La cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, tutto quello che sappiamo (e qualche spoiler)
Laura Pausini al microfono per l’inno d’Italia: attesi 60 mila spettatori a San Siro e oltre due miliardi che seguiranno l’evento in mondovisione. Massimo riserbo su chi saranno gli ultimi tedofori: è partito il toto nomi, da Jannik Sinner ad Alberto Tomba

La pioggia sottile che lucida il cemento di San Siro sembra un artificio scenico. In realtà è solo febbraio a Milano. Ma basta entrare nel Meazza – arena della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 – per capire che il confine tra realtà e rappresentazione, qui, sarà volutamente fragile. Sugli spalti, busti e sculture neoclassiche osservano, per ora muti. Dall’alto è attesa una tavolozza sospesa con colature di rosso, giallo e blu. È da questa coreografica, ancora imperturbabile, che si può immaginare come sarà la cerimonia che si svolgerà venerdì 6 febbraio.
Pochi i dettagli oltre alle sagome del palco e i nomi di alcune delle star che renderanno speciale un evento che sarà visto da un quarto della popolazione mondiale. Diverse le presenze già confermate: dall’Inno nazionale cantato da Laura Pausini a una straordinaria performance in italiano di Mariah Carey. Il 6 febbraio 2026 alle 20, due ore e venti di spettacolo inaugureranno le prime Olimpiadi invernali diffuse della storia.
I numeri dell’evento
Ci sono infatti diecimila invitati tra atleti, sponsor e ospiti apriranno la lunga abbuffata a cinque cerchi. Fuori, due miliardi e mezzo di spettatori collegati in mondovisione. Dentro, 60mila persone sugli spalti, sei maxischermi, una macchina produttiva che non ammette pause. Trentasette anni dopo Italia 90, quando il prato tremava sotto i tacchi delle sfilate e i fischi a Maradona. E così San Siro torna al centro del mondo. Ancora una volta: destino degli stadi.
Poi lo spettacolo. Marco Maccarini, ex video jockey, scalda il pubblico nel pre show insieme a Brenda Lodigiani. I volontari insegnano il jingle: «Braccia, casetta, cuore», ritmo balneare, testo olimpico. Sarà materiale per i meme che dilagheranno sui social, o un momento che entrerà nella storia?
La prima cerimonia diffusa
Il tema è dichiarato: Armonia. Non slogan, ma architrave narrativa. Armonia tra città e montagna, tra uomo e natura, tra identità nazionale e apertura globale. Marco Balich, gran cerimoniere con sedici cerimonie olimpiche alle spalle, la mette così: trasformare valori in immagini, suoni, emozioni condivise. Detto fatto.
In campo e fuori si stima che lavorano oltre 2.000 volontari. Un esercito di bellezza chiamato a muoversi all’unisono tra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo. Quatto le arene del grande evento globale. Per la prima volta, una cerimonia davvero diffusa. Non solo per scelta estetica, ma per necessità logistica e coerenza narrativa. A Cortina, per esempio, sfileranno mille atleti delle varie delegazioni – in simultanea alla parata di Milano – appartenenti alle discipline legate alle gare che si svolgeranno qui: sci alpino, curling, bob, slittino e skeleton, con l’aggiunta del biathlon. A portare la Bandiera Olimpica a Cortina saranno Franco Nones e Martina Valcepina.
Chi sono i portabandiera di Cortina
Un uomo e una donna, come vuole la tradizione. Franco Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, è il primo campione Olimpico italiano della storia dello sci di fondo. Vinse la medaglia d’oro nella 30 km ai Giochi Olimpici Invernali di Grenoble del 1968, interrompendo così il lungo dominio degli atleti scandinavi nella disciplina. Oltre all’oro Olimpico, vanta anche un bronzo ai Mondiali di Oslo del 1966 e ben 16 ori ottenuti in ambito nazionale.
