Biathlon, Vittozzi sorprende tutti: «Potrei smettere anch’io»
Dorothea Wierer ha concluso la carriera con la mass start alle Olimpiadi. Ma anche l’atleta sappadina, oro nell’Inseguimento, potrebbe lasciare alla fine della Coppa del Mondo

Un’ora e mezza dopo la fine della Mass start il pubblico ad Anterselva, nonostante sia fradicio per la nevicata che non lascia tregua, è ancora lì a omaggiare Dorothea Wierer, che ha salutato il biathlon dopo una carriera straordinaria e un’ultima zampata da quinto posto a un passo dal podio.
Lisa Vittozzi, oro nell’Inseguimento, ieri 18ª causa 4 errori al tiro e oggi portabandiera all’Arena di Verona nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, sorride e pensa al futuro: «Ho vinto tanto, vengo da due stagioni complicate, mi porto via da questi 15 giorni di Olimpiadi un sacco di emozioni. Mi ero posta l’obiettivo di preparare i Giochi e coronare il sogno di vincere la medaglia d’oro. Alla fine della Coppa del mondo mi prenderò del tempo e, dopo una lunga, ma proprio lunga, vacanza e un viaggio introspettivo, deciderò se continuare». Sorriso delizioso, ma parole chiare quelle della 31enne carabiniera sappadina.
Le facciamo presente che, con il ritiro di Doro Wierer, il biathlon azzurro al femminile è aggrappato al suo talento, una grande responsabilità. Non ci casca e dà un altro indizio: «Penso di aver vinto abbastanza, ci sarà qualcun altro a seguire le mie orme e quelle di Doro, spero crescano altri talenti. Ripeto: non ho ancora deciso se continuare». Certo, ritirarsi all’apice non è da tutti, le pressioni di un biatleta, sport se ce n’è uno sul filo tra fisico e testa, sono inimmaginabili. Lisa deciderà con calma, per il suo bene, da gigante della specialità e dello sport italiano. Ma in un futuro incerto di due cose è sicura: «All’Arena proverò una grande emozione, perché la scelta di affidarmi il Tricolore mi ha sorpreso e responsabilizzato – continua – mai mi era stata affidato un compito così grande». Poi, la dedica al suo paese, Sappada, e ai tifosi, in tantissimi anche sabato sul percorso: «Alla festa per me e Davide Graz, bronzo nel fondo, mi aspetto...il delirio».
Dopo il saluto di Wierer («è stato un viaggio meraviglioso, grazie a tutti, alla mia famiglia, ai tifosi, alla squadra, specie le persone che lavorano nell’ombra»), ha detto una emozionata Doro parlando al pubblico con davanti la famiglia e tutta la squadra emozionata, ecco Vittozzi che, giustamente, si prende del tempo per decidere.
Il biathlon azzurro chiude le Olimpiadi di casa con un oro (quello di Lisa), un argento (quello della staffetta mista, con oltre a Vittozzi, Wierer, Giacomel e Hofer), ma si aspettava di più e ora ha tanti punti interrogativi per il suo futuro.
C’è sempre il talento di Tommaso Giacomel, ma l’orizzonte Alpi francesi 2030, sede delle prossime Olimpiadi, non è poi così lontano. Problemi di ricambio che, certo, non hanno i galletti.
Vedi la Mass Start di ieri: sotto una nevicata fitta Oceane (che nome meraviglioso, non trovate?) Michelon, la più giovane del Dream Team transalpino con 23 anni, ha messo la sesta e con 19 su 20 al tiro e un’accelerata finale ha vinto l’oro sulla connazionale Julia Simon che, come la connazionale, nel finale ha messo la freccia sull’ottima ceca Vobornikova, bronzo.
Quinta Wierer: con due errori al poligono ha fatto un’ultima gara super, a 23” dal podio, con un errore in meno sarebbe salita sul podio e, per la carriera che ha fatto, l’avrebbe pure meritato. I francesi, così, vincono la battaglia del medagliere del biathlon con la Norvegia: 13 podi, 6 ori, 4 argenti e tre bronzi contro gli undici dei vichinghi. Due superpotenze.
Svezia, Finlandia, Germania hanno raccolto le briciole in queste Olimpiadi e sono nazioni in cui il biathlon, sport meraviglioso come abbiamo avuto conferma ancor di più qui ad Anterselva in 11 gare tutte invase dal pubblico, ha radici e sèguito superiori a quelli in Italia. La concorrenza è pazzesca e anche per questo l’impresa di una settimana fa di Lisa Vittozzi entra nella storia dello sport italiano. Il suo oro è di quelli che valgono doppio. Lisa, qualunque sia la tua scelta: grazie.
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