Piano d’Arta: l’oasi di pace e relax amata anche da Carducci

Ad Arta Terme oggi, come ai tempi del poeta, ci si rigenera tra boschi, sentieri e trattamenti che sfruttano le proprietà curative dell’antica fonte Pudìa. Qui si dimenticano i ritmi frenetici della città. E i bimbi giocano ancora in strada

Margherita Reguitti
Arta terme, dista circa 60 chilometri dal capoluogo Udine
Arta terme, dista circa 60 chilometri dal capoluogo Udine

Il Carducci, si proprio il Giosuè, può essere considerato il primo destination content creator della Carnia e in particolare di Arta. Proprio in questi giorni di agosto nel 1885, il poeta soggiornava nella frazione di Piano d’Arta per un periodo di riposo e per rimettersi in forma, grazie ai benefici dell’acqua Pudia, che tutt’oggi sgorga ad Arta Terme per il benessere di villeggianti e residenti.

Certo allora non c’erano i social e la poesia era un potente strumento di promozione: si intitola “Il comune rustico” la lirica datata 10-12 agosto (https://www.poesiedautore.it/giosue-carducci/il-comune-rustico).

Nel componimento il primo letterato italiano a ricevere nel 1906 il premio Nobel per la letteratura descrive foreste, prati, noci, abeti e pini. Dietro alla parrocchiale dedicata ai martiri Ermacora e Fortunato, edificata a metà ’800, svetta la maestosa chioma di un albero monumentale inserito nell’albo regionale, un ippocastano ultra centenario di 24 metri di altezza per una circonferenza di 3 metri.

Piacevole è sedersi e godere dell’ombra e di una bibita fresca cullati dalla quiete paesana che anche il poeta, ultimo dei romantici, forse sperimentò nel suo soggiorno carnico.

Arta terme, dista circa 60 chilometri dal capoluogo Udine, via A3 uscita Carnia, nome anche della località dove arriva la ferrovia, o via SS: 13. Darte, il nome in friulano, è un territorio esteso per oltre 90 km quadrati suddivisi in 8 frazioni, alcune della quali erano in passato realtà autonome con un proprio meriga, una sorta di sindaco. Contrade dalle tipiche case carniche, con chiesette antiche.

Cure termali tra le offerte di Arta
Cure termali tra le offerte di Arta

Oggi non tutte sono abitate, lo è Cabia, 750 metri sul livello del mare. Una strada impegnativa per curve e tornanti che regala una vista di grande bellezza sulla Valle d’Incarojo e del Bût, con vedute verso i monti Sernio, Amariana e la conca di Tolmezzo.

Il cartello di località ha una scritta poetica e identitaria “In questo paese i bambini giocano ancora per strada”: un invito al passo lento e una filosofia condivisa dagli abitanti che incontrati per strada non mancano di salutare il forestiero.

Se poi avete la fortuna di incontrare Gabriele Blarasin, già presidente della Pro loco, vivrete il borgo come se foste a casa vostra. Quando si dice un altro mondo possibile di silenzio, colori e profumi che si pensavano spariti. Valgono una gita anche borgo Chiusini, Rivalpo e Valle.

Tornando ad Arte Terme la sua storia fa perno sulla fonte Pudia, termine che deriva dal latino aqua putens, per il caratteristico odore di zolfo, sorgente di acqua minerale solfato-calcico-magnesiaca-sulfurea conosciuta fin dall’epoca romana, in particolare dalle matrone della ricca e cosmopolita Aquileia che ne apprezzavano i prodigiosi effetti sulla pelle. Anche i celti ne erano fan.

L’Ottocento, il secolo di sviluppo del turismo termale in Italia e Europa, fu l’epoca d’oro, grazie anche alla scienza in grado di analizzarne le componenti e quindi definirne le proprietà. Nel 1870 venne aperto il primo stabilimento e iniziò lo sviluppo di Arta come località di cura e soggiorno con anche capacità di promozione tale da attirare la presenza della nobiltà e buona borghesia di censo e cultura come nel caso dello stesso Giosuè Carducci, del principe Umberto di Savoia e del generale Luigi Cadorna, ma non solo.

L’acqua che sgorga oggi nel moderno centro è la stessa. Esce a circa 9°, quindi è termale dal punto di vista della composizione minerale ma non calda alla sorgente. Lo stabilimento subì molti ampliamenti e adeguamenti nel secolo delle due Guerre mondiali. L’attuale è degli anni’60 del secolo scorso e fu realizzata dall’architetto udinese Gino Valle con la collaborazione di Lorenzo Giacomuzzi Moore.

Molti i cammini di livelli diversi che offre il territorio, per una passeggiata senza troppo impegno la scelta ideale è il sentiero del Lander, da Piano d’Arta, fino alla Madonnina del Lander, intorno ai 1. 300 m. 

Curiosità sportiva: la località fu il luogo prediletto di ritiro per l’Udinese, soprattutto per i mondiali del 2010, quando numerosi suoi calciatori furono nelle nazionali dei rispettivi paesi. Tante le proprietà dell’acqua: antinfiammatorie, mucolitiche, antisettiche e rigeneranti, benefiche per l’apparato respiratorio, stimola le difese immunitarie, favorisce il ricambio cutaneo e rimozione del sebo. Agisce contro artrosi e reumatismi e favorisce la digestione. Insomma un vero toccasana ad ampio spettro. Tutta salute!

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