Olimpiadi, la mail ai volontari della Protezione civile: «Portate il cuscino e il sacco a pelo»
L’indicazione ai volontari ai Giochi che dovranno portarsi il necessario per dormire e pure l’attrezzatura da montagna. La sistemazione nell’ex canonica di Longarone e nella sede dell’Unione montana a Borca

La richiesta ai volontari della protezione civile, che saranno impiegati durante Olimpiadi e Paralimpiadi? Portatevi il sacco a pelo. E, già che ci siete, pure il cuscino.
I volontari saranno sistemati nell’ex canonica di Longarone e nella sede dell’Unione montana a Borca di Cadore. «In entrambi gli alloggi ci saranno le brandine» assicura la protezione civile in una mail, dopo una riunione con gli uffici regionali. E, dando una scorsa alle altre indicazioni, è una garanzia non scontata.
Le altre direttive? Da viaggio scout. Rivolte a volontari che, si legge sempre nella mail inviata mercoledì, avranno il compito di «dare supporto e informazioni ai cittadini e alle persone in transito, supportare la polizia locale e intervenire in caso di nevicate eccezionali».

«È vergognoso» polemizza il consigliere regionale dem Jonatan Montanariello. «Vergognoso che, in un evento che fa circolare così tanto denaro, l’organizzazione dei Giochi non abbia pensato di sistemare in maniera dignitosa i volontari della protezione civile. Le Olimpiadi non sono eventi di emergenza».
E invece l’allestimento ricorda la precarietà delle soluzioni messe in piedi, in fretta e furia, quando uomini e donne della protezione civile vengono spediti sui luoghi dei grandi disastri collettivi. Certo, tutt’altra cosa rispetto ai Giochi, che saranno vetrina mondiale per le nostre Dolomiti. E che vedranno, in totale, l’impiego di 18 mila volontari, provenienti da un centinaio di Paesi.
Eppure, come all’indomani di alluvioni e terremoti, gli addetti della protezione civile si ritroveranno a dormire tutti insieme, uno accanto all’altro. Ma, si legge nella mail, «qualora fosse necessario, sarà possibile una separazione degli ambienti, nel rispetto della differenza di genere». Chissà se esiste pure un elenco delle circostanze che potranno consentire questo insperato accorgimento.
Ai volontari sarà garantita soltanto la brandina. Ma dovranno portarsi tutto il resto: il sacco a pelo, il cuscino. Pure l’attrezzatura «idonea ad attività in montagna». E saranno sempre loro a dover «predisporre i veicoli per le basse temperature, con l’additivo antigelo».
Colazione, pranzo e cena – almeno quelli – verranno garantiti. Quanto ai due pasti principali, saranno a cura dell’Associazione Nazionale Alpini. Quanto alla colazione, è prevista, sì. Ma dovranno prepararsela loro, i volontari. Dove? Sempre nell’ex canonica di Longarone o nella sede individuata a Borca, dove dormiranno.
«Viene chiesto ai volontari di portarsi da casa sacco a pelo e cuscino. Di dormire tutti assieme, senza uno straccio di divisorio. Di pagare di tasca propria l’attrezzatura necessaria per andare in montagna» elenca Montanariello, annunciando la presentazione di un’interrogazione all’assessora Elisa Venturini.
Le regole d’ingaggio sono state inoltrate mercoledì scorso dalle sezioni provinciali della protezione civile alle varie unità locali, dopo una riunione con gli uffici della Regione. Una comunicazione inviata anche per sollecitare delle risposte: «Mancano quattro volontari per coprire il turno di Longarone e risulta scoperta la reperibilità». E chissà perché. Comunque: «Si chiede di rinnovare alle organizzazioni la richiesta di disponibilità». Di volontari, sacchi a pelo e cuscini.
Riproduzione riservata © il Nord Est









