Ad Abano Terme una casa delle arti
E’ Villa Bassi Rathgeb che riapre come museo civico con affreschi ritrovati, collezioni e mostre attraversano i secoli. Dalla Civiltà di Villa al ‘900, un percorso tra decorazioni, raccolte d’arte e progetti espositivi che dialogano nel tempo

Basta allontanarsi di pochi minuti dal cuore di Abano Terme e lasciarsi alle spalle l’asse degli alberghi e il tessuto più denso della città. Villa Bassi Rathgeb è lì, una Villa Veneta priva di monumentalità scenografiche, ricca di trasformazioni e riscritture profonde.
La storia
Il primo nucleo prende forma tra il 1566 e il 1576, quando Giovanni Antonio Secco, medico di origini cremasche, interviene su una preesistente costruzione rurale trasformandola in una “casa grande da statio”: due piani, torri laterali alle estremità, ambienti di servizio collegati al corpo padronale.
E una loggia che non è solo un elemento architettonico, ma uno spazio pensato per l’accoglienza e la vita sociale: la decorazione amplifica il ritmo delle arcate e allude a un ideale affaccio animato da figure, presenze musicali e allegorie che richiamano un modello di vita fondato sulle arti. Davanti il giardino, alle spalle l’orto e il brolo completano un impianto che tiene insieme rappresentanza e funzione produttiva, secondo un’idea propria della Civiltà di Villa.
Nel Settecento, divenuto proprietà dei Dondi dall’Orologio, l’edificio viene aggiornato con un oratorio e il piano rialzato si arricchisce di stucchi policromi e figure antropomorfe, coprendo gli originali affreschi cinquecenteschi. Solo i restauri degli ultimi decenni hanno riportato alla luce una decorazione di straordinaria ricchezza: nove cicli di affreschi, in gran parte databili all’ultimo scorcio del Cinquecento e riconducibili all’ambito di Paolo Veronese e Giovanni Battista Zelotti, con episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, scene bibliche dalla Genesi e figure allegoriche legate al tempo e alle stagioni.
Dopo vari passaggi di proprietà, dal 1979 la villa è del Comune di Abano Terme; sono serviti però quasi quarant’anni per arrivare a un progetto organico di recupero e di restituzione alla città come museo civico.
Alla riapertura del 2018, l’edificio è stato intitolato a Roberto Bassi Rathgeb, collezionista e storico dell’arte bergamasco che ad Abano trascorse lunghi periodi negli ultimi anni di vita. E che, alla sua morte, nel 1972, volle donare alla città la sua preziosa raccolta: oltre 120 dipinti, circa 70 disegni e un consistente corpus di incisioni, con arredi e oggetti d’arte che hanno definito l’identità della villa rinata Museo Civico.
Tesori d’epoca
Nei saloni affrescati del piano nobile trovano posto mobili d’epoca, armi e armature e reperti archeologici; ai piani superiori si articola invece la quadreria, con il nucleo principale dei dipinti. Tra gli artisti figurano Liberale da Verona, Andrea Previtali, Giovan Battista Moroni, Fra’ Galgario, Giacomo Ceruti e Pietro Longhi, per una collezione di alto profilo e di grande ampiezza cronologica.

Negli ambienti ipogei della villa, le mostre temporanee portano a rotazione le opere su carta e affiancano alla collezione permanente progetti di approfondimento.
L’attuale percorso espositivo, dedicato a Leonor Fini e alla collezione grafica Bassi Rathgeb, accompagna il visitatore lungo l’evoluzione del segno dal Rinascimento al Romanticismo, dai fogli cinquecenteschi di Bernardino Campi alle invenzioni settecentesche di Giandomenico Tiepolo, fino ai disegni ottocenteschi di Francesco Hayez e Cesare Tallone, attingendo in larga parte alla collezione grafica del museo e arricchendosi di un nuovo nucleo recentemente donato.
Al piano nobile, nelle sale, il percorso si concentra invece sul corpus grafico di Leonor Fini, artista italo-argentina tra le più libere e anticonformiste del ‘900, offrendo uno sguardo sul secolo scorso tra suggestioni surrealiste, richiami al Manierismo e una libertà espressiva che dialoga con la stratificazione storica della villa. E riattiva, in forme nuove, quel modello fondato sulle arti che la splendida loggia aveva messo in scena fin dalle origini.
Apertura cinque giorni su sette
Il Museo Civico Villa Bassi Rathgeb si trova in via Appia Monterosso 52 ad Abano Terme. È aperto da mercoledì a domenica (10–13 e 15–18).
Biglietti: intero euro 10, ridotto euro 8, studenti fino a 25 anni euro 5, gratuito fino a 6 anni. Visite guidate sabato, domenica e festivi alle 11 e 16 (per al massimo venticinque persone), con maggiorazione di cinque euro sul prezzo del biglietto. Informazioni sul sito: www.museovillabassiabano.it.
La fenomenale Leonor Fini
La mostra “Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento” è aperta fino al 15 marzo2026. Riunisce 80 opere tra disegni e stampe dal XVI al XX secolo: 55 fogli dalla collezione grafica del museo e un nucleo recentemente donato al Museo Villa Bassi dall’ambasciatore Ugo Gabriele de Mohr, con ventiquattro opere di Leonor Fini (grande artista eclettica e figura intellettuale di straordinaria intensità) e lavori di Cesare e Guido Tallone.
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