Olimpiadi, Fontana: «Agenti Ice a Milano-Cortina per la sicurezza di Vance e Rubio». Poi il dietro-front

Il presidente della Regione Lombardia assicura che la presenza degli agenti statunitensi avrà un ruolo esclusivamente difensivo e limitato alla tutela delle autorità Usa. Dure le reazioni di Pd e Avs. Poi il dietro front: «Si smentisce che Ice Usa opererà in Italia»

La redazione
Fontana conferma la presenza degli agenti dell'Ice alle Olimpiadi Milano Cortina
Fontana conferma la presenza degli agenti dell'Ice alle Olimpiadi Milano Cortina

Cresce e poi si ridimensiona il caso sulla presunta presenza di agenti dell’Ice statunitense in Italia in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che aveva parlato di una presenza limitata e “solo difensiva”, arriva infatti una smentita ufficiale dal Ministero dell’Interno.

A margine di un evento in piazza Città di Lombardia, Fontana aveva spiegato che eventuali agenti dell’Immigration and Customs Enforcement sarebbero stati presenti «soltanto per controllare il vicepresidente americano Vance e il segretario di Stato Rubio», escludendo rischi per l’ordine pubblico. «La loro presenza è limitata a fare la guardia del corpo alle autorità Usa – aveva detto – e che ci siano loro o altri, il lavoro è sempre lo stesso». Il governatore aveva inoltre richiamato i rapporti consolidati tra Paesi e forze dell’ordine, parlando di «una garanzia in più» sul fronte sicurezza.

Parole che hanno immediatamente acceso lo scontro politico. Il leader di Avs Nicola Fratoianni ha definito «intollerabile» l’ipotesi di agenti armati statunitensi sul territorio italiano, parlando di «squadracce di Trump» e accusando il governo Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di non vedere il problema.

Da qui l’annuncio di una mobilitazione e di una raccolta firme per chiedere di escludere la presenza dell’Ice dall’Italia.

Ancora più duro l’intervento di Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd, che in una nota ha parlato di una scelta «senza pudore». «L’Ice non è una scorta né una forza diplomatica – ha scritto – ma un corpo federale antimmigrazione che negli Stati Uniti si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti».

Secondo Ruotolo, sarebbe «offensivo e umiliante» anche solo ipotizzare che l’Italia diventi «il tappetino degli Stati Uniti», ricordando che la sicurezza delle delegazioni straniere spetta esclusivamente allo Stato italiano.

Nel pomeriggio è però arrivato un chiarimento ufficiale che ridimensiona l’intera vicenda. Fonti qualificate del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno fanno sapere che «si smentisce che l’Ice Usa opererà in Italia» e che «non ci sono ad oggi accordi di collaborazione sottoscritti per le Olimpiadi». Le stesse fonti ribadiscono che «ogni attività di ordine e sicurezza pubblica in Italia è gestita, senza possibilità di deroghe, dal ministero dell’Interno e dalle articolazioni territoriali, prefetture e questure».

Al momento, precisano dal Viminale, non risulta che agenti dell’Ice seguano la delegazione americana con compiti di scorta e la composizione della sicurezza Usa «non è stata ancora comunicata dalle autorità statunitensi». Un chiarimento che, almeno per ora, sembra chiudere il caso, riportando la gestione della sicurezza olimpica nell’alveo delle competenze esclusivamente italiane.

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