Caso Fenice, Venezi licenziata replica a Colabianchi: mi dovete una spiegazione
La direttrice d’orchestra prende atto della decisione del sovrintendente: «Mai sono mancata di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori della Fenice, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata , calunniata, offesa e bullizzata»

«Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno».
Lo dice la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi precisando in una nota “di aver appreso ieri (26 aprile, ndr) dall’Ansa che la Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro”.
La nota ufficiale
Solo dopo l’annuncio ufficiale Venezi, precisa la nota, «ha ricevuto una lettera formale di risoluzione della nomina. Si astiene da ogni commento sull'eleganza della forma”.
Le dichiarazioni rese dal maestro Venezi al quotidiano argentino La Nacion il 23 aprile scorso avrebbero dovuto essere lette nel contesto dell'intervista, secodno l’interessata, e non distorte e strumentalizzate. E' stata dichiarata una idea specifica e circostanziata che non poteva essere travisata.

“Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata , calunniata, offesa e bullizzata, sui social, giornali, tv, in Italia e in tutto il mondo, con l'intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera”, dichiara Venezi.
È infatti “sufficiente scorrere la cronaca italiana e non solo, dalla fine del 2025 per constatare la reiterata comunicazione lesiva del 'rispetto' dovuto alla maestra Venezi” viene precisato.
“In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta”, conclude la direttrice.
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