La stretta europea sugli affitti brevi per difendere i centri storici
In arrivo misure e limitazioni per il mercato turistico. Verrà fissato un tetto massimo di notti vendibili: «Basta con l’espulsione dei residenti dai luoghi dove sono nati»

L’Unione Europea si prepara ad intervenire sulle locazioni brevi con una serie di misure per proteggere i centri storici. In Italia, a livello locale ci hanno provato diverse amministrazioni comunali, a partire da Firenze e Bologna, a varare nuove norme per regolamentare e limitare gli affitti turistici.
Alla finestra resta anche il Comune di Venezia, con una bozza di regolamento presentata due anni fa e ancora impantanata in commissione. A livello nazionale, invece, novità sono state introdotte con l’ultima legge Finanziaria. Che se da un lato ha mantenuto la cedolare secca al 21% sul primo immobile, dall’altro ha equiparato al reddito d’impresa chi dà in locazione più di 2 appartamenti. Ora però una nuova stretta arriverà anche da Bruxelles. Non sotto forma di divieti, ma con una serie di articolate misure e di limitazioni, queste sì, per proteggere le aree sottoposte a particolare stress abitativo, come i centri storici delle città più turistiche.
Cosa cambia
Inutile dire che proprio Venezia, insieme ad altre città d’arte come Roma e Firenze, è una delle realtà dove le nuove regole sono destinate a produrre effetti. In laguna, ad oggi, ci sono infatti più di seimila locazioni brevi.
L’obiettivo di Bruxelles è previsto nel Piano casa , la cui presentazione è stata messa in calendario entro la fine del 2026. Il commissario europeo con delega all’energia e alla Casa, però, nei giorni scorsi in audizione al Parlamento Ue, presso la commissione House presieduta dall’italiana Irene Tinagli, ha fornito i primi dettagli sulle novità in arrivo.
L’obiettivo della normativa sarà limitare gli impatti negativi degli affitti brevi. «Non possiamo stare fermi mentre i residenti vengono espulsi dal mercato della casa nei luoghi dove sono nati o dove vorrebbero vivere», ha detto Jørgensen. Per questo motivo arriverà quest’anno una proposta di legge che, come spiegato dal rappresentante dell’esecutivo europeo, non avrà lo scopo di imporre divieti o di bandire le locazioni di durata inferiore ai 30 giorni ma, piuttosto, di prevedere l’introduzione della possibili limiti alle locazioni, con un tetto massimo annuale di notti vendibili o con l’obbligo di combinare questa modalità di affitto con altri canali, considerati più meritevoli di tutela, come quello agli studenti.
Scendendo ancor più nel dettaglio, tra le possibili limitazioni, ad esempio, c’è l’idea di individuare delle aree sottoposte a stress abitativo, dal momento che in alcuni quartieri (secondo i numeri di Bruxelles) queste locazioni possono raggiungere anche il 20% dell’offerta.
Insomma, un pacchetto di regole ad hoc, in grado di adattarsi alle particolarità del territorio, per mettere sotto la lente le zone che subiscono l’impatto negativo degli affitti brevi in modo particolare: ovviamente, in testa ci sono i centri storici delle grandi città.
I Comuni
Le pubbliche amministrazioni (in particolare, i Comuni), sulla base di questa normativa, saranno autorizzate a precedere regolamentazioni specifiche. Tra le altre possibili applicazioni, c’è anche quella di introdurre una limitazione degli affitti brevi all’estate, obbligando chi mette sul mercato quegli immobili a ospitare studenti per il resto dall’anno.
Inoltre, sarà introdotta una differenziazione più chiara tra gli host professionali e chi, invece, offre questi servizi in modo non professionale, per integrare il reddito. Un modo, questo, per evitare le forme di concorrenza sleale con chi offre servizi di alloggio tradizionale, come gli albergatori, rispettando regole più stringenti, ad esempio sulla sicurezza e la protezione dei consumatori.
Il fenomeno in questione è particolarmente sentito anche a Venezia, dove cresce il numero di appartamenti presi in gestione da agenzie immobiliari.
Prevista una rosa di altri interventi allo scopo di promuovere la presenza di immobili a prezzi accessibili nelle zone ad alto stress abitativo. Ad esempio, i Comuni potranno attivare la leva urbanistica per facilitare la residenzialità. In parallelo, dal prossimo 20 maggio entrerà in vigore un nuovo regolamento europeo che punta a garantire maggior trasparenza sugli host che pubblicano annunci nelle piattaforma online. —
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