Andare per vigneti e sentieri in Trentino
Gli itinerari raccontano le storie del territorio. Dal Cammino delle Terre Sospese al Primiero Slow Tour. In Val di Cembra ci si muove lungo l’Avisio tra terrazzamenti ne cantine. In Val Canali il protagonista è il trekking

In primavera, il Trentino invita a camminare a mezza quota.
Non ancora sulle grandi traversate d’alta montagna, non più soltanto nei fondovalle: tra paesi sui versanti, boschi, prati e vecchie strade. Due itinerari lo raccontano da prospettive diverse: il Cammino delle Terre Sospese, in Val di Cembra lungo l’Avisio, tra la valle dell’Adige e la Val di Fiemme, e il Primiero Slow Tour, anello tra Primiero e Val Canali, ai piedi delle Pale di San Martino.
Il Cammino delle Terre Sospese
Nel primo, il paesaggio comincia dai muretti a secco: salgono sui versanti, trattengono la terra, disegnano terrazze minime per la vite. Salendo da Trento verso Lavis, dopo pochi tornanti i vigneti occupano le pendenze, disposti a gradoni e sostenuti da una trama fittissima di pietre posate con sapienza antica: oltre 700 chilometri allineati nei secoli per coltivare la vite su ripide terre in quota.
È questa la viticoltura eroica cembrana: un lavoro agricolo che ha modellato il territorio.
Il Müller Thurgau racconta meglio di altri questa vocazione d’altura, con vigne che, dove l’esposizione lo consente, sono coltivate anche oltre gli 800 metri.
Accanto, Chardonnay per vini fermi e spumanti metodo classico, e Schiava, presenza storica locale. Qui il vino non è soltanto prodotto: è una chiave di lettura del paesaggio e dei versanti ordinati, contenuti, abitati.
In questo paesaggio il Cammino delle Terre Sospese collega sponde, paesi e versanti. Il nome allude ai piccoli centri sui pendii sopra l’Avisio, quasi sospesi tra fondovalle e bosco: case attorno alle chiese, contrade, fontane, masi e vecchie vie.
È un anello di 92 chilometri a forma di otto che parte ufficialmente da Lavis, con la prima tappa verso Lisignago, ma può essere imboccato anche altrove. Il cammino passa dai vigneti ai boschi, sfiora le forre, incontra nuclei rurali e punti panoramici sulla valle.
Lungo il percorso e nelle sue vicinanze si incontrano lo scenografico Giardino dei Ciucioi a Lavis, antiche chiese, le maestose rovine del castello di Segonzano e, poco oltre, il raro e spettacolare fenomeno geologico delle Piramidi di terra.
Anche le cantine, molte visitabili, possono diventare una meta o una pausa: nel bicchiere tornano il fresco delle quote alte, la mineralità dei suoli porfirici, la memoria dei terrazzamenti e il lavoro sui versanti.

Il Primiero Slow Tour
Più a est, il Primiero Slow Tour, tra Primiero e Val Canali, richiede più preparazione per affrontare i suoi quasi 60 chilometri.
Non è un itinerario alpinistico, ma un trekking ad anello in cinque tappe per chi ha confidenza con cammini di più giorni, da percorrere compatibilmente con l’apertura stagionale dei rifugi, da verificare sempre prima di partire.
Da Fiera di Primiero, salendo verso il Passo Cereda, si entra subito in Val Canali: si passa sotto Castel Pietra e nell’area di Villa Welsperg, centro visitatori del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, prima di proseguire verso il Rifugio Cereda, panoramico posto tappa ai piedi delle Pale.

Il tratto verso Caltena sale a Malga Fossetta, costeggia le Pale Alte e il Monte Padella, da cui lo sguardo può aprirsi verso il Lagorai, le Vette Feltrine e il Cimonega. Poi il paesaggio torna più raccolto attorno al Rifugio Caltena, tra prati e bosco. Verso Fonteghi, una variante raggiunge i prati di San Giovanni, con la piccola chiesa cara agli abitanti di Mezzano, prima della discesa nel bosco verso la Val de Riva e il ponte sospeso sul Rio Neva.
La salita da Fonteghi a Vederna è tra i passaggi più riconoscibili del tour: il Sentiero degli Abeti Giganti passa tra abeti rossi e bianchi tra i più alti del Trentino, fino alla Pozza dell’Ors e alla Malga Val de Stua di Sopra. Nei prati della Vederna, il rifugio e la chiesetta della Madonna della Neve introducono un paesaggio di pascoli, radure e silenzio. Nel rientro verso Fiera di Primiero, la Croce del Monte Vederna offre uno degli affacci più ampi sulla valle del Primiero e sulle Pale di San Martino.
La tradizione casearia a filiera corta
C’è anche un altro “gustoso” motivo per visitare la Val di Fiemme: la tradizione casearia, che passa da una filiera corta, legata al latte raccolto ogni giorno nelle aziende locali. Dal Caseificio Sociale Val di Fiemme, a Carano, al Caseificio Predazzo e Moena, il territorio produce un’ampia varietà di formaggi tra i quali i caprini freschi e stagionati, memoria di una produzione che ha radici profonde nella valle.
Parchi nazionali per tutelare gli equilibri
Tra le parole d’ordine del territorio c’è la tutela del paesaggio. Il sistema delle aree protette trentine comprende il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco Naturale Adamello Brenta e il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Tre paesaggi diversi, tra ghiacciai, boschi, pascoli, acque e Dolomiti, dove centri visita, sentieri tematici e attività guidate aiutano a conoscere la montagna nei suoi equilibri più delicati.
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