ebitda di 191 milioni, un risultato netto di 43 milioni e investimenti netti tra il 2026 e il 2029 pari a 675 milioni di euro. «Questi risultati, ottenuti in un contesto economico complesso», hanno affermato il presidente e l’ad di Ascopiave, Giovanni Zoppas e Stefano Faè, «confermano la validità del percorso di crescita e di solidità finanziaria intrapreso per creare valore nel lungo periodo per gli azionisti e per tutti gli stakeholder, e ci permettono di guardare con fiducia alla chiusura dell’esercizio 2026».

 

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