
Olimpiadi Milano Cortina, profondo rosso: deficit da 310 milioni di euro
Fondazione Milano-Cortina, meno entrate e maggiori spese. Per il Veneto il buco da ripianare è di 26 milioni di euro: si spera nel sostegno del Cio, o l’onere per la Regione potrebbe crescere
Da una parte entrano e dall’altra escono. Il problema, allora, è quando introiti e spese non collimano. E, per Fondazione Milano-Cortina – l’ente che ha organizzato, promosso e comunicato tutti gli eventi legati alle ultime Olimpiadi invernali – il deficit tra le due voci ammonta all’incirca a 310 milioni di euro.
Risultato (anche) di un evento, il cui budget fissato nel 2019 in poco meno di 1, 4 miliardi di euro è salito vertiginosamente a 1, 7. A fronte di incassi – i 570 milioni da sponsor e diritti televisivi e i 200 dai biglietti, a cui aggiungere l’ammontare non ancora quantificato delle vendite del merchandising – che evidentemente non si sono rivelati all’altezza delle aspettative.
La divisione del debito tra i soci
Le cifre sono state comunicata ai soci di Fondazione, tra cui la Regione Veneto, nell’ultima riunione del consiglio di amministrazione, il 9 aprile scorso. Accompagnate dalla richiesta di metterci la famosa “pezza”, e quindi di coprire il buco. Dato che la fondazione – ente di diritto privato – terminerà il suo servizio il prossimo 31 dicembre, con la previsione di un perfetto pareggio di bilancio.
Veneto: tra i 26 e i 40 milioni di buco
E allora qualcuno dovrà pur metterli i soldi, per coprire i 230 milioni di maggiori costi e gli 80 milioni di minori introiti registrati. I soci, appunto. Con la speranza di un aiuto – un grosso aiuto, da oltre 100 milioni di euro – da parte del Cio.
Se il Comitato Olimpico dovesse mettersi una mano sul cuore, allora Stato ed enti territoriali dovrebbero dividersi “solamente” i rimanenti 200 milioni (e rotti). Con un conto complessivo che, per la Regione Veneto e il Comune di Cortina, dovrebbe raggiungere i 26 milioni di euro. Altrettanti per il Trentino Alto Adige (circa 20 e 5 milioni, spartiti tra le due Province autonome) e una sessantina per la Lombardia.
Ma è chiaro che, se il Cio dovesse rispondere picche – come sarebbe sua facoltà – allora l’intero onere ricadrebbe su Stato, Regioni e Comuni. Con un costo che, per il Veneto, lieviterebbe a quasi 40 milioni di euro, nel segno di una spartizione economica conforme alla suddivisione del numero delle discipline, tra le sedi di gara.
Ritardi e commissario paralimpico
«Colpa dei ritardi nella realizzazione di alcune opere, come l’Ice Hockey Arena di Milano. Se MiCo non avesse anticipato i soldi, le gare non si sarebbero svolte» dice una voce interna al consiglio di amministrazione. Certo, i soldi le saranno restituiti, per consentire alla fondazione di chiudere l’esercizio (e la sua esistenza) in pareggio – è la legge a prescriverlo – ma a metterli saranno i soci.
A meno che, ed è un’ipotesi, non venga trovata una soluzione analoga alla strada già battuta dal governo, con l’individuazione del commissario straordinario per le Paralimpiadi. L’ingegner Giuseppe Fasiol, 40 anni in Regione e un tesoretto pubblico da 448 milioni di euro, di cui almeno 200 finiti nel budget della fondazione.
Le risorse accantonate dal Veneto
In caso contrario, il Veneto sarà pronto a fare la sua parte. Potendo contare su scorte da decine di milioni di euro. Soldi accantonati dall’amministrazione Zaia, manovra dopo manovra, per non ritrovarsi scoperti allo scoccare dell’ora dei Giochi. Precisamente, 143 milioni, stando all’ultimo rendiconto della precedente giunta, di cui 116 come «fondo per il concorso della Regione del Veneto alla copertura dell’eventuale deficit del comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici» e i rimanenti 27, come quota veneta a copertura degli impegni assunti con la lettera di patronage sottoscritta insieme alla Regione Lombardia.
Ed è lo stesso rendiconto che metteva nero su bianco i rischi e il relativo impegno economico: «area lombarda, il 50% del rischio. Area dolomitica, il restante 50% del rischio, di cui 50% a carico della Regione del Veneto e Comune di Cortina, 40% a carico della Provincia autonoma di Trento e 10% a carico della Provincia autonoma di Bolzano».
Altra precisazione necessaria: le cifre non sono altro che una previsione della situazione che potrebbe verificarsi il 31 dicembre, alla chiusura del bilancio. Rivedibili al ribasso, quindi, ma anche al rialzo.
La gara finale di queste Olimpiadi.
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