Da Cina-Stati Uniti all’intelligenza artificiale: di cosa si parlerà a Frontiere in 8 incontri

Giada Messetti, Anna Foa, Matteo Lancini, Paolo Ferri, Vera Gheno, Stefano Velotti, Maurizio Ferraris e Alessandro Vanoli protagonisti a Gorizia: otto confronti per esplorare i grandi temi del presente andando oltre le contrapposizioni

La redazione
Vetrine librerie allestite per Frontiere. Foto Tibaldi
Vetrine librerie allestite per Frontiere. Foto Tibaldi

Dalla sfida tra Cina e Stati Uniti ai nuovi confini dell’intelligenza artificiale, passando per identità, linguaggio, bellezza e universo: Frontiere porta a Gorizia otto incontri costruiti attorno alle grandi contrapposizioni del nostro tempo. Dal 2 al 4 ottobre, studiosi e protagonisti della cultura provano a superare gli schemi binari per leggere la complessità del presente.

CINA / STATI UNITI

Giada Messetti; dimenticate gli stereotipi, il Dragone vola

Dimenticate i biscotti della fortuna. Dimenticate gli stereotipi da Guerra Fredda e le vecchie lenti con cui l’Occidente continua a guardare all’Oriente. Oggi a Pechino le auto sono tutte elettriche, il cielo è azzurro e l’AI corre a una velocità che noi immaginiamo in 8K. Giada Messetti, sinologa pop e identikit della Cina moderna, sale sul palco per spiegarci perché la superpotenza asiatica progetta il futuro sul lungo periodo, mentre qui si litiga su chi tiene un seggio per l’aumento Pil per il prossimo trimestre, perché – spiegano l’esperta – «America e Cina rubano tutto il futuro a un Paese che ha la forza di mettere in discussione la sua leadership nel mondo». Spoiler: in questa partita tennis, nel rapporto fra i due contendenti, parte dalla rete.
A Frontiere “Cina/Occidente”, venerdì 2 ottobre, ore 17.30, Teatro comunale Verdi.


SIONISMO / DIASPORA

Anna Foa: le parole chiave della crisi in Medio Oriente

Due parole, mille sfumature. E troppi malintesi. Per comprendere cosa sta succedendo davvero in Medio Oriente, bisogna partire dal vocabolario, non dagli slogan. Per Anna Foa, storica di spicco e già docente alla Sapienza, c’è bisogno di «un certo distacco che ci consenta di toglierci di dosso identità, furore e conflitti. Con uno sguardo lucido e senza sconti, la studiosa mette in guardia dalle semplificazioni e analizza la tormentata storia ebraica». Un Paese che ha bisogno «di ricollocarsi dopo decenni – sottolinea – difficilmente può dirsi pienamente democratico». E il sionismo? Nato a fine ’800 come risposta alle persecuzioni nell’Europa dell’Est, oggi viene troppo spesso appiattito sulla cronaca. Spoiler: cent’anni fa Anna Foa avrebbe avuto molti meno problemi.
A Frontiere “Sionismo/Diaspora”, sabato 3 ottobre, ore 21.00, Teatro comunale Verdi.


GIOVANI / ADULTI

Matteo Lancini: genitori in rete

Altro che nativi digitali: i genitori di oggi sono i veri protagonisti della rete. La verità è che i social sono l’unica porta rimasta ai ragazzi, dopo che noi grandi abbiamo blindato le città, ridotto gli spazi di libertà e reso pericoloso persino un prato. Tra genitori iper-connessi e ragazzi disillusi, lo studioso demolisce i cliché educativi e ci invita a cercare una connessione autentica, senza l’ansia del controllo. Matteo Lancini, psicologo e presidente del Minotauro, ci presenta i dilemmi dell’era post-digitale: «I giovani di oggi vivono all’epoca in cui i genitori hanno gli adulti davanti allo specchio». La vera complicazione – spiega – sono le paure e il fatto che gli adulti si occupano molto di loro. Spoiler: abbiamo tolto i cortili ai figli perché non si sbuccino le ginocchia, e ora ci stupiamo se preferiscono i pixel.
A Frontiere “Giovani/Adulti”, Gorizia, sabato 3 ottobre, ore 15.30, Teatro Verdi.


UNIVERSO FINITO / INFINITO

Paolo Ferri: lo spazio trema e la fisica cerca spiegazioni

La scienza progredisce ma stiamo militarizzando lo spazio e soprattutto lo spazio potrebbe nascondere buchi. Forse, e con grande precisione scientifica del «forse», a Frontiere per missioni particolari: «Noi abbiamo lo spazio che rimane come quando con la sonda Rosetta pensi di metterla per 2 anni e invece nell’oscurità cosmica». Tra universo microscopico e l’enigma dell’energia oscura, Ferri demolisce le certezze e difende la fisica dagli «impostori del web» su centinaia di cose completamente sbagliate. Più dobbiamo imparare – conferma lo scienziato – più ci siamo allontanati da una risposta certa. Spoiler: la relatività del tempo è reale, i comandi per Mercurio viaggiano in differita di 11 minuti.
A Frontiere “Universo finito/Universo infinito”, Gorizia, sabato 3 ottobre, ore 17.30, Teatro Verdi.


