II Museo della Guerra per la Pace “de Henriquez” a Trieste
Racconta l’ossessione di un collezionista e l’impronta della storia e raccoglie reperti bellici, armi, documenti, fotografie, suppellettili, icone di propaganda, diari, gradi, effigi e persino carri armati

La bellezza che abbraccia diverse culture e il mistero della sua storia sono due tratti che rendono Trieste una città fascinosa e sorprendente dove sono nati e hanno vissuto uomini e donne di grandi passioni e talenti. Qui esiste il Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, unico nel suo genere, frutto della passione e ossessione di un uomo colto e blasonato che alle sue collezioni dedicò tutto se stesso sacrificandovi denaro, affetti e alla fine la propria vita.
Il collezionista
Diego de Henriquez nacque a Trieste nel 1909 da una famiglia benestante di ascendenza nobiliare spagnola e di ufficiali della Marina imperiale asburgica. Vi morì, in circostanze misteriose mai chiarite, nel 1974, nel sonno durante un incendio, forse doloso, del deposito dove aveva raccolto materiali di ogni genere mentre dormiva, come sua abitudine, in una bara. Lungo tutta la sua esistenza aveva collezionato reperti bellici, dai carri armati a suppellettili anche piccolissimi di propaganda e di vita quotidiana nella prima e seconda guerra mondiale, nonché documenti, fotografie, e ogni immaginabile oggetto, ma anche trascrivendo in diari scritte incontrate in edifici e strade che avessero attinenza con la guerra.
Una vastissima raccolta che, acquisita a fine anni’90 del secolo scorso, dopo molte difficoltà e traversie giudiziarie, il Comune ha inserito nei Musei di Storia ed Arte.
Il museo
Nel 2014 vennero aperti al pubblico nella ex Caserma “Duca delle Puglie” di via Cumano 22 gli attuali due hangar dove al piano terra e piano, nonché negli spazi all’aperto, sono esposti reperti soprattutto della Grande Guerra.
Vi è attesa per l’apertura di altri due padiglioni che saranno dedicati in modo particolare al secondo conflitto mondiale. Oggi si può vedere una minima ma interessante e unica parte della collezione accumula dal de Henriquez, in alcuni casi con modalità avventurose, rocambolesche degne di una spy-story e romanzo noir, consta di circa 15. 000 inventariati di diversi eserciti che passatono per la città.

Sono 2.800 armi, 24. 000 fotografie, 38. 000 pagine di 287 diari, libri, manifesti, carte geografiche, divise, fondi musicali e cinematografici, oggetti di propaganda e trench art.
Accanto a un camion e al carro funebre del corteo con le bare dell’erede al trono dell’impero austro-ungarico Francesco Ferdinando e la moglie Sofia assassinati a Sarajevo nel 1914 la prima mitragliatrice portatile Villar Perosa della Fiat. Pezzo rarissimo, ne ve sono pochi esemplari al mondo, utilizzata dagli arditi negli assalti sul Carso.
Nelle bacheche pezzi di trench art, vasi decorati ricavati da bossoli di proiettili, piccole sculture, soldatini di carta, un ventaglio femminile decorato con le effigi di generali e ammiragli. Non mancano le armi bianche e mazze utilizzare nello scontro fisico in prima linea.

L’allestimento
L’allestimento al primo piano anticipa i temi del futuro allestimento: l’avvento del fascismo, la Seconda guerra mondiale e l’intricata storia del capoluogo giuliano negli anni del dopo conflitto, fino al ricongiungimento all’Italia nel 1954.

Personaggio dai tanti lati oscuri, non tutti indagati, ritratto con un ricco corredo fotografico da Antonella Cosenzi nel sito Lions San Giusto mentre lo scrittore Veit Heinichen gli ha dedicato un documentario e un romanzo dal titolo “Le lunghe ombre della morte” . In “Non luogo a procedere” di Claudio Magris il protagonista è ispirato al collezionista. Filo conduttore del romanzo le scritte murali della Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio in Italia, da lui trascritte prima che una mano di calce le facesse sparire dalla storia. “Dammi la tua spada, amico, la custodirò per te. Non combattere: soltanto con amore conquisterai la pace”; questo l’epitaffio sulla sua tomba, sintesi di una vita costata una vita.
Aperto da mercoledì a domenica
Museo di Guerra per la Pace Diego De Henriquez si trova in via Cumano 22/24, aperto da mercoledì a domenica dalle 10 alle 18, museodehenriquez@comune.trieste.it e www.museodiegodehenriquez.it, tel. 040 6754699. Biglietto 5 euro, ingresso gratuito la prima domenica del mese. Visite guidate didattiche info su https://triestecultura.it/didattica/ per gruppi contattare la società Coopculture, info: museicivici.trieste@coopculture.it.
Voci della Guerra Fredda
È visitabile fino a domenica 31 maggio “Voci della Guerra Fredda” , esposizione che esplora il legame tra reparti militari e tessuto sociale. Al centro le vite, i ricordi e la quotidianità di chi ha vissuto nelle caserme e delle fortificazioni della regione di frontiera lungo la cortina di ferro fa Est e Ovest. Un percorso con totem, QR Code, allestimento’’touch and try’’e video. Apertura: da mercoledì alla domenica, dalle 10 fino alle 17.
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