La mossa vincente di Vittozzi: «Ho sparato prima per mettere pressione alle altre»

Biathlon olimpico, il ct azzurro Hollrigl. «Adesso lo zaino che dovremo portare nelle prossime gare sarà più leggero, non avessimo preso una medaglia sarebbe stato pesante»

Antonio Simeoli
Dorotea Wierer abbraccia Lisa Vittozzi subito dopo il traguardo
Dorotea Wierer abbraccia Lisa Vittozzi subito dopo il traguardo

 

Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio piomba subito in zona d’arrivo e si coccola i suoi atleti. La folla è in delirio, i tedeschi gioiscono per il bronzo in volata, i francesi di più. È il meraviglioso popolo del biathlon. Quando all’arena suona la marsigliese il canto sulla tribuna si sente nitido. Arriva in mix zone il ct azzurro del biathlon, Klaus Hollrigl. «Adesso lo zaino che dovremo portare nelle prossime gare sarà più leggero, non avessimo preso una medaglia sarebbe stato pesante».

Passa vicino Simon Fourcade, il ct degli uomini della Francia. È il fratello della leggenda Martin, tanto per ricordare a tutti che i galletti in questo sport da sempre la fanno da padrone.

Il ct azzurro continua, si fa capire benissimo. Va al punto. «La gara è stata spettacolare, era difficilissimo fare podio. Certo, Lisa ha fatto la differenza, sparare così all’ultimo è stato fantastico».

Rimpianti per l’oro sfuggito? «Nessuno, la Francia è stata perfetta. Adesso non vogliamo lasciare per strada nessuna occasione». È un argento che sa tanto di futuro quello azzurro, ci sono tante gare adesso da quei alla fine dei Giochi, individuali e due staffette.

Tommaso Giacomel lo dice chiaramente, ma prima precisa. «Sono orgoglioso di fare parte di questo gruppo». Ha la faccia di uno che aspetta la gara di domani nell’Inseguimento da tanti mesi. La gara? «Ho cercato di fare il meglio possibile ben più breve tempo possibile. Certo, la gara per noi maschi è corta con 6 km, si va a 30 km/h difficile fare la differenza».

Domani Giacomel (e Hofer) di km nell’Individuale ne avrà 20 a disposizione. Ah, Lukas Hofer. Sorride, sorride, vuole parlare con tutti.

«Io nel 2023 mi stavo per ritirare a causa di guai fisici, non ho mollato e ora sono qui», spiega l’altoatesino. Poi: «Sono un vecchietto (ha 36 anni ndr) i giovani in una gara così corta mi hanno tirato il collo».

Poi arriva Lisa Vittozzi. È raggiante la sappadina. «Ho puntato tutto sull’ultimo poligono – attacca –. Sapevo che se avessi sparato velocemente e bene avrei potuto staccare le mie rivali. Ho sparato per prima per mettere pressione alle rivali».

L’ultimo giro? «All’inizio non capivo quanto vantaggio avessi, mi giravo indietro per paura che arrivasse qualche rivale, poi dall’ultima salita mi sono goduta davvero il pubblico». E adesso? «Godiamoci questo momento, riposiamo e poi pensiamo alle prossime gare».

A Dorothea Wierer il finale: «Alla fine ho abbracciato Lisa, non è stato facile per me gestire le emozioni. Corro in casa, prima della partenza mi tremavano le gambe. Ci siamo tolti un bel peso con questo argento, che dedichiamo a tutto lo staff della nazionale». È alle ultime gare della carriera, c’è tutta la sua famiglia a tifare per lei: «Grandissima la Francia. Ha fatto una gara stupenda». 

 

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