Mostra del cinema, cigni neri e quei cubi di rubik: le cinepagelle

Dalla classe di Cate Blanchett alla discrezione di Tom Sturridge, passando per il fascino di Jude Law e le sorprese social di Alessia Lanza, ecco chi ha brillato, chi ha rischiato e chi ha conquistato il pubblico al Lido

Camilla Gargioni
Venezia 82, i voti del red carpet: Cate Blanchett domina, Jude Law affascina
Venezia 82, i voti del red carpet: Cate Blanchett domina, Jude Law affascina

Dalla classe innata di Cate Blanchett alla presenza discreta di Tom Sturridge, passando per il fascino di Jude Law e le sorprese social di Alessia Lanza, scopriamo chi ha brillato, chi ha rischiato e chi ha fatto sorridere il pubblico.

I voti

8   CATE BLANCHETT Un cigno nero. L’abito fa un’eccezione al suo stile minimal. Infatti, la maxi-gonna tutta pieghe e piume porta la firma di Maison Margiela. Coraggiosa: insiste per firmare autografi insieme a Charlotte Rampling, senza guardare all’orologio del carpet. Con il suo sorriso tutto sembra facile: tranne le cene con il suo regista, Jim Jarmusch. «Era come risolvere un cubo di Rubik», ammette. 

 7,5   JUDE LAW Impara l’arte e mettila da parte. Il tappeto rosso per lui è una passeggiata, anche se lo spezzato bianco/nero lascia un po’ desiderare. Prima di tutto, però, è andato a trovare La Pietà di Bellini. Il fascino della cultura, altro che party.

 7   TOM STURRIDGE Ci ha tanto incupito nella serie Netflix “Sandman”, ma il criptico Morfeo a Venezia sorride, quasi fa il timido. Paura di prendere sonno? Un po’.

 6,5   FAVINO “Amo il tennis ed è un amore non corrisposto”. Rimbalza qualche pallina sul carpet – prima ancora che tocchi a “Il maestro” – ma Favino lo ha detto, con la racchetta proprio non ci sa fare. Attore italiano immancabile al Lido, non schiva nemmeno le domande di attualità. E risponde poetico: “Se si crea bellezza, si cerca la pace”. Sipario.

 6   ALESSIA LANZA Se il nome non vi dice nulla, aprite TikTok. È il suo mondo, dove racconta il bello e il brutto, l’imbarazzante e il perfetto dell’essere giovani. “Chissà se riesco a entrare e non cadere!” dice a voce alta ai fotografi. Nel personaggio, ma i capelli bagnati sono un no.

 8   FESTA ARMANI In una mostra in cui le feste si nascondono e sono poche, Armani non smette di fare Armani. Si prende una Tesa all’Arsenale, tanta gente, musica elettronica, la celebrazione del suo Archivio. Occhio alla lotta: non all’ultimo vestito, ma all’ultimo (mini)hamburger.

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