La Base di Aviano torna al centro della scena nei giorni della tensione globale
Tra “Pentagono volante”, F-16 rischierati e manovre Nato, l'area in provincia di Pordenone riflettore della strategia Usa

Un «posto di comando mobile» ad Aviano, uno squadrone di F-16 in Arabia Saudita. Nei giorni di tensione internazionale la base pordenonese che ospita il 31° Fighter wing, e dunque gli F-16 Usa, torna sotto i riflettori.
Nello stesso momento in cui l’Air Force One (sostitutivo, per la nota avaria) ieri atterrava a Zurigo, un Boeing E4-Aacp, affiancato da due F-16, scendeva ad Aviano. Si tratta di un aereo che di norma viaggia in parallelo a quello del presidente Usa, che viene utilizzato in caso di emergenza come una sorta di Pentagono volante.
Decollato da Offutt (Nebraska) alle 23 locali, è atterrato ad Aviano alle 13.14, contestualmente alla presenza di Donald Trump al World economic forum in Svizzera.
Carico di aneddoti e di curiosità, l’E4B “doomsday machine”: è l’aeromobile con il costo orario di volo più alto al mondo – si parla di centomila dollari all’ora – e ad Aviano è vigilato a vista, giorno e notte. Impossibile avvicinarsi.
La serie E-4 (quattro velivoli, appunto) è stata appositamente modificata dal Boeing 747-200B per il programma National Emergency Airborne Command Post. Uno dei suoi scopi è «la continuità del governo» durante una guerra nucleare e per questo è soprannominato “aereo dell’apocalisse”. Funge da posto di comando mobile per il presidente Usa e il segretario di Stato alla Difesa.
Uno dei due stormi di F-16 di stanza ad Aviano da alcuni giorni è stato rischierato in Arabia Saudita ed è in buona compagnia.
In Medio Oriente, infatti, è cominciata e proseguirà sino al 5 febbraio l’esercitazione internazionale “Spears of victory 2026” e vede la partecipazione di unità terrestri, aeree e navali di quindici Paesi. Per l’Italia l’Aeronautica militare ha inviato caccia Eurofighter F-2000 Typhoon del 36° stormo di Gioia del Colle e da sorveglianza radar E-550A del 71° gruppo inquadrato nel 14° stormo di Pratica di Mare.
Sebbene programmate da tempo, le manovre si svolgono a due passi dall’Iran, verso le cui acque è in navigazione anche la portaerei americana Lincoln, con 90 aerei da guerra a bordo.
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