Benetton Group, il futuro si chiama Renon: amministratore delegato con altri due manager al fianco
Il manager finora in forza a Marcolin smentisce, ma tutto è pronto per il suo ingresso come amministratore delegato

TREVISO. Massimo Renon. Il self made manager, attuale ad di Marcolin, partito da operaio e transitato in quella scuola-fucina che è Luxottica, cresciuto con i master e diventato un riferimento nel l’occhialeria. È lui, dicono le indiscrezioni, l’uomo scelto da Benetton Group come nuovo amministratore delegato con la mission del rilancio del colosso di Ponzano nel suo storico core business.
Un manager scelto fuori dal settore dell’abbigliamento, ma fortemente legato alla produzione, e già questi sono due tratti che connotano la scelta della famiglia Benetton: un manager veneto, profondamente radicato al territorio veneto e a una delle sue eccellenze, giovane, che possa unire la dimensione creativa alla “macchina produttiva”.
Renon smentisce, dal canto suo. Per le questioni legate al passaggio dalla Marcolin a Ponzano? Per le clausole contrattuali da definire? O perché l’operazione è ancora in tiniere? Ma la due giorni di conclave a Ponzano, fra giovedì e venerdì, lo avrebbe chiaramente designato come l’uomo da cui ripartire a villa Minelli. La scelta era nell’aria, e sarebbe maturata fra giovedì e venerdì, in villa e nei dintorni (effetto coronavirus), e qui starebbe la svolta nella svolta, con una nuovo dimensione più collettiva. L’organigramna pensato a Ponzano vedrebbe infatti due manager a fianco di Renon, e un tutor supervisor a sostenere il nuovo corso: ad accentuare, dicono i bene informati una dimensione di squadra.
Un’opzione che sembra altrettanto chiara, dopo il lungo periodo in cui Luciano Benetton, 84 anni, ha assunto il timone del gruppo, traghettandolo dalla crisi più profonda all’uscita dal guado, con una sensibile riduzione delle perdite (da 181 a 115 milioni fra 2017 e 2018) e le operazioni successive di rilancio con la scelta di Castelbajac – e le nuove collezioni dello stilista “antico” – senza l’impulso all’ e-commerce.
E tutto questo in un quadro dominato dalla tragedia del ponte Morandi che ha colpito al cuore l’azienda e costretto i Benetton, azionisti di maggioranza di Autostrade, a far fronte a una valanga di attacchi, dalle istituzioni ai social, con vicende anche clamorose, lettere aperte dello stesso Luciano Benetton comprese, fino al recentissimo divorzio del patron da Oliviero Toscani, per l’infelicissima uscita del fotografo sulla tragedia. E mentre la partita delle concessioni autostradali deve ancora definirsi – l’emergenza coronavirus l’ha riportata indietro nell’agenda di governo – Ponzano rilancia la sfida nel tessile. Dalle radici verso il futuro.
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