Turismo lento e rispettoso, ecco la formula per il futuro

UDINE. Turismo sostenibile: fino all’era cosiddetta pre Covid per molti rappresentava solo uno slogan. Adesso invece è diventato opportunità concreta, quasi necessità. Del tema si è discusso nel corso del convegno, che si è tenuto in streaming sui canali web e social di Cru (Consigli regionali Unipol), organizzato da Asvis nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2020.
Alla conferenza sono intervenuti il presidente Cru Fvg Franco Colautti, il direttore marketing di Promoturismo Bruno Bertero, il professore dell’università di Udine e delegato a “Cantiere Friuli” Mauro Pascolini, la vice presidente di Legacoop Fvg Raffaella Tamiozzo e il direttore generale delle “Tenute del Cerro” che fanno parte della galassia Unipol Antonio Donato. «Dobbiamo guardare a un turismo consapevole e di prossimità - ha detto Colautti - che venga spinto da politiche di coordinamento e promozione efficaci, visto che in passato da questo punto di vista c’è stato qualche problema».
«La sostenibilità che prima era vista quasi come un vincolo - ha ribattuto Bertero di Promoturismo - oggi è un’opportunità. Dobbiamo dare al turista la motivazione dell’esperienza del viaggio, un’esperienza che è umana e di relazione. In regione c’è un tema delle infrastrutture da migliorare, per una crescita complessiva dell’industria turistica. I tre pilastri sono ambiente, sociale ed economia con l’obiettivo di ridurre il “consumo” del territorio. Serve quindi una visione a lungo termine, che abbia ampio respiro».
Il professor Pascolini ha evidenziato le potenzialità della montagna friulana, che proprio questa estate ha vissuto un vero e proprio exploit, una riscoperta anche da parte degli stessi residenti in regione. «Il paesaggio montano - ha spiegato il docente dell’università di Udine - è un valore e una risorsa. Il turismo oggi è “curioso”, fatto di persone che vogliono scoprire la montagna e in genere i luoghi con un altissimo valore aggiunto, emozionandosi. Nell’era post Covid proprio le alpi e le prealpi friulane possono rappresentare questo valore aggiunto in chiave turistica».
«Turismo sostenibile - ha detto la vice presidente di Legacoop Tamiozzo - significa anche evitare quello di massa che influenza negativamente la qualità della vita percepita dai cittadini, come accadeva prima della pandemia a Venezia, Barcellona o Amsterdam. In questo senso il Covid ha valorizzato il turismo di prossimità, più “lento” e sostenibile. La Cooperazione ha già nel suo Dna il ragionamento sulla sostenibilità.
Questa caratteristica del mondo cooperativo è derivata dal modello sociale cui fa riferimento, dal presupposto che le azioni economiche e sociali che essa compie mirano a conservare e valorizzare le proprie risorse e lasciarle il più possibile disponibili per le generazioni future». Infine ha portato la sua esperienza il direttore delle Tenute del Cerro, l’udinese Antonio Donato.
«Nelle nostre 5 tenute tra Umbria e Toscana - ha detto - con 5 mila ettari complessivi e l’ospitalità, possiamo offrire al turista un’esperienza “slow”, compreso il cibo a chilometro zero».
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