Da oggi a domenica a Padova è Galileo Festival: uomo, natura, algoritmo e futuro spaziale nella festa della scienza

Da Umberto Galimberti ad Amalia Ercoli-Finzi, passando per economia spaziale, innovazione e ricerca biomedica: una selezione di appuntamenti del festival, al via a Padova con ospiti di rilievo internazionale e incontri gratuiti su prenotazione

La redazione
Il pubblico di un evento al Galileo Festival di Padova
Il pubblico di un evento al Galileo Festival di Padova

Otto appuntamenti su decine di opzioni: una scelta arbitraria, soggettiva, per invitare a seguire Galileo, Festival della scienza e dell’innovazione, che da oggi è in scena a Padova con scienziati di livello mondiale. Tutti gli incontri sono gratuiti (ma è meglio prenotarsi, su galileofestival.it).

1) Come cambia la città? – Oggi alle 18, Caffè Pedrocchi, Sala Rossini.

Si parla di Padova ma molte delle riflessioni possono essere estese e valide in altri contesti. Il 2027 sarà un anno decisivo per Padova: sono in agenda le elezioni comunali e quelle per il rettore del Bo; l’interporto punta a ulteriori salti di qualità. Ma dove sta andando la città? Ci sono centri - come Bologna con il supercomputer Leonardo e Milano con il Mind (Milano Innovation District) nell’area ex Expo - che hanno deciso di puntare decisamente sull’innovazione come elemento trainante dello sviluppo economico. Padova in passato ha saputo anticipare i tempi, come dimostra la storia di Mario Volpato, il creatore del Cerved e dell’Interporto. Quali sono oggi le idee per il futuro della città? Claudio Malfitano, caposervizio del Mattino, interrogherà cinque interlocutori che oggettivamente, materialmente, si stanno occupando di Padova nel doppio binario del presente e del futuro: Margherita Cera, assessora al Programma Agenda digitale e progetti comunitari; Roberto Crosta, segretario generale Camera di Commercio di Padova; Diego Galiazzo, dg ApsHolding; Daniela Mapelli, rettrice Università di Padova; Roberto Tosetto, dg dell’Interporto.

2) Una casa italiana sulla Luna e comunicazioni sicure con la Terra - Oggi alle 15, Sala Paladin, Palazzo Moroni.

La Luna sta tornando di moda. Artemis II ha sorvolato il lato nascosto, ma soprattutto si registra un’insistente potenziamento del tema sull’opinione pubblica. Immaginare una “politica” che costrusca una strategia per la Space economy e per la ricerca italiana è un tema attualissimo. Intervengono Franco Fenoglio, direttore dei programmi di esplorazione planetaria umana e robotica Thales Alenia Space Italia, e Nicola Pizzolorusso, vicepresident pianificazione strategica e scenari Telespazio.

3) Costruire ponti tra ricerca e impresa: percorsi per l’innovazione radicale e il technology transfer - Oggi alle 15, Caffè Pedrocchi.

Un panel targato Alto Adige, ma che guarda al mondo. Luca Piana, vicedirettore del gruppo Nem con delega all’Economia, dialogherà con Petra Massoner, responsabile della ricerca di Loacker, e Petra Seppi, head of Innovation Management NOI Techpark.

4) Prepararsi al futuro, oltre la Terra – Domani alle 18, Centro San Gaetano.

Quando si parla di spazio, Amalia Ercoli-Finzi è una “madre della patria”: la prima ingegnera aerospaziale italiana, protagonista nella progettazione e nell’esecuzione di numerose missioni. La prof onoraria Politecnico di Milano dialogherà con Giovanni Caprara.

5) Una nuova economia per Spazio-Terra – Oggi alle 18, Caffè Pedrocchi.

Se c’è una cosa che si osserva a occhio nudo, nel contesto spaziale, è che lo spazio, oggi, è sempre più “privato”, nel senso che è un territorio esplorato economicamente, dalle aziende. Un mese fa, quando dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral è stata lanciata Artemis II, L’Agenzia Spaziale Italiana ha organizzato una “Notte di Luna”, aprendo le porte dell’auditorium Broglio di Roma, e ha invitato sette profili apicali delle operazioni spaziali italiane. Uno di loro era Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo. Questo per attestare la presenza a Galileo di un nome “pesante”. Giovanni Caprara, direttore scientifico del Festival, lo solleciterà in un dialogo serrato.

6) Cellule, dati e algoritmi: un dialogo necessario – Domani alle 11, 30, Scuola della Carità.

Nella ricerca biomedica si intrecciano spesso approcci all’apparenza molto diversi: da una parte il lavoro sperimentale tra cellule, provette e tecniche biologiche; dall’altra, l’analisi dei dati, i modelli computazionali e l’intelligenza artificiale, strumenti sempre più centrali per comprendere sistemi complessi. Ma come dialogano questi due mondi? E perché questo dialogo è cruciale non solo per la ricerca di base, ma anche per le sue ricadute cliniche? Ne discutono Laura Cancedda (Iit) e Gennaro Gambardella (Tigem), due ricercatori che operano proprio al confine tra sperimentazione e computazione. A cura di Fondazione Telethon Ets.

7) La crescita che ridimensiona. Ridare misura a imprese e istituzioni. Domani alle 16, 30, sala della Carità.

Questo incontro esplorerà la necessità di rivedere i modelli di crescita economica e organizzativa, proponendo un ritorno a dimensioni più sostenibili e umane. Un’opportunità per riflettere su come un approccio più equilibrato possa favorire un futuro più equo e giusto. Al microfono Massimo Cerofolini, giornalista Eta Beta su Radio Rai 1, Enzo Di Bernardo, segretario generale, Centro Studi della Barbariga e Ugo Dinello, giornalista d’inchiesta.

8) Uomo, natura e tecnologia – Domani alle 21, Centro San Gaetano.

Filosofo, psicoanalista, editorialista, Umberto Galimberti ha trasformato il disagio contemporaneo in una materia da interrogare senza anestesia: la tecnica, il nichilismo, l’educazione sentimentale delle nuove generazioni. Una mente profonda e coraggiosa, che dispone di un kit intellettuale capace di aiutarci a capire qualcosa di noi e degli altri. Parla di anime smarrite e algoritmi con precisione, visione lucida e serietà; e non a caso è spesso protagonista nei teatri: il suo è anche un approccio culturale. Mentre il mondo accelera, Galimberti continua a ricordare che la vera emergenza non è la velocità delle macchine, ma il silenzio emotivo degli esseri umani. —

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