Stretta sulle recensioni false: ecco cosa cambia per locali e clienti
Approvata in via definitiva dal Parlamento la nuova legge per contrastare il fenomeno. Commenti validi se pubblicati entro 30 giorni, c’è il divieto di compravendita

Sulle recensioni online cambia tutto. Forse. Nei giorni scorsi il Senato ha approvato in via definitiva il decreto Pmi, divenuto dunque legge a tutti gli effetti. Tra le novità più interessanti c’è senza dubbio la parte relativa alla nuove norme sulle recensioni online, che tanti dolori (e gioie) hanno causato negli ultimi anni ai titolari di bar, ristoranti e alberghi. Buona parte della cliente la, oggi, usa proprio quelle per decidere se provare, o meno, un locale, con forti ripercussioni sui bilanci delle piccole imprese.
Fin qui non ci sarebbe problema, se non fosse che negli ultimi anni c’è stato un dilagare di recensioni false. Per danneggiare un locale si fa ricorso a commenti inventati, scritti da persone fisiche in malafede o dall’intelligenza artificiale, con il solo scopo di convincere quante più persone a bere un caffè in un altro bar o cenare in un altro ristorante. Secondo un report 2022 di Tripadvisor, le recensioni false e rimosse sulla piattaforma (poi rimosse) sono state 1,3 milioni su un totale di 30,2 milioni.
Una pratica scorretta e dai pesanti risvolti per i piccoli esercenti: secondo alcuni studi, infatti, l’impatto negativo delle recensioni farlocche sul fatturato delle aziende può spingersi fino al 30%. Per questo il Parlamento ha cercato di mettere un freno al fenomeno, e lo ha fatto, appunto, con il via libera definitivo al decreto Pmi.
Recensioni, cosa cambia
La nuova legge ruota attorno a due direzioni principale: veridicità e tempestività della recensioni. Ecco, in concreto, cosa cambia:
- Pubblicazione entro 30 giorni dall’esperienza di consumo.
- Coerente con il servizio offerto dall’esercizio commerciale
- Divieto di pubblicazione in cambio di soldi, sconti o favori da parte dell’esercente o di un suo tramite.
- Cancellazione a distanza di due anni dalla pubblicazione, su richiesta dell’esercente.
Come si controlla se una recensione è reale
Detto che, naturalmente, queste norme valgono anche in caso delle recensione fasulle in positivo («Ti offro il dolce se mi lasci 5 stelle su TripAdvisor), è chiaro che l’aspetto di maggiore criticità di questa legge è la sua applicazione. Come controllare che le recensioni siano reali? Per questo il Legislatore ha esplicitato che la recensione si presume autentica se corredata dall'apposita documentazione fiscale.
In parole povere, se accompagnata da fattura o scontrino che dimostrino che l’autore di quel commento ha effettivamente usufruito di un servizio in un determinato luogo e in una determinata data.
Fermi tutti. Questo non significa che non si potrà più lasciare una recensione senza la “prova” fisica, o che non lo si potrà pubblicare dopo più di un mese. Quello che cambierà è che il locale può segnalare all’Antitrust la possibile falsità di essa, e sarà proprio l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a controllare e decidere sulla cancellazione.
Gli aspetti problematici
In attesa delle linee guida che aiuteranno a fare più luce sulle applicazioni pratiche, gli aspetti più problematici sembrano essenzialmente due, oltre a quello della verifica della “verità” della recensione. Il pericolo che una normativa troppo rigida possa scoraggiare molti clienti dal pubblicare una recensione e, i tempi del processo di validazione.
Possiamo già immaginare che l’Antitrust venga sopraffatta dalle richieste, e che per arrivare a una decisione su ogni singolo commento possano trascorrere settimane, se non mesi.
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