Maniago, la capitale dei coltelli: viaggio tra lame d'acciaio, storia e musei

Dal '450 della Serenissima alla tecnologia moderna. Alla scoperta del Museo dell'Arte Fabbrile, delle spade del cinema e delle bellezze della cittadina friulana

Margherita Reguitti
La piazza di Maniago
La piazza di Maniago

«Chi di spada ferisce di lama perisce», un adagio oggi solo metafora che era realtà concreta nel 1453 quando il nobile Nicolò di Maniago ottenne nella cittadina in provincia di Pordenone, dal Magistrato delle acque di Venezia il permesso di canalizzare una roggia del torrente Còlvera, per alimentare i battiferro e i magli dove forgiare le lame ancora oggi famose nel mondo.

L’acqua dunque forza motrice delle fucine dove plasmare con il fuoco oggetti taglienti per la committenza della Serenissima, spade e alabarde, coltelli e pugnali, per guerreggiare e difendersi, coltivare la terra e andare a caccia.

A cinque secoli l’arte fabbrile e della coltelleria si è evoluta sia in industria tecnologicamente avanzata apprezzata nel mondo, di strumenti chirurgici di precisione e forbici per maestri parrucchieri, sia mantenendo le dimensioni di botteghe artigianali, custodi di storia e tradizioni.

Maniago, 25 chilometri dal capoluogo, si raggiunge via A28, uscita Cimpello, quindi imboccando la SR 177 e 464, oppure in treno. Città di origine romana dall’etimo di radice latino-celtica con significato di “terra di Manilius” . Circondata a nord da boschi di latifoglie, come querce, castagni e acacie, a sud delimitata dalla riserva naturale dei Magredi nella pianura friulana, ricca d’acqua fra i corsi dei Cellina e Meduna.

Un contesto di grande varietà per flora e fauna dove arrivare in biciletta lungo la Ciclovia FVG 3 da Gemona, o pedalando agevolmente nel percorso ad anello di Travesio, info in www.turismofvg.it/it/bike. Capitale dei coltelli da scoprire e conoscere percorrendo le strade del centro cittadino, che fa perno sulla grande piazza Italia, già piazza Maggiore, cuore ampio della comunità, su cui si affacciano i principali edifici storici, dal Duomo in stile Tardo gotico friulano dedicato a San Mauro martire a palazzo D’Attimis.

Sulle mura della residenza nobiliare settecentesca è affrescato il leone marciano, attribuito a Pomponio Amalteo e testimonianza del lungo dominio veneziano. Qui è allestita fino al 2027 la mostra “I bagliori dell’acciaio”.

Raccoglie oltre 300 riproduzioni di armi storiche e antiche della collezione del maestro armaiolo Fulvio Del Tin, tra mito, cinema e tradizione. Fra le curiosità le spade dei kolossal di Hollywood “Braveheart”, “Robin Hood”, “Il Signore degli Anelli” e “Diabolik” e tanti altri tesori da scoprire. Aperto sabato e domenica, info museocoltelleriemaniago.it.

Dal 1907 fino al 1972 la fabbrica Co.Ri.Ca.MaColtellerie Riunite di Caslino e Maniago, di via dei Maestri del Lavoro n.1, dava lavoro e centinaia di lavoratrici e lavoratori.

Omaggi al lavoro
Omaggi al lavoro

Luogo simbolo per la città, dopo un periodo di abbandono e degrado, è stata acquistata dal Comune e dal 2009 ospita il Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie, uno dei pochi in Italia e in Europa con le sedi espositive tedesca di Solingen e francese di Thiers. Info: tel. 0427709063, www.museocoltelleriemaniago.it.

Museo privo di barriere architettoniche, con possibilità di visite anche per persone con disabilità visiva, con tante proposte didattiche e di avventure eccitanti e originali, come le passeggiate con mistero alla scoperta di segreti della città o gli incontri nel segno del giallo della rassegna “Lama e trama”.

Cinque le sezioni di visita su due piani dell’edificio tra storia dei metalli, memoria, fonti di energia e tecniche di lavorazione, con ricostruzioni di ambienti e macchinari e evoluzione tecnologica e design.

Ma la proposta espositiva non si ferma qui: che dire del Museo della vita contadina “Diogene Penzi”, dedicato alle lavorazioni artigianali del legno e ferro di fabbri e falegnami? Per gli amanti dei motori l’ebrezza di visitare la collezione di auto Abarth, frutto della passione di Bruno Dorigo per la scuderia, esposta nell’omonima fattoria, via Pocioi 19. Fra le vetture anche una “Abarth 695” del 1950, telaio Fiat 500 e molte fotografie e documenti.

Da non mancare il Centro visite di via Castello, 32 (0427 709063), con ingresso e guide gratuite, spazio multifunzionale e didattico per indagare la storia dei resti del maniero bassomedievale sul Colle di San Giacomo risale al XI secolo, pochi agevoli passi dal centro. Maniago graziosa cittadina con tanto altro da scoprire, seguendo svariati fili di lame che sono racconti e memoria.

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