Martina Valcepina gareggia per le Fiamme Oro e fa parte della Nazionale italiana di short track. Ha vinto tre medaglie Olimpiche tra il 2014 e il 2018: 2 argenti e 1 bronzo, tutti ottenuti nelle staffette. In ambito europeo ha vinto oltre dieci medaglie, tra cui 4 ori tra il 2011 e il 2018.
Le musiche che faranno da colonna sonora
L’apertura è affidata al volo di Icaro. Due ballerini, circondati da comparse nere. La musica attinge alla tradizione, ma la rimescola. Verdi, Rossini, Puccini vengono rimodellati per le generazioni X e Y. Il «Va pensiero», avvolge costumi che sembrano fiocchi di neve carnevaleschi. Poi una Raffaella Carrà remixata, che scivola nel «Vincerò». Mariah Carey canterà «Nel blu dipinto di blu», in italiano. L’effetto è studiato: riconoscibilità globale, cuore italiano.
Sul palco anche Lang Lang, Cecilia Bartoli, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Matilda De Angelis, voce narrante di un’Italia che dialoga con il mondo. Un plebiscito di artisti. L’inno nazionale sarà affidato a Laura Pausini. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà presente con i capi di Stato di almeno una cinquantina di Paesi – e dichiarerà aperti i Giochi.
Segreto sugli ultimi tedofori
Per qualche ora ha aleggiato anche il nome di Jannik Sinnertra fra i tedofori, suggestione per ora rimasta tale. La sua apparizione a Milano in questi ultimi giorni che precedono l’evento offrono un indubbio sospetto: sarà lui l’ultimo portatore della Fiamma, oppure si confonderà tra il pubblico negli spalti?
Altri nomi figurano tra gli atleti più titolati che porteranno la fiamma ai bracieri (a Milano e Cortina, in simultanea). Oltre al nome di Jannik Sinner, si ipotizza anche Alberto Tomba. Ma su questo, almeno per ora, resta il massimo riserbo. E tra le ultime portatrici della Fiamma pare invece certo che ci sarà anche Deborah Compagnoni, sciatrice alpina originaria di Bormio, prima atleta ad avere portato a casa tre ori in tre diverse Olimpiadi invernali.
La grande sfilata dello sport
Poi gli atleti. Sotto i cinque cerchi dorati, quattro passerelle li guideranno al centro della scena. Grecia per prima, come da tradizione, poi l’alfabeto delle nazioni. A chiudere la sfilata, sempre per tradizione, sarà l’Italia. La novità è nella struttura. Giochi diffusi, cerimonia diffusa. Due bracieri principali, all’Arco della Pace a Milano e in piazza Dibona a Cortina, che saranno accesi in contemporanea. Quattro sfilate degli atleti nelle diverse arene, per includere anche chi non può spostarsi dalle sedi di gara. Secondo le prime indiscrezioni, i due portabandiera di Milano saranno Arianna Fontana e Federico Pellegrino.
Il ritmo del made in Italy a San Siro
C’è chi già parla di un possibile omaggio al made in Italy. Moda, design, ingegno. Paolo Fantin alle scenografie, Massimo Cantini Parrini ai costumi, Andrea Farri alla direzione musicale. Sul palco, voci e volti: Lang Lang al pianoforte, Cecilia Bartoli, Andrea Bocelli per il gran finale con la Turandot (che fu intonata da Luciano Pavarotti anche alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Atene del 2004), Ghali in una veste inedita. Con loro Matilda De Angelis, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore. Tradizione e contemporaneità che si tengono per mano. A tratti, si osservano con diffidenza. Ma camminano insieme.
Se non il più il più emozionante, sarà forse questo il momento più riconoscibile dei Giochi, quello che tutti ricordano. Come ha sottolineato Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina: «L’unico pezzo che resta a tutti è la cerimonia di apertura».
Tanti nomi e i colori della coreografia della cerimonia. Ma resta, fino all’ultimo, una quota di mistero. Le indiscrezioni sulle guest star si sprecano, tanti nomi restano ancora inediti come quelli degli ultimi tedofori. Ma le sorprese sono parte del gioco.
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