Pendenza, durata, velocità. Tutti i segreti dell’Olympia, la pista regina delle Dolomiti
Matteo Gobbo racconta come si prepara la pista di Cortina dove domenica 8 febbraio Sofia Goggia e Federica Brignone inseguono l’oro nella discesa libera

Come si prepara una pista da sci di livello olimpico? Matteo Gobbo, sport manager dello sci alpino femminile per i Giochi 2026, ci racconta come, insieme al suo team di cui fanno parte il direttore di gara, Davide Viel, e il direttore di pista, Aronne Pieruz, ha preparato il tracciato dell’Olympia delle Tofane che oggi ospiterà la discesa libera femminile.
«La preparazione della pista si suddivide in due fasi», afferma Matteo Gobbo. «L’allestimento della sicurezza e la lavorazione del profilo, in base a come uno vuole consegnare la pista. I gatti delle nevi fanno i livellamenti, i cambi di direzione e di pendenza. Poi c’è la fase in cui andiamo ad iniettare l’acqua nella neve per aumentare la densità e creare un manto compatto e solido. In questo modo le atlete trovano un terreno molto più gestibile e senza imprevisti dove sciare».
Ma come si gestisce la pista dopo le recenti nevicate e l’arrivo del caldo? «Noi», dice Gobbo, «dopo le nevicate, abbiamo tenuto la superficie (preparata e già consolidata) pulita grazie alle lisciature: spostiamo a mano la neve dalla linea ideale di gara e poi nei bordi facciamo intervenire le macchine per lo spostamento della massa nevosa in zone dove non creano problemi». Un lavoro fatto manualmente per non intaccare il tracciato in nessun modo: «Si cerchiamo di evitare qualunque tipo di attività nella pista di gara», aggiunge Gobbo. «Il fondo che abbiamo preparato ci permette di fare dei passaggi ad hoc per la rimozione nel caso in cui la neve sia troppa».
Ma quanti operatori stanno lavorando sull’Olympia? «Circa 250», risponde Gobbo. «Il mio gruppo di lavoratori per quanto riguarda lo sci alpino è molto rodato. Tutte le figure chiave sono ricoperte da persone affidabili e competenti. Oltre al fatto che hanno uno spessore umano notevole, che fa la differenza. Anche sotto stress, viene fuori quella bontà d’animo che tira fuori il meglio dalle persone. È una cosa molto importante».
Essere a capo dell’area sport di un’Olimpiade che effetto fa? «Beh, è molto emozionante, non è una cosa comune», dice Gobbo. «Pochi possono dire di avere un evento del genere nel paese natale. Avere questo ruolo ti dà un certo senso di responsabilità verso la comunità, perché c’è l’interesse di voler fare bella figura per il sistema Cortina. Questo evento, chiaramente, è legato al territorio. Qui lo sci è di casa, è storico».
L’Olympia delle Tofane ha ospitato le gare di sci durante delle Olimpiadi invernali 1956 ed accoglie ogni anno le gare di Coppa del mondo di sci femminile. Nel 2021 è stata la pista di discesa libera, super G e slalom gigante durante i Campionati Mondiali di sci alpino Fis. Nel 1990 ha visto inoltre la prima vittoria in Coppa del campione di casa Kristian Ghedina, che il 3 febbraio trionfò proprio sulla pista di casa.
Nei suoi 2.560 metri di lunghezza presenta alcuni celebri e insidiosi passaggi: lo “Schuss”, con una pendenza massima del 65%, dove le “Regine della velocità” saltano e raggiungono una velocità massima di 140 chilometri orari. Il “Salto Duca d’Aosta” e il passaggio cieco dei “Delta”; il complicato “Gran Curvone” e il successivo cambio di pendenza dello “Scarpadon”.
Nel tratto finale il grado di pendenza diminuisce e le atlete devono mantenere alta la velocità per affrontare il traverso finale e il salto conclusivo. Saranno 90 secondi di pura adrenalina, che rappresentano la grande classica del circo rosa mondiale, e che oggi assegnerà le prime medaglie dello sci nella Conca ampezzana.
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