Sci donne, Olympia show con i veleni di Goggia e Brignone sulla Vonn
Alle 11.30 la regina delle piste si offre per il primo spettacolo olimpico. I dubbi maliziosi delle azzurre sull’infortunio di Lindsay Vonn: «Ai posteri l’ardua sentenza»

Il grande giorno è arrivato. Le regine della velocità lanciano la sfida all’Olympia delle Tofane con il sogno di una medaglia nel cassetto. Alle 11.30 l’attesa apertura del cancelletto che darà il via alla prova madre tra quelle veloci, la discesa libera. E l’Italia, “chiamò”: azzurre all'assalto del medagliere con il quartetto composto da Sofia Goggia, la grande favorita della vigilia, supportata anche da un tifo delle tribune di Rumerlo che sarà tutto dalla sua parte, poi la grande sorpresa Federica Brignone che ieri ha sciolto le riserve con un sì che ha scatenato l'entusiasmo dei fans.
La “underdog” di giornata potrebbe essere Laura Lolli Pirovano, che dopo le tante sfortune maturate in coppa del mondo punta a riprendersi tutto, con i dovuti interessi, nella gara delle gare che vale non una stagione ma una carriera. Infine Nicol Delago. Fuori dai giochi Elena Curtoni che tornerà utile nei prossimi giorni. Delle quattro azzurre in gara questa mattina, la veterana è senza dubbio Sofia Goggia, già oro in discesa a Pyeongchang nel 2018 e argento a Pechino nel 2022.
Una che sull’Olympia in Coppa del mondo ha vinto quattro volte. Federica Brignone torna a competere per una medaglia olimpica di discesa dopo Pyengchang 2018, così come Nicol Delago che ha partecipato sempre in discesa sia all'edizione 2018 che a quella del 2022 delle olimpiadi orientali. Infine Lolli Pirovano, all'esordio assoluto in una gara olimpica.
Prove con nebbia
Anche la giornata di ieri intanto è stata ampiamente condizionata dal meteo. La nebbia si è impossessata dell'Olympia delle Tofane nella terza ed ultima giornata di prove cronometrate costringendo gli organizzatori dopo un'estenuante attesa, alla sospensione della sessione.
Un dettaglio che potrebbe pesare e non poco sulla gara odierna. In tante infatti non sono riuscite a provare adeguatamente il tracciato, che storicamente presenta ampi tratti altamente tecnici che non danno spazio all'improvvisazione. Alla neve di mercoledì notte che ha costretto la giuria ad annullare la seduta di giovedì mattina, hanno fatto seguito due giornate di nebbia che hanno limitato visibilità e relativo studio. L'attesa è tutta per oggi, quando anche il meteo dovrebbe finalmente essere dalla parte delle regine della velocità.
La pista
L’Olympia delle Tofane non perdona, neanche se sei una regina della discesa. Tanti i passaggi chiave presenti su un tracciato da fare tutto d'un fiato, senza troppi pensieri ma, anzi, al contrario, con la mente libera. Circa 750 metri di dislivello con lo Schuss che al pronti, via si presenta con un muro dalla pendenza monstre: 64%.
Dopo il primo tratto, la pista prosegue con il salto al rifugio Duca d’Aosta che conduce le atlete nel cuore nella parte centrale del tracciato caratterizzato dal celebre Gran Curvone e soprattutto, dall’impegnativo settore dello Scarpadon che in Coppa ha mietuto numerose “vittime”, anche illustri (vedi Goggia). Onde, salti, curve veloci, cambi di direzione e poi la tipologia di fondo, che se ghiacciato, regalerà ancora più adrenalina ad un evento che si preannuncia imperdibile.
I dubbi sull’infortunio di Vonn

Pista e fuori pista. Perchè se è vero che una gara olimpica aumenta la tensione superando abbondantemente i livelli di soglia, anche quello che è successo nel parterre, ieri a Cortina, non è da meno.
Io, lei, l'altra: potrebbe essere questo il titolo della simil "soap" dai tratti neanche troppo velatamente polemici che ha chiamato in causa Lindesy Vonn, Federica Brignone e, dulcis in fundo, Sofia Goggia. Oggetto del contendere, l'infortunio occorso a Wonder Woman a Crans Montana appena sette giorni fa che, stando proprio a quanto riferito dalla diretta interessata in una improvvisata conferenza stampa pre olimpica, non lascerebbe scampo alle interpretazioni: rottura del crociato.
Eppure, a ben guardare la Vonn in azione in questi giorni in palestra e nelle prove sull’Olympia delle Tofane, sembrerebbe tutto tranne che abbia un crociato rotto. Anche sui social, i tanti video pubblicati dalla statunitense nelle scorse ore, hanno scatenato i commenti: «Al massimo quel crociato è lesionato, non rotto" sentenziano ora i fans. Così, a lanciare il carico da novanta, animando la vigilia della discesa libera, è stata nientemeno che Federica Brignone.
La tigre di La Salle, senza troppi giri di parole, ha messo in dubbio l’entità dell’infortunio occorso a Lindsey Vonn, richiamando quello che invece ha rischiato nell'aprile scorso di lasciarla, non solo senza olimpiadi, ma anche senza una gamba. “Se avesse avuto un problema grave come il mio oggi non sarebbe qui”.
Non sappiamo se tutto questo appartenga ad una specifica strategia comunicativa pre olimpica, avente l'obiettivo di spostare attenzione e relative pressioni sull’avversaria, fatto sta che la Brignone ha chiamato in causa la Vonn, che a sua volta non ha inteso replicare. Almeno finora. Lo farà sicuramente in pista questa mattina. Dove ci sarà anche Sofia Goggia.
Eccola, la “terza incomoda”, che non si è sottratta alla vicenda, entrandovi a gamba tesa con un commento dal sapore criptico: «Ai posteri l’ardua sentenza». Giudizio sospeso, in attesa del giorno dei giorni. Che poi è oggi. Goggia e Brignone intanto ieri hanno commentato l'ultimo allenamento: «Non vedevo bene nella prima traversa e l’ho sbagliata. Il fondo sarà duro e compatto» ha detto la bergamasca. «Ogni giorno cresco, mi sembra di entrare sempre più in confidenza con gli sci lunghi», ha aggiunto la valdostana prima di annunciare la sua partecipazione alla discesa. —
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