Olimpiadi Milano Cortina, ora è fuga dei volontari

In tanti si stanno sfilando: dovranno provvedere a viaggio, vitto e alloggio. «Bersagliati da proposte di alloggio a prezzi folli, ma le alternative ci sono»

Laura BerlinghieriLaura Berlinghieri

Disdette in blocco da parte dei volontari della protezione civile. Un numero insufficiente di candidature tra gli alpini. E continue defezioni dei volontari “semplici”: sedotti dai luccichii dei Giochi, ma abbandonati da un’organizzazione che, dopo una trafila durata dodici mesi, a meno di due settimane dall’inizio delle gare, sta ancora assegnando gli incarichi.

E la bacheca del gruppo Facebook aperto per radunare i tanti volenterosi, che, un anno fa, si erano fatti avanti chiedendo un ruolo nel grande lunapark delle Olimpiadi invernali, ora vede il rincorrersi di una sfilza di «rinuncio».

«Non mi sorprende – commenta il consigliere regionale dem Jonatan Montanariello – non mi sorprende per volontari della protezione civile costretti a dormire tutti insieme, portando da casa cuscino e sacco a pelo. A maggior ragione, non mi sorprende se si parla degli altri volontari, che dovranno sobbarcarsi anche le spese di viaggio, vitto e alloggio. Mi chiedo davvero se non fosse possibile trovare soluzioni più dignitose. E prevedere, quantomeno per i gruppi, una piccola gratificazione economica».

Non è accaduto. E, di fronte a condizioni che si fatica a definire dignitose, le defezioni fioccano. Singole e in blocco. Tanto da aver convinto l’Associazione degli alpini, a fronte delle appena 1.200 candidature, a portare da 65 a 70 l’età massima per farsi avanti.

Quanto ai volontari “semplici”, invece, i vincoli anagrafici non ci sono mai stati, se non la maggiore età; e, tra le reclute, si contano pure ottuagenari. Ma intanto si sono sfilati gruppi di volontari della sezione di Venezia-Mestre della protezione civile, hanno rinunciato i colleghi del Portogruarese. E, dalla Riviera del Brenta, si sono ritirati tutti: dei venti volontari di protezione civile che si erano proposti, non ce n’è uno che alla fine si presenterà a Cortina. «Di fronte a numeri simili, una riflessione ritengo sia doverosa» commenta ancora Montanariello.

Ma le rinunce sono ormai all’ordine del giorno anche da parte dei volontari reclutati tramite il programma Team26. Loro, sì, chiamati a provvedere a tutto: dal viaggio, ai pasti, fino al pernotto. Si sono fatti avanti in 130 mila, da un centinaio di Paesi in tutto il pianeta, per soli 18 mila posti disponibili. Ma, nonostante la forbice enorme tra domanda e offerta, la graduatoria stilata continua a essere scorsa.

E tanti volontari, che pure si erano fatti avanti più di un anno fa, stanno venendo contattati dall’organizzazione solo in queste ore, con l’indicazione della sede olimpica da presidiare e dei giorni di servizio. Troppo tardi, considerando i prezzi alle stelle di hotel e b&b, inaccessibili per la maggior parte di ragazzi e studenti: zoccolo duro della squadra.

Certo non è una regola, come racconta la storia del 44enne aretino Alessandro Pommella: vicedirettore di una filiale bancaria, con un passato da calciatore e una grande passione per gli sport invernali. Assegnato solo il 4 gennaio alla sede del Cortina Curling Olympic Stadium, nei giorni scorsi ha raggiunto San Vito per ritirare l’accredito. Pronto a tornare, per l’avventura olimpica. Ammette: «Per i volontari si sarebbe potuto fare di più, ma penso che vivrò un’esperienza magnifica. E quindi, nonostante le difficoltà: sì, ne varrà la pena». Districandosi tra proposte folli, da centinaia di euro a notte, alla fine ha trovato posto in una colonia alpina a Calalzo, a un’oretta da Cortina. «Cinquanta euro a notte, in una camerata con bagno privato. Sono stato fortunato e non vedo l’ora di partire». 

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