Bagarinaggio per i biglietti delle Olimpiadi di Milano Cortina, l’Agcom avvia due procedimenti
Due operatori internazionali che effettuano attività di secondary ticketing nel mirino dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni: «Commercializzata un'ingente quantità di biglietti per più di cento eventi a prezzi maggiorati»

Scoppia il caso bagarinaggio a pochi giorni dall’inizio dei Giochi olimpici e paralimpici Milano Cortina 2026. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) non fa nomi, ma informa di aver avviato due procedimenti «nei confronti di due primari operatori internazionali che effettuano attività di secondary ticketing».
Gli operatori hanno commercializzato, in larga misura a prezzi maggiorati rispetto a quelli nominali, un’ingente quantità di biglietti per più di 100 eventi che si svolgeranno nell’ambito dei Giochi olimpici invernali.
Indaga la Guardia di Finanza
Il monitoraggio e le indagini del Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza, in collaborazione con la Fondazione Milano Cortina nonché con la Siae, è stato fatto a ventaglio, dalle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi alle partite di hockey su ghiaccio, dagli eventi indoor a quelli outdoor, tutti eventi per cui sono ancora in vendita i biglietti sui canali ufficiali.
Grande speculazione
La speculazione, attraverso l’accaparramento di grandi quantità di biglietti e la rivendita globale, «impattano sia sugli utenti per i quali si riducono le possibilità di partecipare ad eventi di interesse culturale e ricreativo, che sui contribuenti, considerate le implicazioni del secondary ticketing illecito sull’evasione fiscale», ricorda l’Agcom.
L’ordinanza a Cortina
Il Comune di Cortina, lo scorso 12 gennaio, tramite una delibera di giunta aveva dettato regole ferree contro i venditori non autorizzati, ovvero i bagarini e anche contro ogni forma di “ambush marketing”, la pratica di sfruttare eventi di richiamo senza esserne sponsor autorizzati per farsi pubblicità.
Niente banchetti di fortuna che espongono magliette, felpe, sciarpe, poster e bibite, dunque, né “bagarini” che tentano di vendere biglietti per gli eventi sportivi, né tanto meno veicoli pubblicitari, promoter o installazioni per fare propaganda a prodotti e servizi estranei ai Giochi.
Tutte attività, sottolineava la giunta Lorenzi, «che non solo possono configurare fenomeni di abusivismo commerciale, ma anche una illecita occupazione del suolo pubblico, senza contare il rischio che la distribuzione di volantini e gadget si trasformi finisca per produrre immondizia a terra e rischi per il pubblico».
Dunque, per tutto il periodo dei Giochi e da una settimana prima, sarà vietato proporre in vendita biglietti per le gare (peraltro nominali) e saranno vietate anche le attività commerciali con l’esposizione di materiali e merci, ma pure l’esposizione di cartelloni, display ed altri supporti promozionali.
Il sindaco di Milano risponde
Nella giornata di venerdì 23 gennaio anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha emanato una ordinanza contro l’abusivismo per il periodo delle Olimpiadi invernali. In vista delle competizioni relative ai Giochi, come spiega il documento «ci sarà il divieto di vendita non autorizzata dei biglietti e dei titoli di accesso alle competizioni Olimpiche e Paralimpiche su tutto il territorio comunale, in qualunque forma».
L’ordinanza prevede anche il divieto di esercizio del commercio su area pubblica in forma itinerante, «nel raggio di 500 metri dalle seguenti aree: Ice Hockey Arena di Santa Giulia, villaggio olimpico di via Lorenzini e main media centre in zona Portello».
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