Alla scoperta dell’orrido di Pradis, tra grotte carsiche e viaggi sensoriali

Il complesso carsico delle grotte e caverne abitate da uomini preistorici e animali, in località Pradis di Sotto, rappresenta un tempio per archeologi e appassionati dell’evoluzione preistorica e dell’antropologia

Margherita Reguitti
Le grotte di Pradis
Le grotte di Pradis

Un viaggio tattile e sensoriale con audio nell’orrido di Pradis in comune di Clauzetto (Pn) è possibile anche per persone non vedenti e ipovedenti. É un progetto che permette a tutti di scendere nella forra a cielo aperto intitolata a don Giacomo Bianchini, qui parroco nel 1921.

Il complesso carsico delle grotte e caverne abitate da uomini preistorici e animali, in località Pradis di Sotto, rappresenta un tempio per archeologi e appassionati dell’evoluzione preistorica e dell’antropologia. Un unicum per il ritrovamento nel passato di manufatti ricavati da ossa animali e materiali geologici.

Un parco nelle Prealpi carniche in un contesto non solo di percorsi nelle viscere della montagna ma anche all’aria aperta in boschi, malghe, borgate, seguendo percorsi pedonali ad anello e lungo torrenti.

Un tempo il territorio era parte della Pieve di San Martino d'Asio, per questo gli abitanti sono denominati asìni. Dista in auto circa 40 chilometri da Udine, e una cinquantina da Pordenone, raggiungibile anche servendosi di treno e bus. La luce del sole scema ad ognuno dei 207 scalini che scendono verso il fondo dell’orrido profondo 50 metri di cui 35 percorribili.

L’emozione è sentire il rumore dell’acqua che nei millenni ha scavato la pietra carsica. Sulla pelle la temperatura raffrescata e costante anche durante le torride giornate appena trascorse. I rumori rimbalzano e sono assorbiti dalle pareti calcaree nel ventre della terra, l’emozione è mistero e coscienza di essere in un tempo senza tempo.

Il percorso tattile è scandito da 30 stazioni provviste di qr-code leggibili con il cellulare scaricando l’app blindtag. É possibile inoltre scorrere i polpastrelli su riproduzioni 3d di un punteruolo ricavato da cacciatori-raccoglitori epigravettiani da un osso di alce durante l’era tardoglaciale di 14mila anni fa.

Oppure seguire le linee fossili di rudista, mollusco bivalve marino del periodo mesozoico tra 145 e 66 milioni di anni fa. Gli originali, assieme a un dentino di cacciatore di circa 11 anni di età, sono conservati nel Museo allestito all’uscita delle grotte, assieme a impressionanti ricostruzioni di orsi e altri animali preistorici. La presidente dell’Associazione Pradis che lo gestisce, Dora Paronuzzi, vi accoglierà con entusiasmo e competenza.

Nel percorso all’aperto le Grotte Verdi comprendono le cavità denominate Andris di Gercie, Andri scur e Andri blanc e quella della Madonna. Quest’ultima così vasta da ospitare fino a mille persone, ha rivelato tracce d’essere stata nella preistoria adibita a luogo di riparo e abitazione. Ma ha anche una valenza spirituale-religiosa in quanto vi vengono celebrati momenti di culto, in particolare la notte di Natale la Messa della Natività. Da qui parte la scalinata di discesa al fondo dell’orrido.

Nel sito si trovano anche altre importanti cavità come la grotta del Rio Secco dove viene regolarmente svolta una proficua attività di ricerca da parte degli archeologi dell’Università di Ferrara.

Vale citare anche la grotta di Clusantin, visitabile in particolari giornate. Fu sito di caccia alla marmotta, dove le carcasse dei roditori venivano lavorate per ottenere pellicce e carne. Nei pressi delle cavità si svolgerà durante i primi due fine settimana di ottobre una serie di manifestazioni che comprenderanno anche le Giornate della preistoria, con laboratori, rievocazioni e momenti esperienziali come la cottura della carne con il fuoco, conferenze sull’arte rupestre e sulle ricerche inerenti al DNH dell’uomo di Neanderthal, a breve le informazioni sul sito https://www.grottedipradis.it/eventi/.

Oltre alle frazioni di Pradis di Sotto e di Sopra sono tante le borgate che compongono il comune di Clauzetto retto dal sindaco Giuliano Cescutti che, quando gli impegni istituzionali glielo permettono, non disdegna accompagnare i visitatori. Un comune, definito anche Bacone sul Friuli, che orgogliosamente vede crescere i suoi abitanti, a oggi 388.

Qui è possibile trovare ospitalità nel sistema di albergo diffuso nel capoluogo e sul territorio, in case rustiche friulane come in borgata Zuanes (www.balconesulfriuli.it) o in malga Polpazza sul monte Pala dove si allevano mucche, capre e pecore e vengono prodotti formaggi che sono il cuore tenero di gustosi gnocchi di polenta. Ippolito Nievo nel celeberrimo romanzo “Le confessioni di un italiano” volle ricordare il valore del clero di queste terre.

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