Tesori a Nord Est: tornano ad aprirsi cento Ville Venete
Le “Giornate delle Ville Venete” sono in programma il 17 e 18 ottobre in un centinaio di dimore storiche di Veneto e Friuli Venezia Giulia con laboratori, degustazioni e rievocazioni

“Che bello era questo paesaggio che collegava la campagna a Venezia, senza tutte queste città di pianura” è la battuta centrale del film “Le città di pianura”, caso cinematografico dell’anno, che viene pronunciata da uno dei protagonisti di fronte a un affresco di villa Roberti a Brugine, nel Padovano. E proprio il paesaggio è uno dei temi cardine della quinta edizione delle “Giornate delle Ville Venete” in programma il 17 e 18 ottobre in un centinaio di dimore storiche di Veneto e Friuli Venezia Giulia, presentata a Venezia.
Per i residenti e i turisti italiani che desiderino vivere un’esperienza unica in un contesto esclusivo, le Ville saranno aperte al pubblico con attività sul benessere, laboratori creativi, degustazioni, rievocazioni storiche, passeggiate, storytelling dei proprietari e molto altro, il tutto prenotabile al sito www. giornatedellevillevenete. it (con un programma in evoluzione continua).
Successo di pubblico
Nelle quattro edizioni precedenti le “Giornate delle Ville Venete” hanno coinvolto oltre 75mila visitatori affermandosi come una delle manifestazioni più attese dell’autunno, che quest’anno vuole porre l’accento sulla “Salienza della Villa Veneta come cura per il nostro tempo”, dal titolo del convegno che ha preceduto la presentazione.
“Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possono essere il mezzo giusto per comunicare le nostre iniziative – spiega Isabella Collalto, presidente dell’associazione Ville Venete – ma non devono, perché in realtà non possono, sostituire l’esperienza diretta, dato che pur descrivendo un monumento nei minimi particolari è l’emozione che arricchisce il visitatore, quello che prova mentre conosce non solo la Villa ma la vive in una stratificazione di opportunità che vanno dal toccare un grappolo d’uva al fare colazione sotto un affresco del Tiepolo”.

Non solo villa Roberti per conoscere il set delle Città di pianura, ma anche l’altrettanto cinematografica villa Fracanzan Piovene (dove Dino Risi girò “La moglie del prete” e Gabriele Salvatores “Il ritorno di Casanova”), e poi Villa Fogazzaro Colbachini che propone anche una visita al castello e al monastero nel suo paesaggio limitrofo, mentre in provincia di Udine si potranno scoprire i restauri di Villa Manin a Passariano e lo splendido giardino di Palazzo De Gleria a Comeglians, o ascoltare la musica dai grammofoni originali conservati nella villa De Brandis a San Giovanni al Natisone.
E si tratta solo di alcune delle possibilità offerte al visitatore, grazie all’apertura straordinaria di queste dimore private che solitamente vengono usate per eventi o appuntamenti su invito.
“Il proprietario è così chiamato in causa nella valorizzazione della Villa – continua Amerigo Restucci, presidente dell’Istituto Regionale Ville Venete – come patrimonio identitario di un territorio, che nella sua storia si è trasformato da demaniale a privato per la cessione da parte della Serenissima di appezzamenti da destinare a nuove coltivazioni dopo che il commercio in Oriente entrò in crisi con la scoperta dell’America. I signori che accolsero questa offerta concepirono la costruzione della Villa integrata ad un sistema agricolo, di cui vogliamo tutelare ciò che oggi è rimasto”. Nicolò Zeno, proprietario del veneziano palazzo Zeno, ha posto l’accento sull’impegno sempre più oneroso per il restauro e il mantenimento di edifici storici da lasciare accessibili al pubblico e non cadere nella tentazione di trasformarli in strutture ricettive.
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