Aida, Nabucco e Bohème: la magia della grande lirica accende l’Arena di Verona
Nel cartellone 2026 i titoli più amati di Verdi e Puccini. Tra le novità la Traviata coprodotta con il Moulin Rouge. In arrivo Roberto Bolle and friends e i Carmina Burana

Una delle più grandi emozioni che regala l’Arena di Verona è legata la momento in cui arriva il buio e, poco prima dell’inizio dello spettacolo, gli spalti dell’antico anfiteatro romano si illuminano di 15.000 lucine che ogni spettatore innalza verso il cielo.
Un rito che si ripete e che invita a scoprire il cartellone della 103ma edizione dell’Opera Festival che porta in scena alcuni dei titoli operistici di Giuseppe Verdi e di Giacomo Puccini più amati dal grande pubblico.
Oltre alla nuova “Traviata”, sono in cartellone due diversi allestimenti di “Aida”, le più recenti produzioni di “Nabucco” e “La Bohème”, quindi “Turandot” a 100 anni dalla prima assoluta.
Oltre all’opera lirica, sei le serate-evento in singola data: “Roberto Bolle and friends”, coprodotto con Artedanza srl il 21 luglio, e il balletto al Teatro Romano con “Zorba il greco” il 25 e 26 agosto.

Ritorna poi il grande organico sinfonico-corale dei “Carmina Burana” di Carl Orff il 13 agosto mentre il nuovo concerto immersivo “Paganini Paradise” debutta in prima assoluta il 18 agosto aggiungendosi alle “Quattro stagioni” in “Viva Vivaldi”, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.
Sul podio si alterneranno grandi maestri e sull’imponente palcoscenico sarà possibile ascoltare le voci dei più grandi artisti del momento.
Il Festival 2026 si è aperto con l’Aida, l’opera regina dell’Arena, nella edizione di Stefano Poda, con la direzione del Maestro Daniel Oren. Maria José Siri è Aida, la principessa etiope ridotta in schiavitù alla corte dei faraoni, divisa tra l’amore per il condottiero egizio Radames e quello per la propria terra e storia, simboleggiata dal padre Amonasro (Amartuvshin Enkhbat).
Sua rivale è la principessa Amneris (Alisa Kolosova). Nei panni di Radames il tenore statunitense Gregory Kunde, premio Lugo 2024 per una lunga carriera internazionale.
Centinaia tra mimi, comparse e corpo di ballo trasformano l’anfiteatro nel luogo di un rito collettivo, di un viaggio attraverso passioni, gelosia, guerra e preghiera. Il tutto sullo sfondo di un iconografico Antico Egitto, presente anche nei costumi sontuosi e dettagliati tra alta moda e arte contemporanea (7 repliche dal 19 luglio all’8 settembre).
Mentre dal 30 luglio al 10 settembre quest’opera verrà riproposta anche nella più classica messa in scena di Franco Zeffirelli.
In programma è anche “La Bohème”, altro titolo amatissimo eppure raro in Anfiteatro, che torna a 130 anni dalla sua prima assoluta con due serate, venerdì 17 e sabato 25 luglio.
L’opera di Giacomo Puccini racconta complicità, divertimento, amori che nascono, amicizie che restano, in cui convivono sentimento, umorismo ed energia, con alcune delle melodie più belle e celebri di sempre. Regista è Alfonso Signorini.
Nel rispetto del libretto di Illica e Giacosa, il set, fedele all’epoca, è costruito con materiali trasparenti per mostrare al pubblico diversi piani d’azione. I costumi rimandano alla Francia fin de siècle.
Eleonora Buratto sarà Mimì e Yusif Eyvazov per la prima volta il poeta Rodolfo. La compagnia di amici nella soffitta bohemienne comprende Mihai Damian (il pittore Marcello), Alexander Roslavets (il filosofo Colline) e Jan Antem (Il musicista Schaunard). La volubile Musetta è Francesca Pia Vitale. Debutto in Anfiteatro per il M° Francesco Lanzillotta.
I grandi spazi dell’Arena sono perfetti anche per il dramma biblico “Nabucco” opera di Giuseppe Versi romantica e corale per eccellenza, divenuta colonna sonora del Risorgimento italiano.

In scena lo spettacolo curato in ogni aspetto dal visionario regista Stefano Poda con grandi duelli di massa coreografati, materiali innovativi e chilometri di led. Sul podio il giovane maestro Michele Spotti.
Nei panni del temibile re babilonese il baritono Amartuvshin Enkhbat. Le sue due figlie sono interpretate da Maria Josè Siri nella virtuosistica parte di Abigaille e da Annalisa Stroppa in quella della dolce ma coraggiosa Fenena.
Zaccaria, guida spirituale del popolo ebraico è Simon Lim, mentre Ismaele è Galeano Salas. Completano il cast i triestini Nicolò Ceriani, Riccardo Rados nei panni del Gran Sacerdote di Belo e del fedele Abdallo.
Fondamentale l’apporto del Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani (14 repliche dal 12 luglio al 3 settembre).
L’attesissima grande novità di quest’anno è però “La Traviata” nel nuovo allestimento del capolavoro verdiano firmato dal regista Paul Curran e diretto da Michele Spotti. Per la prima volta l’Arena collabora col Moulin Rouge di Parigi: in scena il celebre mulino rosso e il leggendario elefante di stucco ancora visibile nello storico locale nei primi anni del ’900.
La storia di Violetta è infatti collocata al culmine della Belle époque, tra sontuose feste, colori, danze, cabaret e follies, accentuando il contrasto tra l’eccesso della sfera pubblica e l’intimismo della vicenda privata.
Violetta, famosa e ambita, s’innamora del più sprovveduto Alfredo Germont, ma il giudizio della società - rappresentata da papà Giorgio Germont - li dividerà. Violetta è il soprano Martina Russomanno, accanto a lei, esordio stagionale per Francesco Meli come Alfredo e per Youngjun Park nei panni di Giorgio (12 le repliche, dal 16 luglio al 12 settembre).

Segue infine una ripresa della tradizionale “Turandot” zeffirelliana (6 repliche dal 7 agosto all’11 settembre) l’opera, lasciata incompiuta a causa della morte di Puccini, venne successivamente completata da Franco Alfano.
La partitura accompagna le vicende di un misterioso Principe Ignoto (Calaf) che giunge a Pechino per provare a sciogliere i tre enigmi che la bellissima e crudele Principessa Turandot pone a chi ambisce prenderla in sposa. Celeberrima l’aria di Calaf “Nessun dorma”, ancora più irresistibile se ascoltata in una notte d’estate sugli spalti dell’Anfiteatro scaligero.
Info: www.arena.it e biglietteria@arenadiverona.it. Call center 045 800 51 51 e punti prevendita Vivaticket.
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