Andar per valli in Trentino
Ferrate, percorsi in mountain bike e camminate fino al rifugio. Le tante opportunità di primavera in Trentino, da Fassa a Vigola. A Fai della Paganella e Andalo le seggiovie hanno già ripreso servizio. Sulla pista del Premiero si pedala lungo il torrente

La primavera, in montagna, significa sentieri che tornano praticabili a valle e a mezza quota; acqua che riempie ruscelli e cascate, prati che accolgono le prime fioriture. E le temperature permettono di camminare a lungo, pedalare nei fondovalle, fermarsi senza fretta o salire un po’ in quota.

In Trentino questo si traduce in una geografia sorprendentemente articolata di possibilità, che in primavera si riattiva per fasce: prima i fondovalle, poi le quote intermedie, infine le grandi terrazze dolomitiche, tra piste ciclabili continue e ben attrezzate, un’infinità di sentieri adatti ad ogni passo, conche e ferrate già accessibili, impianti di risalita che ripartono e rifugi che riaprono.

Sul Garda e nella Valle del Sarca, la stagione delle ferrate è già cominciata: qui i percorsi si infilano tra pareti calde e luminose e forre scavate dall’acqua, come nella Rio Sallagoni fino a Castel Drena o nel Burrone Giovanelli sopra Mezzocorona.
Poco più in là, verso Riva del Garda, la Ferrata dell’Amicizia sale fino alla Cima SAT, mentre sul versante opposto del lago, tra Ledro e il Monte Baldo, altre ferrate - dalla Susatti alla Gerardo Sega - alternano trincee della Grande Guerra e cenge esposte, già praticabili in questo periodo.

Risalendo verso nord, sull’altopiano della Paganella, gli impianti hanno già iniziato a riaprire a Molveno, anticipando una stagione che qui si muove con qualche settimana di vantaggio: tornano accessibili i prati sopra il lago e i sentieri che portano sull’altopiano di Pradel, dove il Rifugio La Montanara, a 1. 506 metri, resta uno dei punti di sosta più immediati e panoramici sulle Dolomiti di Brenta. A Fai della Paganella e Andalo le seggiovie hanno già ripreso servizio (apertura continuativa dal 23 maggio), insieme ai primi tracciati per la mountain bike e ai ritorni in quota della bella stagione.
Nelle valli di Fiemme e Fassa, la primavera si distende nei fondovalle lungo percorsi continui e ben tracciati: la ciclabile della Val di Fiemme segue il corso dell’Avisio tra Predazzo e Molina, mentre la dorsale che unisce Fiemme e Fassa si sviluppa per circa 45 chilometri fino a Canazei, con dislivello contenuto e una continuità rara in ambito alpino.
Più in alto, la riapertura della funivia del Sass Pordoi il 14 maggio segnerà il primo accesso alle quote dolomitiche, mentre i rifugi apriranno in giugno.
Ai piedi del Passo San Pellegrino, la conca di Fuciade è già percorribile: una strada forestale conduce in circa quaranta minuti al Rifugio Fuciade, a 1. 982 metri, attraversando prati tra i primi a rinverdire.
Più in alto, nel gruppo del Catinaccio, il Rifugio Roda di Vael riaprirà il 27 maggio, mentre lo spettacolare Vajolet aprirà tra la fine del mese e l’inizio di giugno. La ciclopedonale del Primiero permette di percorrere il fondovalle tra prati verdi lambiti dalle acque del Cismon, con sentieri che passano su ponticelli di legno e entrano ed escono dai pascoli.
Poco più in là, la Val Venegia si apre ai piedi delle Pale di San Martino e la ciclopedonale del Primiero collega Imèr, Mezzano e Fiera: si pedala accanto al torrente, si attraversano paesi e campi, con le Pale sempre davanti, a chiudere la valle, ancora imbiancate in quota.
Nel Lagorai, in Valle dei Mocheni, l’ambiente resta più appartato: il Rifugio Sette Selle, a 1. 972 metri, apre continuativamente da maggio, mentre sull’altopiano della Vigolana il Rifugio Casarota mantiene l’apertura nei fine settimana primaverili, raggiungibile a piedi in circa un’ora e mezza dal versante di Sindech, con un’esposizione favorevole già in queste settimane. Più a ovest e nelle valli interne – dalla Val di Sole a Madonna di Campiglio – gli impianti riapriranno solo da metà giugno, e i rifugi seguono lo stesso calendario. È uno scarto che si percepisce subito, spostandosi tra valli e quote, dove la bella stagione arriva in tempi diversi e ogni valle offre un modo diverso di entrarci.
L’avvio della stagione e i contatti utili
In Trentino la stagione dei rifugi inizia ufficialmente il 20 giugno, ma già in primavera molte strutture riaprono in modo parziale, spesso solo nei fine settimana o in base al meteo e alle condizioni del terreno.
Prima di partire agli escursionisti è consigliabile contattare direttamente il rifugio: neve residua, accessi e orari possono cambiare anche nell'arco di pochi giorni. Info: www.visittrentino.info
Dal lago alle rocce di San Silvestro
Nella zona di Primiero si può già percorrere la nuova Ferrata di San Silvestro, raggiungibile in breve dalla statale 50, poco prima di Imèr, all’altezza del lago di Schenér. Si sviluppa in due sezioni su roccia ben esposta, con passaggi per lo più facili e alcuni moderatamente difficili. In meno di un’ora risale il versante fino alla chiesetta di San Silvestro, da cui lo sguardo si apre sull’intera valle.
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