Monumento della pace di Cerje: venticinque metri di storia slovena
La torre in pietra bianca alta sette piani svetta sulla valle del Vipacco. All’interno il racconto delle tappe delle terre d’oltreconfine, dalla Grande guerra alla nascita della Repubblica

Imponente, affascina e intimorisce. La sua mole svetta dagli oltre 300 metri sul livello del mare dallo skyline del Carso affacciato sulla valle del fiume Vipacco. Domina Gorizia e, in linea d’aria, scavalca l’Isonzo e crea una traiettoria diretta con il sacrario di Oslavia.
È il Monumento della pace di Cerje, una torre di sette piani di pietra bianca, alta 25 metri che celebra e racconta la storia della Repubblica di Slovenia.
Una manciata di chilometri dal capoluogo isontino oltre il paese di Merna-Miren da dove sale una strada dai molti tornanti ma sufficientemente agevole in auto, un cimento per ciclisti.
La salita alterna parti di bosco fresco in estate a panorami di tavolozze di colori diversi, dai verdi primaverili ai rossi e gialli autunnali.
Ma all’improvviso appare una landa spettrale di pietra e fusti d’albero rinsecchiti e ossuti: sono le conseguenze di un terribile incendio che ha distrutto la vegetazione che avrà bisogno di tempo per tornare a vivere.
Procedendo la torre appare, occhieggia e invita a proseguire, attorno il silenzio, il traffico salvo nel fine settimana è di poco conto. Anzi, arrivati sul piazzale antistante e superati i parcheggi, il vento crea una melodia fra le fronde di un albero ai cui piedi vi è una panchina.
Un invito a riprendere fiato prima di oltrepassare il possente portone in pietra e dai pomoli a forma di cavalli rampanti che dà l’accesso alla torre.
La spianata grigia davanti al manufatto è incisa con centinaia di nomi: sono i benefattori che, assieme allo Stato sloveno, hanno contribuito alla realizzazione dell’opera aperta al pubblico nel 2018 e costata oltre due milioni di euro.
Il monumento, dal lungo percorso progettuale, è stato promosso dall'associazione patriottica slovena Tigr e dalle istituzioni locali nei primi anni ’90 del secolo scorso quando dal dissolvimento della Jugoslavia nacque la Repubblica di Slovenia.
Si presenta come una moderna fortezza in pietra. La scelta architettonica richiama le antiche torri difensive del Carso, ma il suo significato è profondamente diverso: non celebra la vittoria militare, bensì il superamento delle divisioni, sentinella su un ex confine dal passato greve di sangue e morte durante due conflitti mondiali.
Intimorisce il rigore della forma architettonica e affascina lo spazio verticale che, superato il piano di accesso con la biglietteria, immette in una prima sala dal soffitto stellato dal sapore mediorientale.
Cinque dei sette piani dell’edifico ospitano il racconto della storia della Repubblica attraverso immagini, oggetti, reperti, opere d’arte, materiali multimediali e testi didattici in sloveno e inglese.
Si inizia dalle origini con i celebri manoscritti di Frisinga, considerati i più antichi testi in lingua slovena, per proseguire attraverso le diverse epoche della prima e seconda guerra mondiale. L'area fu infatti uno dei teatri più drammatici del fronte dell'Isonzo tra il 1915 e il 1917.
Queste colline carsiche furono teatro di combattimenti sanguinosi tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico. Il territorio conserva trincee, caverne, camminamenti e fortificazioni che testimoniano la durezza della guerra di posizione.
Seguono le pagine del secondo conflitto mondiale e infine spazio al conflitto degli anni ’90 nei Balcani con immagini e testi descrittivi dei fatti e luoghi dove si svolsero i combattimenti per l’indipendenza, in particolare sul piazzale del valico confinario della Casa Rossa, e nell’interno del Paese.
La posizione panoramica offre una vista senza barriere verso i 4 punti cardinali dal mare Adriatico e Golfo di Trieste alle Alpi Giulie, dalla Valle del Vipacco alla pianura friulana.
Attorno l’essenzialità della pietra grigia del Carso e i toni della sua vegetazione, accarezzata o spazzata dalla bora. Un luogo per riflettere e godere di una bellezza indifferente alla storia, affacciandosi sulle terrazze all’ultimo piano della torre o dalla terrazza della locanda che offre prodotti locali.
La struttura è inoltre uno dei principali centri visite del progetto internazionale il Sentiero della Pace - www.thewalkofpeace.com - che collega le Alpi all'Adriatico seguendo i luoghi della Grande Guerra con numerosi itinerari escursionistici storico-naturalistici. L’indirizzo è Lokvica 35, Miren tel +386 (0)31 310 800. Orari da verificare sul sito www.mirenkras.si. Un segno che è un crocevia di pace.
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