I governatori: «I soldi per i Giochi olimpici sono nei bilanci». Ma la sinistra accusa

MiCo, deficit da 310 milioni: tra i 26 e i 39 in carico al Veneto: «L’anno fiscale non è terminato, aspettiamo i dati definitivi»

Laura Berlinghieri
La cerimonia di chiusura dei giochi olimpici Milano Cortina a Verona
La cerimonia di chiusura dei giochi olimpici Milano Cortina a Verona

I fondi di copertura ci sono, assicurano i governatori olimpici. Lo fanno, all’indomani della pubblicazione della notizia del deficit a sei zeri che, secondo le stime, potrebbe concretizzarsi il prossimo 31 dicembre, per Fondazione Milano-Cortina.

Un buco da 310 milioni di euro – 230 di maggiori costi e 80 di minori entrate – per il quale saranno chiamati a intervenire, mettendo mano al portafoglio, i soci dello stesso ente. Vale a dire Stato, Regioni, Province autonome e Comuni che hanno ospitato le gare olimpiche.

«Il bilancio della fondazione non è ancora chiuso» premette il presidente veneto Alberto Stefani, «detto questo, sappiamo bene che tutti i grandi eventi hanno bisogno di risorse importanti. E le Olimpiadi non sono un’eccezione».

Per il Veneto e il Comune di Cortina, l’entità del “contributo” oscilla tra i 26 e i 39 milioni di euro: tutto dipenderà dalla sensibilità del Comitato olimpico internazionale alla richiesta degli enti locali di avere un aiuto.

«L’eredità olimpica di Zaia appare più gravosa che trionfale. A questo punto – spingono i consiglieri regionali dem Giovanni Manildo e Paolo Galeano – sarà fondamentale un lavoro di sollecitazione verso il Cio, perché arrivi almeno una ciambella di salvataggio in grado di limitare i danni».

La speranza della Regione Veneto (e non solo) è che il Comitato olimpico accetti di sobbarcarsi un terzo dei 310 milioni di euro, che sono l’ammontare del deficit calcolato finora.

Dei rimanenti 200 milioni, la metà sarebbe in carico allo Stato e l’altra metà agli enti locali.

«Ma noi possiamo contare sulle somme messe a garanzia lo scorso anno, in maniera prudenziale» assicura intanto Stefani.

Si tratta di 143 milioni di euro, accantonati dalla vecchia amministrazione Zaia – a proposito, l’ex governatore ha deciso di non commentare la vicenda – dei quali potrebbero esserne sufficienti meno di un terzo. 

Olimpiadi Milano Cortina, profondo rosso: deficit da 310 milioni di euro
La redazione
I cerchi olimpici installati in centro a Cortina

Con un contributo atteso anche dal Comune di Cortina, il cui sindaco Gianluca Lorenzi però non si sbilancia: «Al momento, non abbiamo elementi per capire se effettivamente ci sarà un deficit, né se il Comune ha una responsabilità finanziaria su questo. Aspettiamo una risposta da parte di Fondazione e poi vedremo come gestire la situazione».

Ma MiCo resta in silenzio.

Spettatrice interessata è sicuramente la Lombardia. La regione che, avendo ospitato il maggior numero di gare, sarà chiamata al contributo più importante, tra i 51 e i 77 milioni di euro, a seconda del ruolo che avrà il Cio. «Ma le Olimpiadi sono finite un mese fa e i conti non sono chiusi» precisano dalla Regione, «non è un mistero che ci siano le fideiussioni: sono legate alla stessa decisione di fare i Giochi. Ma, per fare le valutazioni del caso, dobbiamo aspettare che i conti siano definitivi».

Ed è lo stesso punto di vista di Arno Kompatscher, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, l’ente per cui l’aggravio economico sarà meno oneroso. «Abbiamo prestato garanzie per l'organizzazione e gestione dei Giochi per 20 milioni di euro» dice il governatore altoatesino, «questi fondi si svincolano adesso, visto che siamo riusciti a organizzarli, e perciò possiamo far leva su quei 20 milioni per pagare la nostra quota che ammonta a 5, massimo 6 milioni di euro. Possiamo utilizzare i fondi già stanziati per la garanzia e il resto lo possiamo incamerare nuovamente».

Nessun commento, invece, da Maurizio Fugatti, il presidente del Trentino, la provincia chiamata a un esborso tra i 20 e i 30 milioni di euro.

Intanto, la speranza che si rincorre a microfoni spenti è che il governo estragga il famoso coniglio dal cilindro. Un po’ come già fatto con l’individuazione del commissario straordinario alle Paralimpiadi, che si è portato in dote un tesoretto da 448 milioni di euro, dei quali 200 finiti nel budget di Fondazione.

Una trovata simile sarebbe perfetta per liberare le Regioni dallo sgradevole impasse. Ma si spera anche negli introiti che ancora potranno essere fatturati, come quelli derivanti dalla vendita del merchandising. Il negozio online è ancora attivo, pur se con prezzi ormai da outlet.

Certo, nell’infuriare della tempesta, la vecchia amministrazione regionale rivendica l’eredità di infrastrutture e opere che l’esperienza olimpica ha consegnato alla regione. Cantieri, quelli ultimati lo scorso anno, per un valore totale di 892 milioni di euro. Da aggiungere ai 483 milioni per opere con conclusione dei lavori fissata in un momento successivo.

Ma a rilanciare sul deficit è la consigliera regionale del Veneto di Avs Elena Ostanel che, addebitando al “buco” i «mancati investimenti su sanità territoriale, trasporto pubblico locale, casa e servizi per chi vive in montagna», parla di un «conto complessivo per salito sino a sei miliardi di euro». Finiti i Giochi, l’eredità olimpica.

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