MASCHILE / FEMMINILE

Vera Gheno: oltre gli schemi la lingua riflette le paure

«Una volta le donne non ci appellarono essere considerate democratiche e chi aveva ragione». Per fortuna i tempi cambiano. Siamo abituati a catalogare il mondo in bianco o nero, in giusto o sbagliato, e i nuovi binarismi, ancora una volta, maschile o femmina. Invece le nature preferiscono gran lunga agli spettri e ai continui, che alle linee sono solo invenzioni umane. Vera Gheno, sociolinguista, al pubblico di Gorizia spiegherà per dimostrare come quanto il linguaggio ibrido ed eterogeneo influenza la realtà e rischia di farci vedere le gabbie che sembrano dati di fatto naturali. «Noi è molto maschile e la sede è femmina nessuno si male, ma quando applichiamo lo schema binario alle persone qualcuno resta fuori». Spoiler: il mondo reale è pieno di sfumature, peccato che i vocabolari continuino a preferire il bianco e il nero.
A Frontiere “Maschile/Femminile”, Gorizia, sabato 3 ottobre, ore 21.00, Teatro Verdi.


BELLO / BRUTTO

Stefano Velotti: oltre il kitsch la bellezza che ci disorienta

Il bello impera, la bellezza per decreto ci segue nelle città perfette e i ricchi o produttori solo designer kitsch. Che, per carità, per alcuni è categoria estetica, ma insomma, in questo caso non è un’alternativa. Stefano Velotti, filosofo e docente di estetica alla Sapienza, si sporca le frontiere liquide che separano ciò che diciamo bello da ciò che percepiamo come brutto. «La bellezza – dice – ha un suo ruolo, può essere solo qualcosa che sorprende, che emerge inaspettatamente dal brutto della banalità e del resto». L’arte contemporanea ha mandato in pensione i canoni tradizionali e noi siamo lì, perturbante, perché il bello autentico non è mai consolatorio o decorativo, ma nasce da quel cortocircuito che divide e disorienta. Spoiler: San Martino c’era a Roma, Baudelaire ha scritto una poesia d’amore a una carcassa in decomposizione.
A Frontiere “Bello/Brutto”, Gorizia, domenica 4 ottobre, ore 11, Teatro comunale Verdi.


INTELLIGENZA NATURALE / AI

Ferraris: l’algoritmo non prova dolore né rimorso

L’algoritmo «non va in tribunale, non vota e non prova rimorso». Maurizio Ferraris, tra i più noti filosofi italiani, mette l’umano al centro del viaggio tecnologico. Facciamo infatuazione e tristezza alle macchine eppure, ci ricordano, con la mente che l’intelligenza artificiale è un ferro. L’AI non vive, non desidera e non comprende: ha solo una gigantesca memoria e una spaventosa velocità di calcolo. Noi impariamo perché siamo mortali, possiamo soffrire, invecchiare e fallire. La macchina può simulare una sorpresa, ma non si stupisce. Il dibattito, quindi, non riguarda davvero le responsabilità civili e penali. Spoiler: ChatGPT serve, può essere d’amore in tre secondi, ma non ha mai dovuto imparare a usare il romanzo.
A Frontiere “Intelligenza naturale / AI”, Gorizia, domenica 4 ottobre, ore 15, Teatro Verdi.


ORIENTE / OCCIDENTE

Alessandro Vanoli: la bussola e i falsi miti dell’identità pura

Non c’è una barriera geografica o geologica a dividere l’Europa dall’Asia: l’idea stessa di un Oriente e di un Occidente come blocchi contrapposti è solo un’invenzione geopolitica nata nell’Ottocento. Lo storico delle origini e civiltà, Alessandro Vanoli, contesta dunque i nostri falsi miti. «Asia dice Vanoli, è civiltà, intesa da posto a questo lato dell’Oriente. Dall’altro lato gli scacchi, l’idea di caffè, le grandi svolte dell’umanità sono nate mescolando conoscenze, non sigillando i confini. Diteci come un’identità pura sia mai esistita». Raccontare l’unità del mondo alla Frontiere diventa «un vero filo dell’Europa» e che le contrapposizioni sono sempre importanti. Spoiler: ricorderemo la purezza culturale a quella «eccezione? Esistita da oggi ancora».
A Frontiere “Oriente/Occidente”, Gorizia, domenica 4 ottobre, ore 17, Teatro Verdi.

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