Cludinico, dove nasceva il carbone

Viaggio nella miniera di Cludinico, a Ovaro (Udine) che da giugno riaprirà le visite: un km e mezzo di gallerie. Qui lavoravano 1.500 uomini e donne. Oggi in paese sono rimasti in trentadue. Un museo conserva la memoria della terra

Margherita ReguittiMargherita Reguitti
La miniera di carbone di Cludinico
La miniera di carbone di Cludinico

“Proibito l’ingresso a chi non appartiene al lavoro”, campeggiava sull’ingresso Vareton della miniera di carbone di Cludinico in comune di Ovaro (Ud).

Storia antica quella del giacimento che si ramificava nelle viscere della terra per 150 chilometri e che, aperto a fine ‘700, diede per due secoli il necessario alle fucine dei fabbri, l’energia per l’industria della regione e non solo.

La riapertura

Da giugno riaprirà la visita ai 1.500 metri di gallerie e al museo, dopo una serie di lavori di messa in sicurezza della strada d’accesso e altre opere, ma anche interventi immateriali di ricerche antropologiche e testimonianze orali e esperienze artistiche. Tutto finanziato dai fondi Pnrr e grazie all’impegno di vari enti coordinati dal Comune.

Sono 32 gli abitanti della frazione a circa 3 chilometri da Ovaro, dove lavoravano fino a 1.500 uomini e donne.

Gli uni a scavare nei cunicoli bui dove la polvere volatile era sospesa nell’aria, veniva respirata e copriva i corpi, mentre le seconde trasportavano il minerale nelle gerle.

I siti

I siti erano Creta d’Oro’, Vareton e Rio Malon, sfruttati in epoche diverse, pure in tempi diversi riscoperti dopo che, come prevede la legge, quando un sito era abbandonato, l’ingresso veniva chiuso e occultato per ragioni di sicurezza.

Creta d’Oro, a valle del paese, è raggiungibile tramite il sentiero un tempo percorso dai minatori, mentre Varon è stato recentemente riscoperto (consigliata la lettura di “Il carbone di Creta d’oro”, edito da Forum editrice universitaria udinese).

I sentieri oggi sono diventati piacevoli passeggiate fra i boschi. Così come è cambiato il progetto di recupero e valorizzazione legato a una visione di turismo lento e attento, scoperta e scambio di cultura, memoria ed emozioni condivise nella proposta esperienziale con gli abitanti che vivono nella borgata.

Il paese

Cludinico è adagiato sul fianco della montagna a circa 700 metri di altitudine in un’area boscosa quasi nascosta. La proposta per il turista sono anche camminate di comunità e patrimoniali accolti fra le case dalle porte aperte dai residenti, ricercatori, artisti, ascoltando testimonianze orali divenute mappatura e geografia culturale, trama di racconti e memorie, oggi tessute con linguaggi contemporanei e strutturati scientificamente.

Raggiungibile da Udine, 70 chilometri di percorrenza, via SP49 e SS52 o A23 uscita Carnia-Tolmezzo. In treno la stazione è Carnia, quindi sono 20 chilometri in autobus (https://tplfvg.it).

Entrare nel buio

L’esperienza di entrare nel buio del sito minerario è unica, la mancanza di luce, il gioco delle ombre, l’odore, la consistenza delle pareti e il risuonare dei passi creano emozioni uniche alle quali aggiungere un tempo la fatica e pericolosità del lavoro articolato su tre turni, mai fermo. Rumôr, sanc e sudôr - rumore, sangue e sudore- risuonavan, volti e corpi che “coltivavano” la miniera di ‘antracite carnica’ di buona qualità usata nelle fornaci, nell’industria metallurgica per gli altiforni nelle pance di locomotive e macchine a vapore.

Alla rigenerazione culturale del luogo hanno partecipato artisti accolti in residenza nella ex canonica ristrutturata ad hoc, ma anche sede laboratoriale, espositiva didattico-museale. Recentemente vi è stata allestita la mostra dell’artista Emanuele Bertossi cha ha disegnato volti e gesti utilizzando il carbone, preceduto dalla fotografa Annalisa Doriguzzi Breatta e dallo spettacolo da titolo “Anche il buio è un colore” di Carlo Tolazzi.

Nel periodo estivo si svolgeranno feste, mostre e spettacoli e anche passeggiate. Le case che contengono oggetti di memoria, come i binari su cui correvano i vagoni diventati recinti di giardini, la sveglia dei cosacchi che durante la seconda guerra mondiale occuparono la Carnia. Questo è Cludinico; Ovaro e le altre frazioni sono un’altra storia. 

Informazioni e prenotazioni

Info e prenotazioni www.minieradicludinico.it, IAT Ovaro tel. 0433 678028, info.ovaro@gmail.com, www.turismofvg.it/arte-e-cultura/scienza-e-tecnica-carnia/miniera-di-cludinico. La visita alla miniera, della durata di 3 ore, è solo guidata con prenotazione, un percorso adatto a tutti. Il biglietto d’ingresso vale anche per accedere al museo. Da Ovaro a Cludinico sono 3 chilometri sulla SR355 della val Degano, a sud di Ovaro girare a dx per chi arriva da Tolmezzo.

La ciclabile lungo il torrente Degano

Calendario degli eventi estivi: www.storietraccemateria.it, mail: info@storietraccemateria.it. Alloggio albergodiffusozoncolan.it, info@albergodiffusozoncolan.it. Pista ciclabile da Tolmezzo a Ovaro, parte della ciclovia carnica FVG8A, di 20 km, sola andata, risalendo la valle del torrente Degano e ripercorrendo parte del sedime della vecchia ferrovia Villa Santina-Comeglians. Un percorso panoramico e boschivo, non arduo, con dislivello di circa 300 metri.

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