Benetton ha riportato in Italia parte della produzione

Lo ha detto Marco Airoldi, Ad del Gruppo, all'apertura dell'anno accademico del Collegio Universitario di Merito Torrescalla di Milano

TREVISO - Benetton è riuscita a «riportare in Italia alcune produzioni più qualificate e remunerative».

La ha detto Marco Airoldi, amministratore delegato di Benetton Group, che ha partecipato all'apertura dell'anno accademico del Collegio Universitario di Merito Torrescalla di Milano, gestito dalla Fondazione Rui.

L'operazione è stata possibile, secondo il manager, grazie al processo di automazione, che evita di eseguire le tecniche tradizionali, che altrimenti renderebbero la produzione in Italia «non competitiva».

Benetton realizza «2/3 delle proprie vendite fuori dall'Italia - ha indicato il manager - e l'India è il secondo mercato dopo quello nazionale».

Quanto agli approvvigionamenti avvengono «per la maggior parte in altri Paesi, il 50% in Asia ed il 50% nel Mediterraneo, che comprende Croazia, Serbia, Romania, Turchia ed Egitto».

Quanto ai Paesi in cui avvengono gli approvvigionamenti, il Gruppo di Ponzano Veneto opera «con responsabilità sociale - spiega il manager - con un continuo controllo della filiera dei fornitori, elevando periodicamente gli standard per poterne fare parte», tanto che «oggi ci sono fabbriche in Bangladesh migliori di alcune fabbriche europee».

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